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Il potere impazzito dei pm vanifica i sacrifici degli italiani. Riformate la giustizia o salutate per sempre la stabilità

novembre 11, 2013 Luigi Amicone

Non esiste “sistema delle regole” che avalli la conduzione di un paese sulla base delle intercettazioni del giorno. Qui invece si moltiplicano i casi Cancellieri

Il caso Cancellieri mostra una volta di più, qualora ce ne fosse bisogno, che il potere giudiziario mediaticamente assistito ha la facoltà di prendere per la gola ogni istituzione e di soffocare la democrazia. Per questo abbiamo scritto una lettera aperta ai ministri Pdl, invitandoli a reclamare una riforma della giustizia come condizione “sine qua non” per il prosieguo del governo Letta.

Volete la stabilità e il rispetto dei sacrifici degli italiani? Vi chiedete perché “l’Europa riparte e l’Italia no”? Ammettete che non succede in nessun paese d’Europa che gli investitori stranieri siano tenuti alla larga dall’arbitrarietà dell’azione penale e dalla pratica insignificanza della giustizia civile.

Non succede da nessuna parte che autorità e gerarchie siano calpestate dal sistema degli Snowden all’amatriciana, cioè un sistema che invece di servire gli interessi della collettività serve i commerci di un ristretto giro di affiliati alle procure. Non esiste “sistema delle regole” – almeno nel mondo della divisione dei poteri – che avalli la conduzione di un paese sulla base delle intercettazioni del giorno e delle sortite di funzionari avvezzi a un modo di amministrare la legge che non ha certezza né di procedure, né di tempi, né di garanzie.

Quanto alle favole sull’obbligo penale, autonomia e indipendenza dei magistrati, ci si potrebbe cominciare a credere il giorno che venisse promulgata una legge sulla responsabilità degli stessi e fosse impedita la partitocrazia interna alle toghe.

Ecco, se i ministri del Pdl credessero in ciò che hanno creduto per un ventennio facendosi strada sotto le ali protettive di un senatore in via di decadenza, questo sarebbe il momento di darne prova “ufficiale”.

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7 Commenti

  1. omac scrive:

    Oppure,magari se i politici smettessero di avere intrallazzi con: banche,assicurazioni,televisioni,giornali,
    costruttori,cooperative,acciaierie,ecc,ecc, dove parcheggiano: figli,amanti,parenti assortiti,amici,amici di amici,ecc,ecc,facendo leggi per favorirli ( con disinteressati ritorni di voti&tangenti )a discapito del libero mercato, hai visto mai che gli investitori interessati al mercato italiano si facciano avanti?

  2. Michela scrive:

    Caro Amicone, qualunque cosa facciano Lupi, Formigoni, Alfano, Quagliarello, Cicchitto, Giovannardi, ormai è troppo tardi. Gli elettori moderati sono già andati oltre, e non li vogliono più in Forza Italia a prescindere che ci tornino in ginocchio sui ceci. Se lo stesso Berlusconi chiedesse di perdonarli diremmo “no, non li vogliamo”. Amicone, fattene una ragione, è più facile venire cancellati dall’opinione pubblica moderata che dai salotti o perfino dalla dirigenza di un partito. Berlusconi deve capire che con costoro non possiamo più avere nulla a che fare, e lo dico con profonda tristezza soprattutto perché tra questi buffoni una era davvero in gamba, l’unica: Eugenia Roccella.

  3. andrea scrive:

    Mi piacerebbe capire come le elezioni anticipate possano invece portare la stabilità tanto desiderata.

    Mi piacerebbe capire perchè fra gli “impazziti” non vengono anche inclusi quelli che impallinano il governo da loro stessi votato e “fiduciato” con 2000 emendamenti (1000 più dell’opposizione).

    Capisco e appoggio le ragioni di chi nel centro destra vuole la riforma della giustizia.
    La RIFORMA, non fare fuori un potere dello stato e tornare alla impunità generale che ci ha portato a tangentopoli. Voglio una giustizia che funzioni, non serva della politica. E viceversa ovviamente.

    Non capisco come questo obbiettivo possa essere perseguito sfasciando tutto, rischiando di portare un grillino a palazzo Chigi, facendo pagare un prezzo altissimo ai poveri cristi che non trovano lavoro o non arrivano a fine mese.

    Si fa e si disfa, si fa e si disfa, avanti così da almeno 3 anni mentre il paese va letteralmente a puttane.

    Non capisco come Lei non capisca le ragioni delle cosidette “colombe” che nella chiosa finale dell’articolo vengono “velatamente” accusate di essere ingrate. (il “traditori” se lo è risparmiato per ora, bontà sua)

  4. Cisco scrive:

    Non sono d’accordo sul fatto che il principale problema italiano sia la giustizia, penso sia più grave la crisi politico-culturale, di cui il giustizialismo è solo una conseguenza. E la riforma della giustizia non sarà possibile finché Berlusconi avrà una rilevante influenza politica. Dopo la decadenza le sinistre non avranno più scuse.

  5. poveritalia scrive:

    Dice Amicone:
    ” … se i ministri del Pdl credessero in ciò che hanno creduto per un ventennio …”.

    Si è dimenticato in cosa hanno creduto, non solo i Ministri PDL ma tutto il Popolo berlusconiano in questo ventennio:
    1 Che i Processi, invece di essere snelliti, efficientizzati, andavano vanificati tramite le prescrizioni
    2 Che reati, gravissimi all’ estero come il falso in bilancio, venissero in Italia, depotenziati per salvare il cuculo ad uno solo.
    3 Che tutte le norme possibili per tirare in lungo ed arrivare a prescrizione, venissero attuate, mortificando così la giustizia
    4 Che quando almeno una volta, un Processo riesce a non essere bloccato e porta a 3 sentenze di 3 Corti diverse, sempre di colpevolezza, la sentenza non venga rispettata
    5 Che le vere razionalizzazioni ed efficientizzazioni necessarie, per ventanni venissero ignorate o minimizzate

    Di tutto ciò, nel suo articolo non c’ è traccia.
    Penso che i veri Moderati, Liberali, Democratici abbiano ormai ben capito chi, la Giustizia non l’ ha mai voluta riformare.
    Meglio occuparsi dei colore dei calzini di un Magistrato o del’ accento napoletano di un altro.

  6. Charlie ( Carlo Martinelli ) scrive:

    Per favore, vorrei sapere dalla Redazione di Tempi a cosa è dovuta l’impossibilità di esprimere i miei commenti su Facebook ( e di prendere visione di quelli altrui ).
    Appare puntualmente la dicitura:
    ” NON PUOI CLICCARE SU “MI PIACE” PERCHE’ L’OGGETTO NON E’ ACCESSIBILE (E’ STATO RIMOSSO O NON DISPONI PIU’ DELL’AUTORIZZAZIONE PER VEDERLO”.
    Interpellato un tecnico, mi ha detto che l’operazione è dovuta ad un’esclusione da parte della Redazione.
    Se è vero, vorrei sapere il perché.
    Tutti han diritto a sapere il motivo per cui vengono banditi da un sito.
    Grazie.

    Gentile signor Martinelli, abbiamo verificato e lei non risulta tra gli utenti bloccati. La sua esclusione non dipende da nostre disposizioni. Cordiali saluti, la Redazione

  7. Frank scrive:

    Caro Direttore, complimenti per l’intervista di domenica sul Giornale. Un raro esempio di intelligenza politica nel marasma generale. Cordiali saluti, Franco Caron

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