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«Il Papa avrebbe dovuto dimettersi prima». Sconclusionata lezione ad un corso Tfa

febbraio 13, 2013 Uno studente del Tfa

Durante una lezione all’Università Bicocca di Milano un docente si lascia andare a giudizi gratuiti su Benedetto XVI, i cristiani, il Medio Evo. «Questa è libertà di insegnamento»

Università Bicocca di Milano, due giorni fa. Corso Tfa ovverosia formazione dei futuri insegnanti. Inizia un nuovo seminario trasversale dal titolo “Media Education” tenuto dal professor Paolo Ferri autore del libro Nativi digitali. Vi partecipano – in un’unica aula – tutte le classi di concorso iscritte in università. Nonostante la nevicata coi fiocchi ed il dubbio sulla tenuta delle ruote della macchina mi avvio verso queste cinque ore di lezione avendo in mente la notizia delle dimissioni del Santo Padre dal soglio pontificio.

La lezione inizia con una buona mezz’ora di ritardo a causa di una serie di domande da parte degli studenti sull’organizzazione “melmosa” del Tfa e di problemi legati all’uso delle tecnologie cioè del videoproiettore che il docente non riesce a far funzionare. Inconvenienti della scienza. Anche in un corso tecnologico.

In attesa che qualcuno riesca a risolvere questo incidente di percorso, il docente apre la lezione parlando dei nati nell’era digitale, dell’Agenda digitale europea del 2006, del diritto di tutti i cittadini ad avere la connettività con internet, del prossimo divieto circa l’uso di libri di testo che non siano digitali, dei soliti ritardi dell’Italia nel recepire questi “must”, ecc. Vengono snocciolate alcune date: nel 2014 le scuole potranno avere libri con espansione digitale e dal 2015 si dovranno adottare solo libri digitali. Diligentemente prendo appunti. Mi fermo ogni tanto: tutte queste informazioni sono condite con interlocuzioni colorite non certo degne di un docente universitario durante una lezione “accademica”. Si vede che si usa così. La cosa mi lascia perplesso ma non mi scandalizza. Dopo questa introduzione – interrotta dall’andirivieni del personale di ateneo che nel frattempo tenta di risolvere il problema del solito videoproiettore collegato al portatile del docente cui non si riesce a venire a capo – si entra nel vivo della lezione.

Viene introdotto Gutenberg: noi veniamo da 500 anni di cultura gutenberghiana che finisce con l’introduzione di internet dando avvio appunto alla galassia internet. La stampa a caratteri mobili – continua il docente – diventa “operativa” con Martin Lutero che si mette a tradurre la prima Bibbia denunciando corruzioni e scandali della Chiesa di Roma. Vengono stampate  immagini e vignette con «le suore che trombano». Ci guardiamo allibiti. «A proposito – rincara – avete sentito del Papa? Beh avrebbe dovuto farlo pri… ehm, meno male che ci è arrivato da so…». Dal fondo dell’aula si leva una voce: «Vada avanti, non ci interessa, non ci interessano queste cose». Ma il docente è ben preparato sull’argomento: «È il “suo” Papa che si è dimesso, a me non importa niente, se la prenda col “suo” Papa». C’è un brusìo acceso in aula: «Non siamo venuti ad ascoltare i suoi commenti personali», «siamo venuti per ascoltare una lezione», ecc. Il docente non demorde: «Questa è libertà di insegnamento». E continua: «Chi non vuole ascoltare se ne vada».  Poi alza lo sguardo verso il fondo e puntando verso qualcuno dice: «Se ne vada, esca, fuori, se non vuole ascoltare esca». La lezione continua.

Adesso tocca ai monaci del medioevo. Durante la lezione si interrompe chiedendo: «Avete visto tutti Il nome della rosa, vero? Ecco, quello è un falso storico perché i monaci non avevano biblioteche così grandi: avevano un armadio di queste dimensioni – e indica un armadio dell’aula a due ante standard di 40 centimetri l’una – che conteneva libri. Noi dobbiamo invece alla cultura e alle biblioteche degli arabi… siamo qui grazie al sapere degli arabi».

A questo punto, dopo circa un’ora abbondante di lezione, si alza una ragazza, scende dalle gradinate dell’aula, si avvicina al professore con giaccone e borsa in mano e dice: «Mi firma? Io me ne vado». «Certo – risponde il docente – faccia pure».

