Google+

Il pacificatore della guerra tra Libano e Israele. Il benefattore del Sudan

maggio 12, 2017 Sandro Fusina

Lord Baglan conquistò la fiducia di Hezbollah, IeIbrahim el Tayeb el Rayah avviò la prima industria di dolciumi e l’azienda prosperò

Lord Michael Williams di Baglan, a sinistra

Lord Michael Williams di Baglan, a sinistra

Articolo tratto dal numero di Tempi in edicola (vai alla pagina degli abbonamenti) – Lord Baglan. Michael Williams nacque l’11 giugno 1949. Nacque a Bridgend, nel Galles meridionale. Figlio di un metallurgico, si laureò nel 1971 in Relazioni internazionali all’University College London e si addottorò con una tesi sull’islam e la politica in Indonesia. Lavorò come esperto dell’Asia meridionale alla Bbc e con Amnesty Internarional. Le Nazioni Unite lo ingaggiarono nel 1992 per collaborare all’impresa di ristabilire la democrazia in Cambogia dopo il ritiro degli occupanti vietnamiti. Le sue capacità diplomatiche furono tanto apprezzate da procurargli subito dopo una missione nei Balcani sconvolti dalla guerra per il disfacimento della Jugoslavia.

Nel 2000 entrò a Whitehall come consigliere di tre successivi ministri degli Esteri, dalle vedute disparate, del governo laburista di Tony Blair. Il 12 luglio 2006, miliziani di Hezbollah, ovvero il “partito di Dio” degli sciiti libanesi, lanciarono missili sulle città di frontiera di Israele, come diversione a un attacco contro due tank israeliani che pattugliavano il confine tra i due paesi. Tre soldati rimasero uccisi, due furono catturati e portati in Libano. Fu il cosiddetto incidente di Zar’it-Shtula. Hezbollah chiese la liberazione dei prigionieri libanesi in cambio dei due israeliani. Israele rifiutò. Era cominciata la guerra che alcuni dicono delle sei settimane, altri guerra di luglio o guerra tra Israele e Hezbollah. In Israele è conosciuta come la seconda guerra del Libano, anche se non pochi la considerano la prima guerra tra Israele e l’Iran, protetettore del partito di Dio sciita. Si combatté per 34 giorni in Libano, nel nord di Israele e sulle alture del Golan.

Williams capì che solo le Nazioni Unite potevano creare quell’equilibrio di forze che avrebbe garantito una specie di pace. Né i diplomatici inglesi né gli americani ammettevano contatti diretti con Hezbollah, che pure aveva un forte peso sul governo libanese. Nella sua funzione di inviato dell’Onu Williams poteva attraversare ripetutamente il fronte. Riuscì a conquistare la fiducia di Hezbollah ed arrivare a uno scambio di prigionieri e alla chiarezza sulla sorte dei due sodati la cui cattura aveva innescato il conflitto. La situazione della frontiera tra Libano e Israele si normalizzò come mai era più accaduto dopo gli anni Settanta. Williams fu nominato all’Onu coordinatore speciale per il Libano con il titolo di sottosegretario generale. Nominato alla Camera dei Lord del Regno Unito, si è ritirato presto dalla politica per motivi di salute. È morto domenica 23 aprile.

Ibrahim el Tayeb el Rayah. Naque nel 1924. Nacque a Rufaa, nel nord islamico della colonia inglese del Sudan. Il padre era droghiere. Nel 1943 si laureò nel college di Khartum dedicato a Gordon, eroe ostinato e sfortunato della difesa della città dalle orde del Mahdi, il Redentore. Raggiunse poi lo zio e un fratello maggiore a Kano, la capitale dello stato omonimo della Nigeria, quasi al confine con il Niger, ricordato ultimamente per una strage perpetrata dai terroristi di Boko Haram. Qui, nel 1960, avviò la Nikko, prima industria di dolciumi della Nigeria.

L’azienda prosperò e aprì filiali a Lagos, allora la capitale federale dello stato. Allargò i suoi interessi, dirigendo una fabbrica di pellami e soprattutto avviando un commercio d’esportazione dei fiori di ibisco, ovvero del karkadé, infuso benefico e ben noto in Italia nell’immediato anteguerra delle sanzioni come sostituto del tè.

Dagli anni Settanta cominciò a risiedere per sei mesi all’anno a Londra, per acquistare le materie prime per le sue fabbriche. Nel 2007 costituì l’Nsc, il Consiglio nazionale sudanese del Regno Unito e d’Irlanda che si è occupato fino a oggi di venti spedizioni umanitarie in Sudan cui hanno preso parte trecento tra infermieri e dottori. L’ultima nel tempo ha avuto per scopo l’istituzione di un reparto nell’ospedale universitario di Khartum il cui personale è preparato da una squadra di dottori dell’ospedale universitario inglese intitolato a James Cook. A Kano invece ha fondato un istituto per la preparazione di insegnanti islamici. È morto a novantatré anni.

Foto Wikipedia

Ricevi le nostre notizie via email:

Leggi gli articoli sull'app:

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter per ricevere tutte le nostre notizie!

La rassegna stampa di Tempi

Tempi Motori – a cura di Red Live

Forse non sarà la supercar più aggraziata sulla faccia del Pianeta, ma è senza dubbio la McLaren più estrema mai realizzata. Il suo nome è Senna, in omaggio all’indimenticabile pilota brasiliano, e il peso a secco è da urlo: 1.198 kg. L’erede della hypercar P1, contrariamente ai rumors che la volevano ibrida come l’antenata, rinuncia […]

L'articolo McLaren Senna: la più estrema di sempre proviene da RED Live.

Il preparatore americano Hennessey sembra avere un’unica missione nella vita: lasciare a bocca aperta. Dopo aver creato sia la Venom GT, hypercar in grado di toccare i 435 km/h grazie a un V8 7.0 biturbo da 1.451 cv, sia l’evoluzione Venom F5, accreditata sulla carta di una velocità massima di oltre 480 km/h, ora si […]

L'articolo Hennessey VelociRaptor 6×6: forza bruta proviene da RED Live.

La nuova Multistrada 1260 cambia radicalmente con le novità che riguardano circa il 30% del progetto; smussa gli spigoli vivi del motore precedente motore e guadagna nella guida ora più fluida e rotonda meno reattiva.

L'articolo Prova Ducati Multistrada 1260 proviene da RED Live.

Per le piccole inglesi supersportive è già tempo di pista. Al freddo dell'autodromo di Cremona partono i primi test della stagione. Il nuovo calendario prevede anche una trasferta al Paul Ricard. C'eravamo anche noi

L'articolo MINI Challenge, è già 2018 proviene da RED Live.

La 5 porte giapponese saluta da lontano le quattro generazioni che l’hanno preceduta, mostrando linee più slanciate e tante possibilità di personalizzazione. Si dota inoltre di dispositivi di controllo appannaggio di auto di segmento superiore. Prezzi a partire da 16.700 euro

L'articolo Prova Nissan Micra N-Connecta IG-T proviene da RED Live.

MailUp - Osservatorio statistico 2017 - banner download