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Il Governo manda i rifiuti delle altre regioni in Lombardia. L’assessore: «Faremo appello alla Corte Costituzionale»

settembre 19, 2014 Elisabetta Longo

La Lombardia aveva già previsto lo spegnimento di alcuni impianti. In questo modo dovrebbe fare marcia indietro. Claudia Maria Terzi, assessore all’Ambiente, spiega perché si farà opposizione

Lo chiamano “Sblocca Italia”, ma è già stato soprannominato “Blocca Lombardia”. L’idea del Governo, per dare un’accelerata al sistema italiano, passa anche attraverso un diverso smaltimento dei rifiuti, come spiegato nell’articolo 35, che dà priorità al “trattamento dei rifiuti prodotti nel territorio nazionale”. In poche parole, priorità ai rifiuti di altre regioni, se queste non sono in grado di smaltirli. La Lombardia e l’Emilia-Romagna sono le regioni con il miglior livello di efficienza nel trattamento dei rifiuti, e quindi sarà sui loro inceneritori che peseranno i rifiuti altrui. Nonostante la Lombardia avesse già pronto il proprio piano regionale, che prevede lo smaltimento di 2,6 milioni di tonnellate di rifiuti l’anno. Non una tonnellata di più. Fortemente contraria a questa decisione è l’assessore lombardo all’Ambiente, Energia e Sviluppo Sostenibile, Claudia Maria Terzi. Che promette battaglia, a cominciare dalla riunione in giunta di venerdì 19, quando farà appello alla Corte Costituzionale, per un esistente problema di legittimità di poteri tra Stato e Regioni.

Assessore, cosa ha deciso in materia di rifiuti e smaltimento il governo Renzi?
Nel cosiddetto “Sblocca Italia”, l’articolo 35 riguarda appunto lo smaltimento dei rifiuti. In questo punto viene completamente stravolta la normale regolamentazione della materia, e così facendo, anche il piano regolatore della Lombardia, già approvato e in funzione da dicembre dello scorso anno. La Lombardia smaltisce ogni anno 2,6 milioni di tonnellate, e non possiamo accettarne una tonnellata di più. Quindi se dovessimo sottostare al volere del Governo, dovremmo cambiare la gestione di queste 2,6 milioni di tonnellate. Di questo totale, infatti, 1,3 milioni sono provenienti da rifiuti speciali. Per accettare i rifiuti delle altre regioni, dovremmo mandare i rifiuti speciali altrove, all’estero, in Svizzera o Germania. Cioè pagare per far smaltire i nostri rifiuti, che siamo sempre riusciti a trattare autonomamente. Con un costo aggiuntivo sulle tasche dei cittadini, da sempre impegnati nella raccolta differenziata.

Ci sarebbe un sovraccarico di lavoro per gli inceneritori?
Nel piano regionale approvato lo scorso dicembre, era stato stabilito che alcuni inceneritori andassero lentamente verso la dismissione. Perché per le tonnellate medie della Lombardia ne bastava un numero inferiore, e perché alcuni erano ormai obsoleti in termini di impatto ambientale. Con l’articolo 35 dovremmo invertire la rotta, tornando a far lavorare a pieno regime tutti gli impianti. Ecco perché vogliamo opporci, appellandoci alla Corte Costituzionale, perché lo Stato non può dire alle Regioni cosa devono fare in materia di rifiuti. Allo stato attuale può succedere che una Regione chieda a un’altra di smaltire dei rifiuti in più, ma ciò avviene dopo lunghe accordi e trattative tra Regioni. Non può il Governo dall’alto dirci cosa dobbiamo fare.

A livello di efficienza di trattamento di rifiuti, com’è la situazione della Lombardia?
È ormai più di un decennio che la Ue ha stabilito per l’Italia degli standard da rispettare. Per cercare di rispettare le scadenze abbiamo gradualemente introdotto vari tipi di raccolta differenziata nei comuni lombardi, fino ad arrivare all’ultima differenziazione, quella dell’umido. Ci sono alcuni comuni in cui si dividono i rifiuti urbani al meglio, con una media del 62 per cento smaltito correttamente, per arrivare a picchi di 67/70 per cento per i comuni più ligi. L’Unione Europea ci chiedeva di arrivare almeno al 62 per cento entro il 2002, noi abbiamo fatto di meglio. Per il 2020 ci siamo posti altri traguardi. I cittadini si sono impegnati molto per arrivare a questi livelli, così come le istituzioni, che hanno fatto in modo di far rispettare la raccolta differenziata. Se lo Stato ci chiederà uno sforzo ulteriore, queste fatiche di anni verranno letteralmente buttate. Non possiamo permetterlo.

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2 Commenti

  1. lucillo says:

    La perfetta dimostrazione che nella grande lombardia è stata costruita una sovracapacità di incenerimento.
    Errore di calcolo?
    Clamorosa riduzione nella produzione di rifiuti?
    Interessi “strani” nel costruire impianti?
    Imbroglio della termovalorizzazione per vendere energia ed eternizzare la sudditanza dei territori al ciclo malato della produzione e dello smaltimento dei rifiuti?
    Altro? di quelle non scrivibili per non essere denunciati?

  2. recarlos79 says:

    la perfetta dimostrazione che si è investito in tecnologia. quando si costruisce qualcosa di meglio si toglie il vecchio. la perfetta dimostrazione del parassitismo meridionale. si lagnano tutti ma nessuno fa niente.

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