Si riprende. Adesso si parla dell’Italia che, come al solito, è il fanalino di coda  nell’uso e nell’adozione dei mezzi tecnologici, soprattutto nelle scuole. «Noi siamo al livello di paesi come la Grecia, la Spagna ed il Portogallo. Scusate – continua il docente – non voglio offendere la sensibilità di nessuno, ma questi paesi che ho elencato, guarda caso, sono tutti paesi cattolici». Si leva una serie di proteste generali. «L’Europa è retrograda a causa del cattolicesimo: questo è un dato di fatto, vi piaccia o no. Questi che vi ho elencato sono paesi cattolici». Si è così indignati che non si riesce neppure a parlare.

Prima di riprendere la lezione, a mezza voce (poteva sentire solo chi era nelle prime 4 o 5 file) dice: «Siete una classe di integralisti e fondamentalisti».

Intervallo e firma dei registri di presenza. Tanta gente prende e se ne va. Forse a causa della neve. Chissà. Fatto sta che alla ripresa delle lezioni un buon terzo degli studenti è assente. La lezione sui “media education” continua e giunge al termine.

Dimenticavo: il videoproiettore. Il problema è stato risolto: non dal docente e neppure dal personale d’ateneo. Neanche da un qualche nativo digitale.  Chi ha tolto d’impaccio il prof. è stato uno studente  con laurea in matematica. Bisognava schiacciare il tasto “save” del telecomando del proiettore.

Uno studente del Tfa

Riceviamo e pubblichiamo la replica del prof. Ferri 

Caro Direttore

In merito all’articolo pubblicato sulla vostra autorevole testata on-line in data 13 Febbraio dal titolo virgolettato «Il Papa avrebbe dovuto dimettersi prima». Sconclusionata lezione ad un corso Tfa. Le consiglierei di controllare meglio le sue  “fonti anonime”. Mai detto che il Papa avrebbe dovuto dimettersi o altre amenità del genere … . Non vale nemmeno la pena di  commentare la fervida “immaginazione creativa” del mio studente e suo collaboratore. Sarebbe meglio, però, che il valente estensore dell’articolo studiasse i volumi  di Marshall McLuhan, Elizabeth Eisenstein, Max Weber (in particolare L’etica protestante e lo spirito del capitalismo) oltre all’opera omnia di Walter J. Ong, un sacerdote cattolico,  e  insigne studioso della comunicazione digitale prima  di cimentarsi in un nuovo sunto così creativo  delle mie lezioni.  Inoltre gli consiglio, per la sua crescita culturale, di meditare attentamente sui testi del mio compianto e indimenticabile maestro Professor Cesare Scurati che ha dedicato la vita allo studio degli effetti della rivoluzione digitale sulla didattica. Dopo aver attentamente applicato il metodo  della “ruminatio” * a questi testi forse riuscirà a riordinare un meglio i suoi appunti così imprecisi  e sguaiatamente  fantasiosi. Forse era distratto dalla neve …

*(A questo proposito ricordo  l’omelia “San Benedetto e la  «Lectio Divina»” del Cardinal Martini (Duomo di Milano, 26 aprile 1980 in occasione del XV centenario della nascita di san Benedetto, http://www.ora-et-labora.net/lectiodivina.html)

Cordialmente

Paolo Ferri

Professore Associato di Tecnologie didattiche e Teoria e tecniche dei  Nuovi Media
Università degli Studi Milano Bicocca
P.zza Ateneo Nuovo 1

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17 Commenti

  1. Teresa scrive:

    Che vergogna. Che vergogna.

  2. Franz scrive:

    Non sono troppo stupito, come al solito di fronte a queste cose non so se sia meglio ridere o piangere. Ogni tanto mi verrebbe volgia di vedere un bello stormo di B-52 sopra certe università

  3. Cristiana Gavio scrive:

    Fantastica conclusione!!! Nettata persa e figlia femmina,direbbe Eduardo…..certo che se questa e’la preparazione riservata ai futuri insegnanti,povere le mie nipoti!!

  4. Enrico scrive:

    Disgustoso e fanatico ‘sto “prof.”
    In quanto alla Grecia”cattolica”: là si è votato perchè sanno usare il “save” e non ci sono i prof. Retrogradi!

  5. Prof Pauletto scrive:

    Un conto la teoria didattica un conto le proprie posizioni personali che andrebbero disgiunte… Prof Pauletto

  6. ruggero scrive:

    La creativita’ e la fantasia di certe persone superano ogni limite… ah ah ah.Fantasia per fantasia ,salutate l’esimio Prof da parte del sottoscritto, nipote di Giulio Cesare,fratello di Napoleone e padre di Claudia Schiffer..ah ah ah, Poveri universitari della Bicocca!

