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«Il modello Sesto potrà essere esportato perché è un sistema vincente»

marzo 9, 2017 Francesca Parodi

Sesto san Giovanni, ex area Falk. Consegnate oggi le aree al termine delle bonifiche. Gli interventi di Galletti, Maroni, Sala, Chittò

Il più grande centro di riqualificazione di ex aree industriali in Europa si trova a Sesto Giovanni, in provincia di Milano, e prende il nome di progetto Milanosesto. Un’area vastissima, per un totale di un milione e 400 mila metri quadrati, che per anni aveva ospitato le acciaierie Falk e che ora si prepara ad accogliere strutture nuove e all’avanguardia. Una di queste sarà la nuova sede dell’Istituto dei Tumori e dell’Istituto Neurologico Carlo Besta, che sorgerà su circa 205.000 metri quadrati e che trasformerà Milano in un polo di ricerca e salute tra i primi al mondo. Il tutto grazie all’intervento di un privato, che per la prima volta in Italia ha interamente finanziato i lavori di bonifica di parte dell’area e la realizzazione della Città della Salute e della Ricerca, investendo più di 80 milioni di euro. Si tratta di Davide Bizzi, alla guida di Bizzi & Partners Development e amministratore delegato di Milanostesto.

Giovedì 9 marzo, alla presenza del ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, del presidente di Regione Lombardia Roberto Maroni, del sindaco di Milano Giuseppe Sala e del sindaco di Sesto San Giovanni Monica Chittò, si è tenuta la cerimonia ufficiale, aperta dal presidente di Milanosesto Giovanni Castellaneta, che ha annunciato la fine dei lavori di bonifica e che ha visto Milanosesto consegnare a titolo gratuito il primo lotto certificato al comune di Sesto. «Questo progetto costituisce il nuovo modello lombardo, il cui punto di forza è la salda collaborazione tra pubblico e privato, che in questo caso costituisce un primato in Italia. Il progetto comprende anche investimenti pubblici sul sistema di welfare per renderlo un’eccellenza» ha detto Maroni. Non si tratta infatti di un semplice cambio di sede dei due ospedali milanesi: la nuova Città della Salute dovrà diventare il polo dell’innovazione e della ricerca scientifica, pertanto l’Università Statale e Bicocca stanno pensando a scuole di specialità post laurea in oncologia, da collocare in quest’area, e sono già previsti dei fondi per progetti speciali. Anche il sindaco Chittò ha sottolineato l’importanza strategica del connubio tra pubblico e privato nel rilancio dell’Italia e ha ricordato la trasparenza e il rispetto dell’ambiente adottati durante i lavori di bonifica (Milanosesto ha infatti adottato sistemi di gestioni innovativi per garantire la tracciabilità di tutti i materiali rimossi).

Il sindaco di Milano Sala ha messo in relazione la futura Città della Salute allo spazio post Expo, definendoli «due realtà complementari che possono funzionare», dove design, moda e creatività possono integrarsi in maniera proficua con la scienza, la tecnica e la ricerca, per rinforzare il primato di Milano nell’innovazione. «La Città della Salute e della Ricerca sarà un polo sanitario, di sperimentazione e studio all’avanguardia, di prestigio internazionale, in grado di sollecitare con efficacia e ottimismo l’intera area attorno a Milano». Ha concluso il ministro Galletti, sostenendo che il progetto Milanosesto è la prova concreta di un successo raggiunto «dopo un percorso difficile» e si tratta di «un passo importante della collaborazione pubblico-privato», nel rispetto dell’ambiente: «Il nostro problema è che abbiamo costruito e continuiamo a costruire troppo, mentre serve recuperare e bonificare. Il modello Sesto potrà essere esportato perché è un sistema vincente».

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