Google+

I montiani votano Ambrosoli (e adesso decidete voi se chiamarlo “voto utile” o “inciucio”)

febbraio 12, 2013 Redazione

Si moltiplicano gli appelli di esponenti montiani a votare in Lombardia per Ambrosoli perché il loro candidato Albertini non ha possibilità di vittoria

Sia Mario Monti sia Pier Luigi Bersani l’avrebbero detto in maniera chiara: “No al voto utile in Lombardia”. Ma il condizionale è d’obbligo perché tutti i segnali politici indicano una direzione opposta rispetto a tali dichiarazioni: è ormai chiaro che montiani e progressisti cercano di convogliare sul candidato di centrosinistra Umberto Ambrosoli, a discapito di quello civico Gabriele Albertini, che non ha alcuna possibilità di vincere.

IL “CENTRINO” REALISTA. Nobilitatelo col richiamo al voto disgiunto o volgarizzatelo marchiandolo come inciucio, alla fine il risultato è unico: nel campo centrista e in quello di sinistra cresce la consapevolezza che senza un accordo tra centro e sinistra sarà dura avere la meglio sul candidato di centrodestra Roberto Maroni. Al di là dei sondaggi (che danno Maroni e Ambrosoli vicini e Albertini addirittura quarto dietro il M5S di Grillo), è il “realismo” – come lo definiscono – a far convergere montiani e progressisti su Ambrosoli.

MONTI SOSTIENE ALBERTINI? I segnali, soprattutto nell’ultimo weekend si sono intensificati. E anche le ultime smentite, lasciano comunque il campo a qualche lettura fra le righe. Partiamo da Bersani che, ieri, intervistato sull’Eco di Bergamo ha detto che «bisogna esser chiari», in Lombardia «o c’è Ambrosoli o c’è il leghismo, sono due idee totalmente differenti di Lombardia e di Europa». Insomma, spazio per posizioni terze non esistono. E Monti, giunto in soccorso di Albertini, ha usato frasi che lasciano spazio a una doppia interpretazione. Ha certamente stoppato l’idea di voto disgiunto, ha riconfermato la stima ad Albertini, si è proclamato alternativo sia alla destra sia alla sinistra, ma è stato anche sibillino quando ha detto che il suo progetto è un «disegno coerente» per «non avere la Lega al governo della Lombardia». E poi, interpellato sull’appello al voto utile di alcuni suoi importanti uomini, si è limitato a dire che «siamo un gruppo di persone per fortuna con la propria testa».

Vediamo allora quali sono i segnali concreti che spingono i montiani ad abbandonare Albertini per sostenere Ambrosoli.

ILARIA BORLETTI BUITONI. Era stata la prima a spiegare che, da montiana (è capolista in Lombardia 1 per Scelta civica di Monti) avrebbe votato in Lombardia per Ambrosoli. Ieri Ilaria Borletti Buitoni è tornata a riaffermare la sua idea. Lo ha fatto sul Corriere della Sera dicendo che «la sua opinione non cambia». Albertini, «i sondaggi lo danno debole comunque». Occorre «rafforzare una lista civica come quella di Ambrosoli, è più opportuno per raggiungere il nostro obiettivo principale: sconfiggere Maroni e quindi il Pdl, Formigoni e Berlusconi». «Tengo sicuramente conto dell’indicazione del presidente Monti», ma «la mia è una posizione personale ed è limitata ad Ambrosoli».

CORRIERE DELLA SERA. Ieri, sempre sul Corriere della Sera, Elisabetta Soglio, in un articolo informato sui retroscena sui «tormenti dei moderati», ha annotato che «anche quelli che sono rimasti a sostenere Albertini nella lista Monti non sembrano avere interesse a dare più di tanto battaglia: in fondo, la Lombardia per Pierferdinando Casini conta fino ad un certo punto, soprattutto pensando ai possibili eletti al Senato (Albertini, Ichino e il ciellino Mario Mauro: nessuno, insomma, vicino all’Udc)». Non solo: Monti, l’altro giorno si è augurato il voto dei suoi a favore di Albertini, ma il suo richiamo «non ha avuto sicuramente i toni del diktat. Una volta rinnovata la stima ad Albertini, il Professore si è limitato ad esprimere un auspicio». Quindi, al di là delle parole di Monti in conferenza stampa, «il passaparola corre veloce».
E per chi fosse in cerca di ulteriori conferme, bastava leggere ieri l’editoriale sul dorso milanese dello stesso Corriere a firma di Claudio Schirinzi il quale scriveva che «un minimo di realismo è indispensabile», quel realismo che fa dire che il progetto Albertini è ormai fallito.

ALTRI MONTIANI SCETTICI SU ALBERTINI. Quella di Albertini è «una candidatura sterile» per Savino Pezzotta, ex segretario della Cisl, che ha recentemente abbandonato l’Udc e Monti per la mancata alleanza con il Pd. «Albertini non diventerà presidente» ha assicurato a Repubblica. E poi lanciato una frecciata al leader di Scelta Civica: «Monti detta giudizi sugli altri, e poi sorvola sul fatto che Albertini è un pigliatutto: europarlamentare Pdl, candidato presidente in Lombardia, candidato con la sua lista al senato».
Andrea Olivero, esponente di spicco del partito montiano, ex presidente delle Acli, sempre su Repubblica ieri ha dimostrato di avere già il callo del politico consumato: «Sarebbe un errore politico colossale liquidare Albertini», afferma, «perché nel momento in cui Albertini fosse scaricato, una parte del suo elettorato voterebbe Maroni». Tuttavia, ribadisce Olivero, «scegliere Ambrosoli o Albertini va nella stessa direzione: evitare la vittoria di Maroni».

