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Il Consiglio di Stato condanna Vincent Lambert a morire di fame e di sete. Ma Strasburgo blocca tutto

giugno 25, 2014 Leone Grotti

Le speranze per quest’uomo di 38 anni in stato di minima coscienza sono appese alla decisione della Corte europea, a cui si sono rivolti i genitori di Lambert, che rivedrà tutto il caso

vincent-lambert-francia-eutanasiaIeri il Consiglio di Stato francese ha deciso che Vincent Lambert deve essere lasciato morire di fame e di sete come richiesto dalla moglie e da sei fratelli dell’uomo. La decisione, che ricalca la richiesta del commissario del governo intervenuto lo scorso 20 giugno davanti al Consiglio, causerà l’interruzione dell’idratazione e alimentazione di quest’uomo di 38 anni, da cinque in stato di minima coscienza.

SPERANZA DALLA CORTE EUROPEA. Lambert, il cui caso è molto simile a quello di Terri Schiavo, respira in modo autonomo, non è attaccato a nessuna macchina e risponde agli stimoli. Per questo, contrariamente alla volontà della moglie, i genitori e due fratelli dell’uomo vogliono che continui a vivere. Ieri però il Consiglio di Stato ha dato torto alla famiglia, affermando che nutrirlo è «accanimento terapeutico». Ma la sentenza dei 17 giudici non sarà l’ultima parola su Vincent. Questa, infatti, è stata sospesa dalla Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo, a cui i genitori si erano rivolti lunedì, in attesa di svolgere i suoi accertamenti sul caso.

«GIORNO FUNESTO». Quello di Lambert sarebbe il primo caso di eutanasia legale in Francia. L’avvocato della famiglia, Jérome Triomphe, ha reagito alla decisione del Consiglio di Stato ieri parlando di «un giorno funesto» in cui i giudici restituiscono «alla madre e alla sposa un morto». Anche l’Unione nazionale delle associazioni delle famiglie dei malati di trauma cranico ha protestato dal momento che la volontà di Lambert «è stata ricostruita a posteriori», visto che lui non ha mai lasciato detto di voler morire.

EUTANASIA LEGALE. Ieri, in un altro processo finito sotto i riflettori dei media, per Nicolas Bonnemaison, medico d’urgenza dell’ospedale Bayonne che ha ammesso di aver ucciso sette pazienti in fin di vita con l’eutanasia senza consultare pazienti e famiglie, l’accusa ha chiesto cinque anni con la condizionale. Al processo sono intervenuti molti personaggi del mondo medico e politico che pur non approvando esplicitamente l’operato di Bonnemaison, hanno chiesto che in Francia venga legalizzata l’eutanasia.

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