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I medici vogliono che Hassan muoia di fame e sete. Famiglia contraria. Decideranno i giudici canadesi

dicembre 5, 2012 Leone Grotti

I medici del Sunnybrook vogliono “staccare la spina” ad Hassan perché ormai non può migliorare. La famiglia però vuole che resti in vita, anche perché le sue condizioni migliorano. Il caso va alla Corte suprema canadese.

Il caso di Hassan Rasouli è al centro di un dibattito accesissimo in Canada sull’eutanasia e il diritto alla vita e la sentenza della Corte suprema, che dovrebbe arrivare a giorni, potrebbe cambiare in maniera decisiva la legislazione del paese. Hassan è un ingegnere iraniano in pensione di 60 anni che vive a Toronto e che in seguito a un’infezione post-operatoria si trova in uno stato di coscienza minimo, simile allo stato vegetativo persistente. L’uomo, che viene nutrito artificialmente e respira grazie a un ventilatore dall’ottobre del 2010, vive nell’ospedale di Sunnybrook.

LASCIAMO CHE HASSAN MUOIA. Il dibattito, e il contenzioso tra i medici e la famiglia di Hassan, verte su un tema molto semplice: i medici possono decidere di interrompere la respirazione e l’alimentazione artificiali senza il consenso della famiglia? Nel novembre del 2010, infatti, i medici hanno informato la famiglia della loro decisione di interrompere la respirazione e l’alimentazione per lasciarlo morire. La famiglia, composta da moglie e due figli, si è rifiutata affermando che c’erano segnali di ripresa e che a loro non importava del suo nuovo limitatissimo stato relazionale.

«PAZIENTI E “SURROGATI”». I medici, invece di consultare il Consent and Capacity Board (Ccb), pannello di esperti che deve mediare in questi casi secondo la legge canadese, si sono rivolti al tribunale ritenendo di avere il diritto di “staccare la spina”. Ma il tribunale ha dato ragione alla famiglia. I medici hanno fatto allora ricorso in appello e l’anno scorso la Corte di appello dell’Ontario ha ancora una volta dato ragione alla famiglia. I medici hanno quindi deciso di rivolgersi alla Corte suprema, sostenendo che «se le decisioni della Corte di appello venissero confermate, i pazienti e i loro surrogati potranno legalmente richiedere un insieme di trattamenti inutili». La Corte suprema ha deciso di valutare il caso.

 HASSAN MIGLIORA. Come la famiglia ha più volte spiegato, non si tratta di mettere in discussione il diritto dei medici a stabilire la cura per i pazienti. Il problema è che ciò che i dottori definiscono «trattamento futile» è in realtà ciò che permette a Hassan di rimanere in vita e la famiglia insiste proprio su questo punto: come si può definire futili l’alimentazione e la respirazione e come si può prendere una decisione importante come quelle di lasciare morire una persona senza il consenso dei familiari? A maggio la Corte suprema ha respinto la richiesta dei familiari di Hassan di chiudere il caso e ha annunciato che si esprimerà a breve. I familiari avevano portato alla Corte nuove prove, compresi alcuni video che pubblichiamo di seguito di un miglioramento dell’uomo nelle sue capacità motorie e relazionali. La famiglia ha anche chiesto di potere tenere Hassan a casa, ma il sistema sanitario nazionale non coprirebbe le spese e loro non hanno abbastanza soldi per curarlo. Quello del “costo” non è un discorso indifferente dal momento che i medici hanno anche affermato che è inutile spendere così tanto per un paziente che non può migliorare la sua qualità di vita.

UN UOMO “FUTILE”. La Corte suprema, per arrivare a un verdetto, dovrà anche definire che cosa significhi “futile” e quali trattamenti lo siano. Come spiega la famiglia di Hassan, che chiede solo che l’uomo non venga ucciso, il problema è che i medici hanno stabilito che ormai la vita di Hassan è inutile. E quando si giudica così una vita, non c’è trattamento medico che possa essere di aiuto.

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