DELLAI. L’aveva già detto e ieri l’ha ribatito sulla Stampa, Lorenzo Dellai, capolista di Scelta Civica in trentino ricorda che l’appoggio ad Ambrosoli da parte dei centristi è «precedente all’indicazione del presidente Monti a favore di Albertini». Curiosamente Dellai motivava la scelta di votare Ambrosoli per le ragioni opposte a quelle di Savino Pezzotta: «Esiste una simmetria tra le proposto politiche di Monti e Ambrosoli». «C’è un area dell’elettorato attorno a Monti che guarda da tempo ad Ambrosoli». Dellai non è uno qualunque nello schieramento montiano. Con Andrea Riccardi di Sant’Egidio, può essere considerato uno dei grandi artefici dell’operazione Monti.

ALBERTINI? STIA SERENO. Gregorio Gitti, numero due della lista di Monti per la Camera in Lombardia, ha provato ieri sul Corriere della Sera a dare ad Albertini un suggerimento: «Gli consiglio di stare sereno, di non scomporsi». Saprà raccogliere l’invito il candidato montiano alla presidenza della Lombardia? Difficile a dirsi. Quale politico potrebbe “stare sereno”, mentre a due settimane dal voto viene sacrificato dal suo stesso partito-movimento, che gli preferisce un concorrente per ragioni di “realismo”?

Ricevi le nostre notizie via email:

Leggi gli articoli sull'app:

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter per ricevere tutte le nostre notizie!

6 Commenti

  1. giuliano scrive:

    inciucio, inciucio sicuramente, ma si può chiamare anche voto di scambio

  2. Giovanna scrive:

    Incredibile ! Chi l’avrebbe mai detto? :-)

  3. Enrico scrive:

    Baratto elettorale nuovo stile, griffato. Sotto il loden il vecchio doppiopetto stile pentainciucio.
    Mi spiace per il bravo Albertini e speriamo di recuperarlo in futuro in un nuovo centrodestra, insieme a Mauro ma senza i fini-casini.

  4. Francesco scrive:

    povero Albertini tradito da Formigoni ma sostenuto da Monti.
    Tempi e molti commentatori volevano il voto utile,4 gatti vi sostengono e voteranno Ambrosoli dov’è il problema seguono le vs indicazioni.
    Insomma tutti vanno bene meno Maroni colui che ha fatto cadere Formigoni ed è contro la sussidiarietà,quasi quasi ci penso anch’io.
    Tempi mi ha fatto cambiare idea evviva il voto utile votiamo Ambrosoli.
    ma visto che ho una dignità a differenza di altri w Albertini.

    • Enrico scrive:

      povero Francesco, il tuo “pensiero” è credibile come una patacca, valà.

      • Francesco scrive:

        Può essere che Albertini non vinca certamente non voterò mai uno che ha fatto cadere Formigoni e propone uno statalismo soffocante.
        Non voterò x. Un partito che ha attaccato non solo gli ideali cristiani ma il corpo di Cristo ( attaccando a più riprese il vescovo di Milano) e il papà.
        Non voterò x un partito moralista che brandiva un cappio e si facevano chiamare gli “onesti” e poi hanno rubato come tutti.
        Non voterò chi fa differenza sulla pelle e nazionalità,che spinge su un individualismo esasperato.
        Non voterò in quanto cattolico e non credo nel Dio po.
        Insomma sono cattolico e seguo la Chiesa e i suoi insegnamenti.
        Prova a contestarmi la credibilità di qs fatti
        Posso continuare se vuoi….
        Ti faccio solo presente che un po’ di amici eletti nel PDL li ho e hanno sempre sparato a zero contro SB e la lega.
        Notte

La rassegna stampa di Tempi

Tempi Motori – a cura di Red Live

La Volkswagen Tiguan 2.0 BiTDI DSG 4M R-Line è una suv compatta per chi va sempre di corsa ma non per questo manca di praticità. Si parte da 46.000 euro.

L'articolo Prova Volkswagen Tiguan 2.0 BiTDI DSG 4M R-Line proviene da RED Live.

Mentre tutti sono sotto l’ombrellone, la Casa varesina presenta le ultime due moto che mancavano all’appello dell’Euro4: le F3 (675 e 800) e la Dragster 800 RR. E con l’occasione…

L'articolo MV Agusta F3 e Dragster 800 RR Euro4 proviene da RED Live.

La fame del colosso indiano Bajaj sembra non avere fine: dopo aver conquistato il 49% del Gruppo KTM, ora punta a un noto Marchio inglese. Nasce così la partnership (commerciale) Triumph e Bajaj

L'articolo Triumph e Bajaj, insieme per le piccole proviene da RED Live.

Black Jack, come il gioco d’azzardo che coinvolge banco e giocatori. In questo caso, però, il ruolo del casinò viene interpretato dalla Opel e l’oggetto del desiderio non è il classico “21”, bensì la city car Adam in edizione speciale. L’inedito allestimento Black Jack, che esalta l’inclinazione alla personalizzazione tipica dell’utilitaria tedesca, porta in dote […]

L'articolo Opel Adam Black Jack: scommessa vinta proviene da RED Live.

Dopo il successo ottenuto con la 300, Beta allarga ulteriormente la gamma delle enduro “facili”: ora è il momento della Beta XTrainer 250, moto facile per alcune soluzioni ma comunque capace di grandi cose

L'articolo Beta Xtrainer 250 proviene da RED Live.

MailUp - Osservatorio statistico 2017 - banner download
logo EA-Group
logo EA-Group
logo La nuova Bussola quotidiana