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Il caso del segno di croce in classe. «Non è un gesto scaramantico. Onoro la fede di quella ragazza»

febbraio 6, 2014 Massimo Camisasca

Il caso è stato un po’ travisato. Ma nella sua dichiarazione, il vescovo ne approfitta per richiamare tutti a non «aver paura dell’espressione pubblica della fede».

Ricordate il caso della ragazza che fu ripresa in classe dall’insegnante per essersi fatta il segno della croce al passaggio di una autoambulanza? Monsignor Massimo Camisasca, vescovo della diocesi di Reggio Emilia Guastalla, se ne è interessato, parlando con l’insegnante di Religione al centro della vicenda. Effettivamente, a quando dice il vescovo, il caso è stato un po’ ingigantito. Resta tuttavia interessante notare, come potete leggere dalla dichiarazione ufficiale che segue, come Camisasca abbia saputo cogliere l’occasione per richiamare tutti i fedeli a non «aver paura dell’espressione pubblica della fede».

Ho incontrato l’insegnante di religione. Ha svolto per 24 anni (a settembre andrà in pensione) un intenso lavoro di trasmissione della fede. Ha voluto lei stessa la presenza dei crocifissi nelle aule, là dove mancavano. Non ha mai sollecitato gesti scaramantici. Ha invitato invece i ragazzi a non ridurre il segno della croce a un gesto di quel tipo.

Confermo perciò la mia stima all’insegnante di religione.

Desidero nel contempo onorare la fede di quella ragazza. Con un gesto tanto semplice ed essenziale, quanto profondo – il segno della croce al passaggio di un malato – ha voluto esprimere che la fede cristiana è carità. Il segno della croce ci riporta a Dio che manda suo Figlio a farsi uomo e morire per noi, anzi per ogni essere umano.

Una preghiera per chi soffre: cosa c’è di più umano, di più cristiano, di più caritatevole?

Desidero, poi, ringraziarla perché, con quel gesto semplice, ci ha ricordato il valore pubblico della fede. Non si accende una lampada per nasconderla (cfr. Mt 5,15), ha detto Gesù. La proclamazione pubblica della fede, sempre nel rispetto di ogni altra credenza e opinione, è un bene per tutti. Come posso incontrare l’altro se non gli rivelo chi sono, ciò in cui credo, ciò che sostiene e anima la mia vita?

Nessuno deve aver paura dell’espressione pubblica della fede. Questo vale per tutti, in una società che sarà arricchita e non impoverita dall’incontro tra diverse identità culturali, nel solco della storia cristiana che ci costituisce come popolo e nazione.

+ Massimo Camisasca

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10 Commenti

  1. hino scrive:

    Mons Camisasca ha perdonato l’incauta insegnante, che invece di tante parole sulla scaramanzia, la superstizione, la vera essenza del gesto poteva associarsi nella preghiera, anche tra le laiche aula di una scuola statale. ma tant’è

  2. VivalItalia scrive:

    Camisasca: n’altro livello!

  3. luca scrive:

    io in classe non c’ero ma sta di fatto che tante persone si fanno il segno della croce in senso scaramantico e credo questo sia contrario al vostro credo… se sta bene a voi il paganesimo figuriamoci a me

    • Fran'cesco scrive:

      Io penso che il segno di croce (se non e’ fatto a sproposito) e’ come il Battesimo, male non fa… E’ simbolo della cultura cristiana da cui siamo nati, noi, l’Italia e l’Europa tutta.

    • Giulio Dante Guerra scrive:

      Scusa, come fai a “capire” le intime intenzioni d’una persona, quando la vedi farsi in pubblico il segno della croce? Quanto al rapporto fra la Rivelazione della Parola di Dio fatta Carne, che è l’essenza del Cristianesimo, e le pratiche religiose “pagane”, su cui necessariamente si appoggia, sarebbe bene rileggersi, ogni tanto, quello che scrisse in proposito, nell’ormai lontano 1969, il card. Jean Danielou, tradotto l’anno dopo da Rusconi: “La fede cristiana e l’uomo d’oggi”. E’ sempre attuale, anche dopo 35 anni.

      • luca scrive:

        giulio perchè alcuni sono miei amici che lo fanno in maniera scaramantica quando vogliono che qualcosa vada bene o se passa per l’appunto un ambulanza… ripeto a me il paganesimo va benissimo, mi pareva di capire che a voi non piaceva… mi sbagliavo

        • fg scrive:

          Luca, non si può assolutamente entrare nelle intenzioni altrui, specie nell’espressione della fede religiosa. Il segno della croce non è un gesto di superstizione e può essere anche accolto come gesto scaramantico, perché invoca la presenza del divino in un fatto contingente che sta accadendo adesso al fine di volgerlo ad un possibile bene. Mio figlio fa sempre il segno della croce al passaggio di una ambulanza, afferma di farlo perché sente compassione di quella persona umana che sta soffrendo un qualsiasi pericolo alla sua salute e alla sua vita. un gesto di com-passione, simpatia umana verso un altro, ricordando per chi è cristiano il Mistero d’amore di tutta la creazione, il rapporto tra il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo. Credo che la ragazza di Reggio Emilia abbia la stessa consapevolezza, che tu, non si sa bene in base a quale tuo giudizio, metti in dubbio e giudichi pagana. Di paganesimo non vi è nulla, visto che il paganesimo ha tutt’altre forme di espressione scaramantica che ti auguro non incontrare mai..

    • Dado scrive:

      A me invece basta il Vangelo: “… nessuno che invoca il mio Nome è contro di me!”
      Sarà anche scaramantico ma intanto si è ricordata di Lui e “soprattutto” l’ha ricordato a Luca: infatti sei scattato come una molla.

  4. Franco C. scrive:

    X Luca

    Io non sono cattolico ne ecumenico. Sono quello che viene chiamato protestante, ma non protesto. La mia vita é seguire Gesù e la Sua Parola. Tu invece usi argomentazioni di stampo protestante nel senso più bieco e repubblichino del termine, e probabilmente hai per qualche motivo un’infarinatura di tipo grossolana da cui hai tratto solo l’essere capace di essere iconoclasta e banalmente anti cattolico. Entri in un sito cattolico e provochi entrando nel merito del giudizio delle intenzioni del cuore accusando di paganesimo chi fa un gesto. Non hai alcun diritto di dire che un simbolo come il segno della croce sia pagano in se, come é pur vero che non é santo in se. Ora se il segno della croce é anche un gesto abituale ma per confessare pubblicamente la propria fede cristiana é cosa santa e giusta. Gli evangelici anche spesso mettono il simbolo del pesce dietro la propria macchina per identificarsi con Cristo. Tu sei come uno che dicesse ad un evangelico che portare il pesce come simbolo sulla macchina significa portare un amuleto. Vuoi fare il fighetto con chi conoscerebbe la Scrittura? Mettiti con me. Invece di venire a provocare e rompere in un sito cattolico comincia a fare il buon cristiano e cioé a pulirti casa tua, e se non sei cristiano allora smetti di rimproverare chi é pagano perché anche tu lo sei dato che sei un adoratore dell’uomo esattamente ció che probabilmente rimproveri ad un cattolico. Mettiti con me.

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