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«Il nuovo colonialismo dell’Occidente è l’imposizione dell’aborto a noi africani»

luglio 13, 2017 Leone Grotti

Obianuju Ekeocha, fondatrice di Culture of Life Africa, non le manda a dire alla Bbc: «Gli africani chiedono cibo, acqua, sanità e scuole. Non contraccettivi»

Obianuju-Ekeocha

 «Quando un paese occidentale viene in Africa e cerca di imporre l’aborto sotto forma di aiuto “umanitario” non fa che comportarsi come i colonialisti di un tempo. Quella che voi chiamate lotta per combattere la povertà è in realtà una forma di colonizzazione ideologica». È una furia Obianuju Ekeocha, ingegnere biomedico di origine nigeriana e fondatrice di Culture of Life Africa, associazione pro life con sede in Inghilterra. L’attivista cattolica è stata intervistata dalla Bbc durante il programma Impact per parlare della promozione di aborto e contraccezione in Africa. Ma la conduttrice australiana Yalda Hakim non si aspettava di trovarsi davanti una donna decisa a demitizzare la narrazione della “salute riproduttiva”.

200 MILIONI DI DONNE. Secondo le Nazioni Unite 200 milioni di donne non hanno accesso in Africa alla contraccezione. Martedì il governo inglese ha ospitato un convegno internazionale sulla Pianificazione familiare al quale hanno partecipato la fondazione Bill & Melissa Gates e il Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione (Unfpa). L’obiettivo del summit, al quale ha partecipato anche Ekeocha, era promuovere «l’accesso per le donne e ragazze africane ai servizi di pianificazione familiare». Londra ha promesso che nei prossimi cinque anni spenderà 1,4 miliardi di dollari per diffondere all’estero contraccezione e aborto.

«AFRICANI NON VOGLIONO L’ABORTO». «Sinceramente non capisco perché ci sia la necessità di garantire alle donne africane il diritto all’aborto», ha risposto l’attivista alla prima domanda della Bbc. «Nell’80 per cento dei paesi africani l’aborto è illegale. Non perché non possono legalizzarlo, abbiamo parlamenti e governi in Africa, ma perché la stragrande maggioranza degli africani rifiuta l’aborto. Non capisco, se la stragrande maggioranza degli africani non vuole l’aborto, perché l’Occidente dovrebbe spendere soldi per cercare di introdurlo?».
Presa in contropiede, la giornalista della Bbc ritratta: il punto non è l’aborto, ma la contraccezione che le donne africane «dovrebbero avere». L’attivista africana si irrigidisce: «Lei dice “dovrebbero”, ma chi è lei per decidere? In Africa non c’è richiesta di contraccettivi. Quello che la gente vuole e chiede ogni giorno è cibo, acqua, servizi sanitari di base e scuole. Basta parlare con gli africani a casa loro per saperlo».

ATTEGGIAMENTO COLONIALISTA. La conduttrice della Bbc insiste però che la contraccezione è un «diritto umano fondamentale» e che «con i programmi di pianificazione familiare si aiutano le famiglie a uscire dalla povertà». «Questa è la soluzione al problema dell’Africa che voi occidentali proponete», risponde la fondatrice di Culture of Life Africa. «Ma se ascoltaste anche gli africani, quando dite di volerli aiutare, scoprireste che non è quello che noi vogliamo. Perché cercate di imporci la vostra cultura senza preoccuparvi di quello che noi vogliamo? Questo è un atteggiamento colonialista e dovreste fare attenzione a portarlo avanti».
Uno dei temi più dibattuti al convegno inglese è stato la decisione di Donald Trump di ritirare i fondi americani per il sostegno dell’aborto all’estero. È per coprire il buco che il Canada ha promesso di investire 650 milioni di dollari nei prossimi quattro anni. All’iniziativa parteciperanno anche Olanda, Svezia, Danimarca, Belgio, Lussemburgo, Finlandia, Canada e Capo Verde.

EDUCAZIONE, NON CONTRACCETTIVI. I paesi vorrebbero così promuovere lo sviluppo del continente ma, continua l’ingegnere biomedico, «io sono nata e cresciuta in Nigeria e non sono uscita dalla povertà grazie a un contraccettivo, ma grazie all’educazione. I fondi a disposizione sono limitati e credo che le priorità dovrebbero essere riviste. Anche perché secondo l’Onu ci sono 200 milioni di donne africane che non hanno accesso ai contraccettivi. Ma quante di questi li vogliono davvero? Questa è la domanda che dovreste farvi». Invece che rispondere, la conduttrice ha preferito interrompere l’intervista.

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