  7. altrostudentetfa scrive:

    sono uno degli studenti. quella lezione è stata terrificante, ma ci sono altri docenti molto bravi nel tfa in bicocca, non facciamo di tutta l’erba un fascio…

    tra l’altro quel prof di lunedì è ignorante perché la grecia non è cattolica ma ortodossa… e poi è un falso perché nega di avere detto quello che tutti (centinaia di persone) hanno ascoltato… la prossima volta che ci fa lezione mi porto qualcosa da leggere…

  8. Fabio Sansonna scrive:

    «Noi siamo al livello di paesi come la Grecia, la Spagna ed il Portogallo. Scusate – continua il docente – non voglio offendere la sensibilità di nessuno, ma questi paesi che ho elencato, guarda caso, sono tutti paesi cattolici».

    Per esercitare la libertà di insegnamento bisogna essere anche attendibili nelle citazioni : la Grecia non è più un paese cattolico dal 1054, dallo scisma d’Oriente. E anche dopo la revoca delle reciproche scomuniche nel 1965 rimane un paese ortodosso.
    Riguardo alla Spagna, mi risulta che la sua crisi sia dovuta la governo Zapatero che non è un cattolico.
    Il presunto avanzamento dei paesi del Nord Europa , protestanti, poi, è frutto dello sviluppo del capitalismo, nato in ambito protestante e che ha trovato in Lutero e Calvino il miglior appoggio ideologico per affermarsi, a spese di altri. Faccio notare che fino a prima della Riforma non esisteva la schiavitù, che si è ripresentata sullo scenario della storia proprio quando è venuta meno l’unità culturale che la Chiesa Cattolica aveva assicurato in Europa fino a quel momento, schiavismo contro il quale si batterono regannti cattolici come Ferdinando e Isabella di Spagna. L’analisi di Marx sullo sviluppo del capitalismo con tutte le sue contraddizioni di sfruttamento di donne e bambini fa riferimento ad un paese come l’Inghilterra dove Marx fece le sue analisi con Engels e dove si trasferì per scrivere il Capitale, analizzando l’ ‘industrialismo nascente in quel paese (il padre di Engels possedeva un’industria). Il successo dei paesi protestanti è incrinato dalla critica che ne fa lo stessso marxismo.
    Potremmo dire che la religione “oppio dei popoli” di Marx non era certamente quella cattolica, visto che in Inghilterra dal secolo XVI al secolo XIX il cattolicesimo era bandito e l’Act of Settlement del 1701 vietava ai cattolici qualsiasi espressione pubblica e l’ assunzione di cariche pubbliche.
    Così’ in Germania , dove il protestantesimo garantirà a Hitker l’ascesa al potere : infatti mei lander cattolici Hitler non ebbe mai la maggioranza , e se ascese al potere con i suffragi lo fece grazie ai voti dei lander protestanti.
    Quinsi lo sviluppo dei paesi del Nord Europa è stato ottenuto grazie alle regole del capitalismo , quindi a spese di altri. Questo lo dice Marx . E in questa vicenda i cattolici non c’entrano proprio un bel niente , perchè in Inghilterra non c’erano , in Germania erano una minoranza insignificante.

    .

    • Fabio Sansona scrive:

      ” …fino a prima della Riforma non esisteva la schiavitù, che si è ripresentata sullo scenario della storia proprio quando è venuta meno l’unità culturale che la Chiesa Cattolica aveva assicurato in Europa fino a quel momento, schiavismo contro il quale si batterono regnanti cattolici come Ferdinando e Isabella di Spagna. ”

      Intendevo dire che il primo riapparire della schiavitù dopo la scoperta dell’America, alla fine delsecolo XV venne combattuto dai regnanti cattolici Ferdinando e Isabella , che fecero anche arrestare Cristoforo Colombo, venditore schiavi in Europa ( J Dumont La Regina diffamata SEI Torino, 2003).

      Al riapparire dello schiavismo dopo il secolo XVI , con la tratta dei negri africani dopo La Riforma , nessun regnante vi si oppose neanche in seguito, in particolare con l’Illuminismo.

  9. Fabio Sansonna scrive:

    Vorrei chiarire che Ferdinando e Isabella di Spagna, regnanti cattolici vissuti prima della Riforma, combatterono lo schiavismo ricomparso dopo la scoperta dell’America, tanto che fecero arrestare Cristoforo Colombo mercante di schiavi in Europa (J Dumont La regina diffamata , SEI Torino 2003) fenomeno che con la Rivoluzione Francese diventerà di proprorzioni inimmaginabili fino a qualche secolo prima.

