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Il Parlamento britannico “riconosce” lo stato palestinese. Lo Spectator: mossa arrogante e inutile

ottobre 14, 2014 Redazione

La Camera dei Comuni chiede a Cameron di riconoscere lo stato palestinese. Lo Spectator li taccia di presunzione: «Pensano di conoscere la situazione degli israeliani e dei palestinesi meglio di loro e dei loro governi»

Il Parlamento britannico ha approvato, quasi all’unanimità (274 a favore contro 12), una mozione che invita il Regno Unito a riconoscere lo stato palestinese. Per Douglas Murray, editor dello Spectator, «questa non è solo una mossa arrogante, ma inutile, non da ultimo perché il governo Cameron ha già detto che ignorerà il voto».
La mozione della Camera dei Comuni, arrivata a pochi mesi dalla fine dei reciproci bombardamenti fra Hamas e stato di Israele, ha un valore simbolico e non impegna il governo a riconoscere alle istituzioni palestinesi la piena sovranità sui territori di Gaza e Cisgiordania. La scelta dei parlamentari britannici «può sembrare una mossa positiva – spiega Murray – ma in realtà è soltanto una decisione presa da un gruppo di stranieri che afferma di conoscere la situazione degli israeliani e dei palestinesi meglio di loro e dei loro governi».

MOSSA INGENUA. Murray parla di «mozione preoccupante». Secondo la penna del settimanale britannico, il voto di Westminster «dimostrano una sorprendente ingenuità». Da una parte, «spinge verso la nascita di un nuovo status quo per Israele e per la Palestina, senza l’accordo dei partner sul terreno», dall’altra, riconoscere lo “stato palestinese” è tanto assurdo quanto lo sarebbe riconoscere il califfato islamico di Isis. «Lo “stato palestinese” consiste infatti in un “governo di unità nazionale“, anche se litigioso, tra l’Autorità palestinese (Ap) guidata da Mahmoud Abbas e i terroristi di Hamas (il ramo palestinese dei Fratelli Musulmani)».

CALIFFATO IN PALESTINA. Questo governo di unità, probabilmente, non durerà molto: «Nel 2007, Hamas espulse l’Autorità palestinese da Gaza e lo stesso aspira a fare in Cisgiordania». Già ad agosto «Abbas ha accusato Hamas di contrabbandare denaro e munizioni in Cisgiordania per organizzare un colpo di stato contr0 l’Autorità palestinese». Riconoscere lo stato palestinese significa dunque riconoscere Hamas, un’organizzazione che oltre a invocare la distruzione di Israele, si è augurata in passato la conquista di Roma e dell’Andalusia. «Il riconoscimento dello stato palestinese sarà inevitabilmente visto, dai popoli della regione, come l’approvazione di queste aspirazioni».

LA SOLUZIONE? I COLLOQUI. «C’è una soluzione alla situazione israelo-palestinese». Secondo Murray, si deve basare sugli accordi di pace fra le due parti, «sulla fiducia di entrambi gli attori nel fatto che l’altro cercherà di giungere ad una soluzione comune». «Senza un accordo bilaterale, non ci potrà mai essere una vera pace». Murray ricorda che il motivo per cui gli israeliani non possono attualmente concordare una soluzione con la Autorità palestinese è proprio perché «si è alleata con un gruppo terrorista che cerca di fare, in Palestina, ciò che l’Isis sta cercando di fare in Siria».

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