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Il “no” al finanziamento pubblico ai partiti è demagogia spicciola. Sapete dove non esiste? Iran, Cambogia, Venezuela

marzo 14, 2013 Redazione

In Francia, Germania, Spagna, lo Stato finanzia i partiti. L’entità dei rimborsi è simile a quella italiana. Dove non è previsto? I quei paesi tutt’altro che democratici.

Abolire il finanziamento pubblico dei partiti è una delle priorità del Movimento 5 Stelle. Una posizione sempre più condivisa fra i politici. Propaganda politica a parte, sarà vero che i centinaia di milioni di euro dei cittadini versati ogni legislatura nelle tesorerie dei partiti danneggino non solo l’erario ma anche la democrazia? Non sembra.

DEMOCRAZIA E RIMBORSI ELETTORALI. Quasi tutti i paesi indiscutibilmente democratici, compresi quelli scandinavi, prevedono una forma di finanziamento pubblico ai partiti politici. Nei paesi europei demograficamente più simili all’Italia, come Francia, Germania e Spagna, l’entità del denaro che lo Stato versa nelle casse dei partiti ogni anno non si discosta dai 100 – 150 milioni di euro che vengono erogati in Italia. Anche negli Stati Uniti e nel Regno Unito, dove pure esiste una tradizionale ampia libertà per i privati di finanziare i partiti, è prevista una qualche forma di sostegno statale alla politica attiva. In altri paesi anglosassoni, come il Canada, il metodo di finanziamento ai partiti ricalca quello continentale europeo.

CHI FA A MENO DEI RIMBORSI. Iran, Cambogia, Venezuela sono solo alcune di quelle nazioni che non prevedono alcun tipo finanziamento dello Stato ai partiti. È solo incidentale il fatto che, peculiarità Svizzera a parte, sia proprio in paesi dove si è poco sensibili nei confronti dei diritti individuali e della democrazia a non prevedere contributi pubblici ai partiti? No. Primo perché è del tutto normale che i regimi poco democratici non finanzino i partiti (li aboliscono semmai), secondo perché in questi paesi chi governa naturalmente non ha alcun bisogno di un finanziamento pubblico ufficiale. Alla luce di questo, ci si dovrebbe chiedere se l’obiettivo prefisso dai grillini non si debba tanto all’“onda” di antipolitica che monta nel paese, quanto alle simpatie nient’affatto dissimulate del leader Beppe Grillo per paesi come l’Iran o il Venezuela.

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6 Commenti

  1. anonimo says:

    …e USA…

  2. Filippo says:

    Peccato che poi a Mira il M5S ha bocciato la proposta PD PDL di tagliare i gettoni presenza…
    http://www.infiltrato.it/images/mira5stellebocciatitagli.pdf

  3. luigi lupo says:

    Se si vuole si può anche discutere se sia giusto o meno che esista il finanziamento pubblico ai partiti però bisogna anche partire dal dato di fatto che gli italiani, in piena libertà, avevano votato contro il finanziamento con una percentuale di oltre il 90 %. Da noi, a differenza della Cambogia e gli altri, è stata la volontà popolare a chiederne l’abolizione. La cosa che dà più fastidio è che una volta che il popolo ha decretato l’abolizione si sono inventati i rimborsi elettorali e i contributi ai gruppi sia quelli parlamentari che quelli regionali e non so se anche a livello provinciale e comunale senza dimenticare che, probabilmente, l’alto compenso che ricevono i parlamentari è dovuto al fatto spesso ne devono girare una quota ai rispettivi partiti.
    Se si è dimezzato il contributo pubblico portandolo da 182 a 91 milioni e la dimostrazione della leggerezza con cui si era deciso la cifra precedente.
    Penso che essendo passati tanti anni il parlamento possa approvare una legge sul finanziamento che però dovrà indicare cifre certe e aumenti non automatici così come i compensi ai parlamentari non ci dovranno essere costi accessori di nessun tipo, esempi biglietti aerei, ferroviari, Pc, telefoni e tutto quello che si sono inventati.

  4. mike says:

    articolo lungimirante. il M5S è una trovata dei poteri forti che vogliono la dittatura atea/laica in italia. da ora la politica la potranno fare i ricchi. considerando che qualcuno continua a chiedere soldi a mediaset tutto è chiaro. guarda caso la cosa è stata fatta dopo che Berlusconi è stato estromesso dal parlamento. di questo passo per chi difende i valori cristiani non ci sarà posto nella politica. dove non arrivano i giudici arriva il chiedere soldi, e senza soldi non si farà politica. se anche il vaticano “scendesse in campo” lo tartasserebbero di indagini e richieste di soldi/risarcimenti. dal canto loro i grillini hanno il sostegno di qualcuno, perlomeno chi si fa vedere alla luce del sole, che soldi ne ha. se la cosa a qualcuno non è evidente è che il qualcuno fa il finto tonto.

    • mike says:

      nel 1993, se non ricordo male, fu modificato il diritto privato in italia. prima un parlamentare non poteva essere rimosso finchè era nell’esercizio delle sue funzioni, dopo si purchè la camera di appartenenza ne approvasse la richiesta di rinvio a giudizio o la dichiarazione di colpevolezza sentenziata da un giudice. forse non ho detto tutto esatto comunque dal 1993 un parlamentare non è intoccabile. sarà un caso ma si era nel periodo di tangentopoli ossia il primo tentativo di annientare tutti gli avversari politici della sinistra. forse già prevedevano l’avvento di Berlusconi o di qualcun altro ed allora si fece tale modifica al diritto privato. col senno di poi la cosa mi è sembrata molto chiara, nei suoi scopi. anche alla luce del togliere il finanziamento ai partiti. e al voler togliere il bicameralismo. così le leggi che la sinistra vuole potrà farle prima. nel caso dopo aver vinto in una camera avranno vinto in toto, dato che di camera ce ne sarà una sola, quella sola. certo che come si collegano bene certi eventi dal 1992 in poi! ed inclusi eventi di cui qui non ho parlato.

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