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Il Mezzogiorno di fuoco del Pd. Tutte le divisioni del partito al Sud

ottobre 28, 2013 Chiara Rizzo

Le polemiche divampano dopo i congressi per il rinnovo delle segreterie provinciali. A Enna vince l'”impresentabile” Crisafulli; a Catania si rinvia l’elezione e si chiede il commissariamento per evitare la rissa, a Salerno si denunciano brogli

Prima ancora di arrivare alle primarie, il Pd nell’ex Regno delle due Sicilie sta facendo scintille. È successo ieri, 27 ottobre, in occasione del rinnovo degli organi provinciali in Sicilia e in Campania. L’intervento dell’attore palermitano Pif, autore del programma di Mtv “Il testimone”, alla platea della Leopolda è stato solo l’episodio clamoroso. «Sarò retorico – ha detto Pif – ma come minchia fa il Pd, il partito di Pio La Torre, ad avere uno come Vladimiro Crisafulli, beccato a parlare con il mafioso Raffaele Bevilacqua? E poi: nel 2013 Rosy Bindi si candida alle elezioni in Calabria e ammette di non sapere nulla di mafia. E qualche giorno fa è stata eletta presidente della Commissione antimafia».
Pif ha proseguito, ancora più polemico: «È evidente che la mafia è riuscita a tenere in pugno questo Paese perché è efficiente, competente e meritocratica. Riina quando mandava qualcuno a fare un omicidio, non sceglieva uno che fino a tre giorni prima diceva “io di armi non so nulla”. Non mandava un killer dicendo “non spara da un po’ e da qualche parte lo dobbiamo pur mandare”». Ogni riferimento, ovviamente metaforico, al Pd non è puramente casuale.

SPACCATURA A CATANIA. Il primo dato da commentare della “bloody sunday” del Pd meridionale è la spaccatura che si sta consumando in queste ore dopo le elezioni per il rinnovo delle segreterie provinciali. A Enna è risultato vincitore con la stragrande maggioranza dei voti, l’80,6 per cento, Vladimiro Crisafulli, nuovo segretario provinciale: si tratta dello stesso Crisafulli cui il comitato dei garanti del Pd impose un passo indietro alle ultime candidature politiche, per “tutelare l’immagine e l’onorabilità” del partito.
Crisafulli, ex senatore, è ormai da molti anni un impresentabile del Pd, a causa di un’indagine in cui è stato coinvolto nel 2002. Era stato intercettato mentre incontrava l’avvocato Raffaele Bevilacqua, poi condannato per mafia: la posizione del politico è invece stata archiviata, perché per la magistratura all’epoca dei fatti Crisafulli non sapeva che Bevilacqua fosse organico alla mafia, e inoltre non aveva mai accolto alcuna richiesta dell’avvocato. Ma il fatto ha marchiato, insieme a numerosi rumors, l’immagine di Crisafulli per sempre: pur essendo però tanto impresentabile per il suo partito, il politico rimane sempre campione delle preferenze (anche alle primarie 2012 era stato recordman nell’isola), e anche stavolta di fronte alla sua vittoria non c’è nulla altro da fare che polemizzare.

IL RINVIO DI CATANIA. Nel frattempo, nella vicina provincia di Catania le elezioni alla segreteria, a causa di altre polemiche, sono state fatte saltare, rinviate con conferenza stampa convocata all’ultimo momento da due dei tre candidati, che hanno scelto di ritirarsi. Il renziano Mauro Mangano (sostenuto dal sottosegretario alla Giustizia Giuseppe Berretta, catanese) e Jacopo Torrisi, il candidato appoggiato dal sindaco Enzo Bianco e dai deputati Giovanni Burtone e Concetta Raia, hanno denunciato un’eccessiva divisione in correnti che sta logorando il partito locale e chiesto un commissariamento in vista di un nuovo congresso. In parole povere, nel Pd a Catania se le stanno (verbalmente) dando così di santa ragione tra loro stessi, che non riescono più nemmeno a scegliersi un segretario provinciale.

DIVISIONE IN CAMPANIA. A qualche centinaio di chilometri di distanza succedono più o meno le stesse cose. Da Salerno, i candidati alla segreteria del Pd locale, Sergio Annunziata (area Renzi) e Vincenzo Pedace (area Letta), hanno rinunciato alla candidatura all’ultimo momento, inviando un fascicolo a Roma per denunciare presunti brogli, convocando una conferenza stampa e lasciando la gara aperta solo al terzo concorrente, il segretario uscente Nicola Landolfi (area Vincenzo De Luca, sottosegretario alle Infrastrutture e potente sindaco di Salerno). In realtà, almeno sulla carta le cose sarebbero andate così: perché all’ultimissimo momento alla conferenza stampa di denuncia si è presentato solo il lettiano Pedace. Il renziano Annunziata, dopo aver denunciato i brogli, ha deciso comunque di correre per la segreteria. Il congresso è stato sospeso nel frattempo ugualmente, per verificare i ricorsi presentati.

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1 Commenti

  1. mike says:

    a livello nazionale è molto semplice: vince cuperlo.

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