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I nuovi (strani, stranissimi) alleati della May

giugno 10, 2017 Rodolfo Casadei

Antiabortisti, anti matrimonio gay, creazionisti e scettici sui cambiamenti climatici. Ritratto politico dei 10 deputati del Partito democratico unionista (Dup) nordirlandesi

epa06017996 Democratic Unionist Party (DUP) leader Arlene Foster celebrates with her north Belfast candidate Nigel Dodds (R) after winning his Westminster seat at the Belfast count center in Belfast, Northern Ireland, Britain, 09 June 2017. DUP took north, east and south Belfast with Sinn Fein keeping west Belfast. British voters went to the polls on 08 June, to cast their ballot to elect a total of 650 Westminster Members of Parliament to form the next British Government, in a General Election called by British Prime Minister Theresa May.  EPA/PAUL MCERLANE

Antiabortisti, oppositori irriducibili del matrimonio fra persone dello stesso sesso, negazionisti dell’origine antropica dei cambiamenti climatici, sostenitori del creazionismo, in passato simpatizzanti o affiliati ai gruppi paramilitari protestanti che rappresentavano il contraltare dell’Ira negli anni dei Troubles, cioè della guerra civile a bassa intensità fra protestanti e cattolici che fra il 1968 e il 1998 causò più di 3.500 morti nell’Irlanda del Nord. Il ritratto politico dei 10 deputati del Partito democratico unionista (Dup) nordirlandese che sono diventati l’ago della bilancia della governabilità della Gran Bretagna e dal cui voto Theresa May dipenderà per poter governare nei prossimi anni, fa trasalire parecchia gente. Chi avrebbe mai immaginato che un giorno il partito fondato nel 1971 dal reverendo Ian Paisley, focoso pastore presbiteriano famoso per l’intransigenza verso i repubblicani irlandesi e per le provocazioni anti-cattoliche, sarebbe diventato decisivo per la formazione e il funzionamento di un governo incaricato di gestire l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea. Paisley e il suo partito si opposero all’ingresso del Regno Unito nell’allora Comunità economica europea (Cee), ma lui fu eletto europarlamentare e sui banchi di Bruxelles diede vita a sceneggiate storiche, come il tentativo di interrompere il discorso del primo ministro della Repubblica d’Irlanda e l’aperta contestazione a Giovanni Paolo II ospite del parlamento, da lui etichettato come «l’Anticristo». Di Paisley si raccontava che in alcune riunioni coi suoi sostenitori aveva calpestato ostie sottratte a chiese cattoliche. Con la vecchiaia il reverendo moderò le sue posizioni e i suoi atteggiamenti, e partecipò al processo negoziale iniziato con gli accordi del Venerdì Santo (1998) e culminato nell’accordo di St. Andrews (2006) che fissava i termini dell’autonomia regionale.

Dal 1998 il Dup ha partecipato a tutte le coalizioni di governo che hanno guidato l’Irlanda del Nord mentre è sempre rimasto all’opposizione nel parlamento di Londra. L’attuale leader del partito, il terzo da quando il partito è stato creato, è Arlene Foster, per un solo anno fra il 2016 e il 2017 primo ministro dell’Irlanda del Nord.

La Foster ha avuto una gioventù drammatica: suo padre, un poliziotto, sfuggì a un tentativo di assassinio da parte dell’Ira che attaccò la casa dove abitava la famiglia; in seguito la ragazza sopravvisse anche a una bomba nascosta nel pulmino col quale veniva portata a scuola e che era guidato da un militare, obiettivo dell’attentato. Divenuta leader del partito alla fine del 2015 e primo ministro nordirlandese nel gennaio 2016, si è dovuta dimettere per uno scandalo relativo a sussidi per l’uso di energie rinnovabili.

Il partito rappresenta le convinzioni dei protestanti nordirlandesi conservatori, che chiamano la loro regione Ulster. Nel 1977 promosse la campagna “Salviamo l’Ulster dalla sodomia”. In un intervento presso un’assemblea locale nel 2015 l’ex ministro della sanità Jim Wells, membro del Dup, ebbe a dire: «La lobby gay è insaziabile, non sanno quand’è il momento di fermarsi». Per quanto riguarda il matrimonio omosessuale, il partito è sempre riuscito ad evitare che esso sia introdotto nell’Ulster, unica regione del Regno Unito dove esiste solo il matrimonio fra uomo e donna. Sull’argomento la Foster ha dichiarato: «Non mi importa nulla di ciò che la gente fa della propria sessualità, la cosa non mi riguarda. Ma diventa una cosa che mi riguarda quando qualcuno cerca di ridefinire il matrimonio». Nell’Ulster l’aborto legale è permesso solo in caso di grave pericolo per la salute fisica o mentale della madre. Anche in questo caso le dichiarazioni di Arlene Foster sono inequivocabili: «Non vorrei che l’aborto diventasse liberamente fruibile qui come in Inghilterra, e non sono favorevole all’estensione all’Ulster della legge del 1967 che lo ha legalizzato».

Così pensi il Dup dei cambiamenti climatici lo si è capito quando hanno avuto la possibilità di nominare il ministro per l’Ambiente dell’Irlanda del Nord, e hanno scelto Sammy Wilson, che definisce l’influenza delle emissioni antropiche sul clima «una frottola». Infine nei ranghi dirigenziali del partito ci sono molti creazionisti convinti. «Lei mi sta dicendo che palle di polvere cosmica si sono scontrate e c’è stata un’esplosione», ha detto durante un’intervista radiofonica il membro del parlamento dell’Ulster Edwin Poots. «In Irlanda del Nord abbiamo avuto tante esplosioni, ma non ne è venuto fuori niente di buono».

Il Dup è favorevole a una Brexit morbida e al mantenimento della libertà di movimento di persone e merci fra la Repubblica d’Irlanda e l’Ulster. Su due argomenti il programma del partito è opposto a quello dei conservatori: il mantenimento dei sussidi per i consumi per il riscaldamento invernale e del tasso di rivalutazione delle pensioni attualmente in vigore. Theresa May vorrebbe tagliare o ridurre entrambi.

Foto Ansa

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