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Il diktat di Rambouillet

aprile 28, 1999 Esposito Francesco

A proposito dell’accordo non sottoscritto da Belgrado, presentato all’opinione pubblica occidentale come una prima soluzione negoziale per regolare pacificamente le questioni in Kosovo. Ecco le clausole che i serbi non hanno sottoscritto, giustificando, secondo la Nato, l’intervento militare contro Belgrado

“La delegazione degli albanesi del Kosovo ha firmato ieri in Francia, a Rambouillet, il piano di pace proposto dal Gruppo di contatto. Ma è una firma simbolica perché non accompagnata da quella della controparte jugoslava. Belgrado ha infattti rifiutato il piano, sfidando così la reazione della Nato…”. Così registravano le cronache dei giornali venerdì 19 marzo. Converrà per altro non dimenticare che i raid aerei contro Belgrado scattano nella notte tra il 24 e il 25 marzo – dunque nemmeno una settimana dopo il fallimento delle trattative – e vengono formalmente giustificati dalla Nato proprio come risposta resasi necessaria a un atteggiamento, quello serbo, che all’opinione pubblica occidentale viene presentato come irrazionale e ostinato rifiuto di quell’accordo. Un mese dopo l’inizio della guerra un mitico protagonista della diplomazia america, Henry Kissinger, scrive: “Io comprendo le motivazioni umanitarie per l’intervento, ma questo non esime le democrazie dall’obbligo di proporre una soluzione accettabile. L’accordo di Rambouillet non soddisfa queste esigenze”. Ecco il testo che Belgrado non ha voluto accettare. Giudichino i lettori se qualunque altro stato che avesse voluto esercitare la sua sovranità non solo in una regione (in questo caso il Kosovo) ma anche nel resto del suo territorio (in questo caso la Yugoslavia) avrebbe potuto farlo alle seguenti condizioni. Ecco i brani testuali delle clausole conclusive (riguardanti l’implementazione delle forze Nato in Kosovo) degli accordi di Rambouillet che la delegazione di Belgrado non ha voluto sottoscrivere.

“Articolo X: controllo del movimento aereo Il comandante Nato competente avrà esclusiva autorità di stabilire le regole e le procedure che gestiscono il comando e il controllo dello spazio aereo sopra il Kosovo così come all’interno di una Zona Comune di Sicurezza (MSZ) di 25 chilometri. Questa MSZ consisterà nello spazio aereo della Repubblica Federale Yugoslava entro i 25 chilometri all’esterno del confine tra il Kosovo e le altre zone della Repubblica Federale Yugoslava. Nessun traffico aereo militare sarà permesso sul Kosovo o nella MSZ senza la preventiva espressa autorizzazione del comandante Nato competente.

La violazione di una qualsiasi di queste norme sarà soggetta ad un’azione militare delle forze Nato.

Le forze Nato avranno un’unità di collegamento presso il Quartier generale dell’aviazione della Repubblica Federale Yugoslava…

Appendice B: status della Forza Multinazionale di Esecuzione 6. a) la Nato sarà immune da qualsiasi processo legale, sia civile, amministrativo o criminale.

b) il personale Nato in qualsiasi circostanza sarà immune dalla giurisdizione delle parti per eventuali reati civili, amministrativi, criminali o disciplinari che potrebbe commettere nella Repubblica Federale Yugoslava.

8. Il personale Nato, insieme ai veicoli, alle navi, agli aerei e agli equipaggiamenti, godrà di passaggio libero senza limitazioni e di accesso senza ostacoli in tutto il territorio della Repubblica Federale Yugoslava, inclusi lo spazio aereo e le acque territoriali. Questo comprenderà – ma non sarà solo – il diritto di bivacco, manovre e acquartieramento di militari e utilizzo di qualsiasi area e servizio quando richiesti per appoggio, esercitazioni e operazioni.

10. Le autorità nella Repubblica Federale Yugoslava dovranno facilitare, in base di priorità e con tutti i mezzi opportuni, ogni movimento di personale, veicoli, navi, aerei, equipaggiamenti e rifornimenti nello spazio aereo, nei porti, gli aeroporti ele strade utilizzate. Nessun onere potrà essere stabilito a carico della Nato per la navigazione aerea, l’atterraggio e il decollo di aerei sia di propietà del governo, sia noleggiati. Allo stesso modo nessun obbligo, dazio, pedaggio o onere potrà essere stabilito a carico delle navi Nato per l’entrata e l’uscita dai porti. Veicoli, navi e aerei utilizzati a sostegno dell’operazione non saranno soggetti a licenze o immatricolazioni o ad assicurazioni commerciali.

13. Il personale Nato e i suoi beni mobili importati, acquistati o esportati dalla Repubblica Federale Yugoslava saranno esenti da tutte le imposte, le tasse e altri oneri e dalle ispezioni e dalle regole per i compratori.

15. Le parti dovranno, dietro semplice richiesta, garantire tutti i servizi di telecomunicazione, inclusi i servizi di teletrasmissione, necessari per l’Operazione, come stabilito dalla Nato. Questo comprenderà il diritto a utilizzare quei mezzi e servizi richiesti per assicurare piena capacità di comunicazione, e il diritto di utilizzare tutto lo spettro elettromagnetico per questo fine, senza pagare.

16. Le parti aiuteranno la Nato ad ottenere, al prezzo più basso, gli strumenti necessari, come elettricità, acqua, gas e altre risorse, come la Nato richiederà per l’Operazione.

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