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Il Gobbo di Notre Dame riavrà le sue campane. Pensionati i pezzi stonati, resta Emmanuel Video

novembre 14, 2012 Matteo Rigamonti

A febbraio risuoneranno i primi rintocchi della nuova batteria da 8 bronzi, proprio come 850 anni fa. Intanto è polemica sulla destinazione del gruppo dismesso delle quattro campane: tutti le vogliono.

Quasimodo potrà tornare a gioire per i rintocchi delle sue campane. È tutto pronto per l’installazione del nuovo gruppo nella cattedrale di Notre Dame a Parigi. Le campane attuali saranno pensionate perché stonate, tranne Emmanuel: si chiama così il pezzo più grande e antico dell’attuale batteria, il solo superstite ai saccheggi condotti dai rivoluzionari francesi nel 1789. Al fianco di Emmanuel dunque non ci saranno più Angélique-Françoise, Antoinette-Charlotte, Hyacinthe-Jeanne e Denise-David, bensì i nuovi otto pezzi prodotti dalla fonderia della Normandia Cornille-Havard che ripristineranno la suoneria storica, così com’era prima della Rivoluzione, e che porteranno il nome dei santi della chiesa francese. L’inaugurazione avverrà il 2 febbraio 2013, in occasione degli 850 anni di Notre Dame.

STONATE COME CAMPANE. Le quattro campane oggi in servizio, installate nel 1856 dopo che il governo rivoluzionario nel 1792 aveva sequestrato le originali per fonderle e farne cannoni, anche a detta dei più fini orecchi d’Europa hanno un suono tutt’altro che gradevole. «Una delle peggiori batterie di campane in tutta la Francia, rovinate e male accordate», le aveva definite Hervé Gouriou, esperto musicista e campanologo francese. Eccezion fatta per il bordone Emmanuel, il capolavoro del gruppo che dal 1685 senza interruzione ha scandito con i suoi profondi rintocchi dalla cima della torre sud della cattedrale importanti momenti liturgici come il Te Deum, nonché snodi cruciali della storia europea come l’incoronazione di Napoleone e la fine delle due Guerre mondiali.

 GLI SCOUT LE VOGLIONO. Alain Hocquemiller, priore della comunità di Riaumont, non vuole però che le quattro campane che saranno deposte vengano distrutte. Il vescovo di Parigi, come riportato anche sull’edizione odierna di ItaliaOggi, ha infatti stabilito che i giganti di bronzo raggiungano la fonderia Cornille-Harvard. «Ho consultato un avvocato che mi ha detto che distruggerle è contro la legge» ha detto il prelato. Dal 1905, infatti, le campane e la cattedrale di Notre Dame sono proprietà dello stato, che la concede in uso alla Chiesa cattolica. Hocquemiller, pertanto, vorrebbe dare a Antoinette-Charlotte e al suo quartetto una seconda chance nell’abbazia che la comunità sta costruendo in una struttura di recupero sociale insieme agli scout. Ma la Direzione regionale degli affari culturali dell’Ile-de-France ha fatto sapere che non esiste per il momento alcuna direttiva in merito. Il vescovo in realtà non avrebbe ancora dato il via libera alla fusione delle campane, anzi avrebbe fatto sapere che non è stata fissata nessuna data e che l’eventualità è stata accantonata, ma intanto la comunità religiosa di Hocquemiller ha deciso di fare ricorso e il giudice ha stabilito il sequestro delle campane.

PEGGIO DEL GOBBO DI NOTRE DAME. «Quaranta enti culturali hanno già richiesto le campane in via di essere dismesse – ha dichiarato padre Patrick Jacquin, rettore e arciprete di Notre Dame, al quotidiano Le Parisien – ma queste non appartengono alla Chiesa. Fine della storia. Le campane non sono in vendita, non verranno distrutte, non saranno fuse. Il 2 febbraio 2013 avremo otto nuove campane che saranno benedette. Tutto è stato fatto alla luce del sole, niente è stato nascosto». E ha aggiunto: «Non è la prima volta che la Cattedrale è teatro di storie e fantasie ma, se dovessi scegliere, preferirei assistere a quelle di Victor Hugo». Con buona pace di tutti. Soprattutto del Gobbo.

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