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Il Pdl ha perso e il Pd non ha vinto. Ma quello che sta peggio è Di Pietro, fagocitato da Grillo

ottobre 31, 2012 Matteo Rigamonti

«Il M5S ha rubato un po’ al centrodestra ma soprattutto a Di Pietro. Grillo sa fare bene i suoi conti ed è per questo che ha rifiutato di allearsi con l’Idv». L’analisi di Stefano Folli

La Sicilia ha aperto le danze in vista delle prossime elezioni. Anche se nessun partito può ancora cantare vittoria. Il Pd ha infatti vinto la presidenza ma non può esultare: deve già pensare a come e con chi governare nella regione e con chi allearsi nel paese in vista delle prossime tornate. Il Pdl,  sconfitto, è, insieme all’Idv, il partito che paga il dazio maggiore: ora deve preparare le primarie e affrontare il tema del rapporto con la Lega, tenendo un occhio aperto sull’evolversi degli scenari in Lazio e Lombardia. Grillo e i suoi intanto sono in forte ascesa e, dopo aver cannibalizzato l’Idv, si candidano ad essere la prima vera forza antisistema per gentile concessione di Pd e Pdl. L’Udc si conferma sui numeri di sempre. Mentre la Lega e Maroni, che in Sicilia non c’erano, attendono Alfano al varco, anche se possono contare su forze probabilmente meno numerose di un tempo. Per mettere ordine nel pantano in cui annaspa la politica italiana in questo momento abbiamo sentito Stefano Folli, editorialista de Il Sole 24 Ore.

Folli, che dato emerge dai risultati delle elezioni in Sicilia?
La Sicilia, che già esce da anni di governi deboli, ora è frammentata, balcanizzata. I segnali che minacciano la tenuta della regione sono troppi: lo erano già prima del voto e adesso le possibilità di governo sono molto ridotte. Preoccupa più di tutto l’astensionismo al 53 per cento e il successo galoppante della lista antisistema di Beppe Grillo in un paese conservatore che non è certo il suo terreno ideale.

Chi ha perso di più tra Pd e Pdl?
Ha perso di più il Pdl. Gli altri, almeno, hanno conquistato la presidenza della regione, anche se non possono parlare di vittoria. Ma la verità è che entrambi i partiti versano in pessime condizioni di salute, che non sono altro che lo specchio delle contraddizioni in atto su scala nazionale. E ciò che è emerso in Sicilia è destinato ad attraversare lo Stretto, magari già al voto per le regioni in Lazio e Lombardia. Che oltretutto sono terreni più adatti anche per Grillo.

Grillo riempie solo un vuoto della politica o è una realtà che si sta affermando con radici più profonde?
Grillo è la risposta istintiva al vuoto della politica che si spiega con la delusione dell’opinione pubblica. Ma le responsabilità maggiori sono dei partiti che non hanno colto questo lento distaccamento della gente a cui non hanno saputo contrapporre una capacità di rinnovamento nelle idee, nelle persone, nell’organizzazione e nella comunicazione. Grillo, non scordiamocelo, prima che un populista è un grande comunicatore.

Si può parlare dell’Udc come ago della bilancia?
In Sicilia l’Udc ha avuto un buon risultato, decisivo per l’elezione di Crocetta. Ma questo non è altro che una conferma, è un risultato in fondo stabile. Resta da vedere se l’Udc sarà in grado di replicarlo su scala nazionale. Non dimentichiamo che in Sicilia Sel di Vendola ha deciso di correre da solo ed è rimasto fuori dai giochi; ma a livello nazionale Bersani vuole mantenere l’alleanza con Vendola. Come si comporterà Casini?

L’Idv che fine ha fatto?
Di Pietro è in grande declino. L’ascesa di Grillo deve pur essere pagata da qualcuno, no? Il Movimento 5 Stelle ha catalizzato alcuni voti di possibili astensionisti, ne ha rubati un po’ al centrodestra ma soprattutto a Di Pietro. Grillo sa fare bene i suoi conti ed è per questo che ha rifiutato di allearsi con l’Idv.

Dalla somma dei giochi manca solo la Lega…
La Lega tenderà ad interagire con il processo di rigenerazione del Pdl, sempre che Alfano riuscirà a tenerne le redini. Il segretario del Pdl sta giocando con coraggio le sue carte, in una situazione che è deteriorata e Maroni ha in mano un partito gracile: i destini dei due sembrano instradati verso un riavvicinamento. Resta solo da vedere su che forze potranno contare.

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