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Il menù di Michelle Obama affama i bambini newyorkesi

luglio 10, 2013 Elisabetta Longo

Michelle Obama continua a prendere molto sul serio la campagna “Let’ s move”, da lei voluta e promossa. La first lady infatti continua a girare per le scuole di ogni livello, promuovendo l’alimentazione corretta e il movimento. Ha addirittura indetto un concorso culinario per bambini e lo scopo del concorso era quello di creare una […]

Michelle Obama continua a prendere molto sul serio la campagna “Let’ s move”, da lei voluta e promossa. La first lady infatti continua a girare per le scuole di ogni livello, promuovendo l’alimentazione corretta e il movimento. Ha addirittura indetto un concorso culinario per bambini e lo scopo del concorso era quello di creare una ricetta sana e gustosa, conclusosi ieri con la vittoria di un bambino di 8 anni. Ma mentre Michelle si mostra sempre sorridente e entusiasta, chi prova i suoi menù salutisti lo è un po’ meno. La scuola di New York Burnt Hills-Ballston Lake è una di queste.

CIBI POCO ATTRAENTI. Il Washington Times riporta la voce del sovrintendente scolastico Chris Abdoo, dopo il cambio radicale avvenuto sui tavoli della mensa. «La capo mensa Nicky Boehm e il suo staff hanno lavorato duro per mettere in atto quanto suggerito dalla First lady, ma non ci sono stati che problemi. Innanzi tutto molti alimenti non sono stati apprezzati dagli studenti, che non li hanno acquistati, con un conseguente spreco. E chi invece ha acquistato questo nuovo menù si è lamentato di aver passato il pomeriggio con i morsi della fame, dichiarando quindi di aver perso i soldi spesi». Quindi dal prossimo anno la scuola tornerà al vecchio sistema, proponendo scelte alimentari autonome. Per provare il nuovo menù federale il distretto scolastico ha buttato via 100 mila dollari, con poca soddisfazione degli studenti.

PORZIONI DA FAME. «I liceali si sono lamentati che le porzioni erano troppo piccole e molti altri hanno cominciato a portarsi il pranzo da casa», ha raccontato la signora Bohem, responsabile dell’alimentazione dei ragazzi. Già altre scuole hanno abbandonato, per insuccesso, il menù federale di Michelle, lamentando toni troppo restrittivi nelle linee guida alimentari. Oltre tutto, se tutte le scuole degli Usa adottassero il menù Obama, sarebbero necessari oltre 3,2 miliardi di dollari.

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