    Purtoppo dopo il secolo XVI nessun regnante seppe opporsi allo schiavismo della tratta dei negri africani.

  10. Leonardo Rossi scrive:

    Da quanto replicato dal Prof. Ferri, appare evidente come lo stesso non sia riuscito a farsi capire dallo studente e, forse, a ben vedere, questo è l’aspetto più preoccupante …..
    Un appunto di metodo: oltre ai molti richiami bibliografici, che certamente il Professor Ferri ha letto (questa è una mia presunzione) e che consiglia di leggere allo studente “collaboratore” di Tempi (sulla collaborazione, invece, la presunzione è del Professore), mi permetto io di consigliare una lettura al Professor Ferri: il manuale di utilizzo del vecchio e tradizionale videoproiettore …. così, tanto per far partire la lezione.

  11. Studentessa tfa scrive:

    Purtroppo ero presente ed il resoconto è più che attendibile. Personalmente a parte le grette considerazioni anticattoliche la cosa più fastidiosa è che la lezione è stata assolutamente inutile

  12. Paola scrive:

    La cultura non si pesa sulle citazioni che una persona è in grado di fare… Si leggono a perdifiato libri di cui non si ricorda il titolo o l’autore.
    Certa è la povertà lessicale densa di “cazzo” gratuiti e la povertà di contenuto che il “Professore Associato di Tecnologie didattiche e Teoria e tecniche dei Nuovi Media” ha donato ad un pubblico di altrettanti docenti.
    Ero presente alla “lezione” e confermo tutto ciò che sta scritto nell’articolo. Confermo anche la battuta irriverente sulle suore.
    Al TFA ci hanno insegnato che sarebbe formativo riprenderci mentre spieghiamo. Sarebbe esilarante avere una registrazione di quanto è accaduto.
    Paola, una studentessa del TFA

  13. Chiara Studentessa Tfa scrive:

    Ieri era prevista la lezione successiva del Tfa con il prof. Ferri sostituita con un’altra organizzativamente più urgente . Aspettavo di assistere ad una lezione di alta cultura storica sui media e di interesse didattico dopo lo scarso livello della prima lezione…Professore, non si nasconda dietro il citazionismo rifletta piuttosto sull’accaduto . Confermo quanto scritto dal collega Tfa e quanto riportato nei commenti dei partecipanti al corso
    Chiara studentessa Tfa

  14. Salvatore scrive:

    Dimenticavo… sollecitato da un mio collega, sono stupito che il ‘simpatico anonimo’ non abbia riportato l’episodio più interessante della lezione: alla querelle relativa ai paesi cattolici uno degli studenti presenti ha risposto dicendo che era vero ci fosse un DIO in Portogallo e che quel DIO era ed è indiscutibilmente la progenie di Setubal, lo special one Mourinho!!! L’unico passaggio degno di passare ai posteri… almeno secondo lui!!!

  15. Salvatore Anelito scrive:

    Anch’io ero alla lezione del Prof. Ferri e leggere il resoconto dell’anonimo (bella vigliaccata!!!) e i commenti scatenati mi fa RABBRIVIDIRE!!!
    Sicuramente il metodo usato dal Ferri non rispetta l’ortodossia dell’insegnante universitario, ma questo profilo è stato subito messo in chiaro dal professore stesso all’inizio della lezione nella sua presentazione personale.
    Certo è che l’ansia e la preoccupazione oltre alla frustrazione della maggioranza dei partecipanti al TFA per le carenza organizzative del corso si è riversata ingiustamente sul professore con 1/2 ora almeno di domande amministrative inutili e rivolte alla persona sbagliata!
    Il tentativo successivo di parlare di comunicazione, social media e didattica ha trovato quindi una parte dell’uditorio pronta a contestare qualunque cosa arrivasse dalla cattedra ed il fatto di aver accennato al papa ed alla chiesa ha fatto scatenare integralismi insospettati!
    Il discorso, che da un lato mirava a sottolineare il livello mediatico delle dimissioni del Papa e dall’altro ad esprimere considerazioni storiche sullo sviluppo socio culturale di alcuni paesi europei, è stato riportato dall’Anonimo come un attacco diretto al cattolicesimo ed alla sua fede che, a parer mio, non credo essere nemmeno così salda!!!
    Strumentalizzare e mistificare sono pratiche che dovrebbero restare fuori da ogni consesso culturale e ancor più da una classe di futuri insegnanti!!!

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