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I Leopardi del Congo, i Corvi del Mazembe e un riscatto atteso dal ’74

gennaio 7, 2013 Emmanuele Michela

Continua la serie di articoli dedicata alla storia della Coppa Africa: oggi si vola nell’ex-Zaire, per raccontare le origini di un club nato da monaci missionari e arrivato ad affrontare l’Inter al Mondiale per Club.

A scorrere l’elenco dei convocati della Repubblica democratica del Congo alla prossima Coppa Africa balzano all’occhio tanti nomi. C’è Lomana LuaLua, vecchia conoscenza del calcio inglese e ora fortuna dei turchi del Karabukspor, c’è il bomber dell’Anderlecht Dieumerci Mbokani, ci sono diversi ragazzi in cerca di fortuna in vari campionati europei, come Mulumbu del WBA, Zakuani del Peterborough, Mongongu dell’Evian… Ma una delle forze di questa compagine, poco promettente sulla carta ma possibile sorpresa in Sud Africa, è avere un gruppo ben affiatato, per molte voci costituito da giovani provenienti tutti da una sola squadra: il Mazembe.

DUE ANNI FA CONTRO L’INTER. Il nome non suona nuovo a tanti tifosi di calcio italiano: giusto due anni fa la stessa squadra affrontava l’Inter nella finale del Mondiale per Club, chiudendo con un pesante 3-0 la sua avventura negli Emirati Arabi, dopo aver sorpreso tutti eliminando il Pachuca e, soprattutto, l’Internacional di Puerto Alegre. È un club dal curriculum davvero singolare: 4 titoli continentali, decine di trofei vinti in patria e una storia iniziata a fine anni Trenta, quando alcuni missionari di Elizabethville si inventarono questo club per dare la possibilità ai loro studenti di giocare a calcio. Per tutti sono i corvi, dal versetto del Vangelo di Luca assunto a “motto” della squadra: «Guardate i corvi, non seminano, non mietono, non hanno ripostiglio ne granaio. Eppure Dio li nutre». Da lì il club è cresciuto, sviluppandosi e diventando squadra ossuta e combattiva, per ribatezzarsi dal ’66 in avanti i “tout puissant”, gli “onnipotenti”, capaci di vincere a gran sorpresa il campionato locale.

IL PRESIDENTE. E a leggere quel versetto del Vangelo prima di ogni partita scende negli spogliatoi un certo Moise Katumbi Chapwe, presidente del club dal ’92 e leader politico della provincia di Katanga, dove appunto sorge Lubumbashi, la vecchia Elizabethville. “I Corvi” hanno perso chiaramente la loro origine religiosa, cambiando la connotazione cattolica che avevano in origine. Ma la loro storia non vogliono cancellarla, e Katumbi, proprietario di alcune importanti miniere della zona, coi suoi soldi ha trasformato la storia del club, offrendo stipendi e logistiche europee ai giocatori. E il Mazembe è tra le note più dolci di Lubumbashi, una delle città meno disastrate di un Paese che fa di violenza, rapine e stupri la sua quotidianità.

OBAMA DI KATANGA O NUOVO DITTATORE? Katumbi è un personaggio ambiguo: per alcuni è l’Obama di Katanga, come lo definì nel 2007 Forbes, per altri una sorta di dittatore della regione, partito dal vendere pesce ai mercati e finito a fare milioni di dollari attraverso le miniere ricchissime di quelle terre. Al Mazembe comanda lui, decidendo tutto, perfino la formazione. Ha origini lontanamente italiane, perché il suo vero cognome sarebbe Soriano, essendo la famiglia del padre, ebreo, originaria di Rodi, e da lì si è trasferita in Africa durante gli anni Trenta. Dai suoi soldi passa così il riscatto sportivo di una terra che anni fa, quando ancora si chiamava Zaire, aveva stupito l’Africa vincendo il torneo continentale nel ’74 e conquistando pure l’accesso ai Mondiali di Germania. Si era innamorato di loro persino Cassius Clay, che dopo aver visto una loro partita decise di organizzare proprio a Kinshasa uno degli incontri più famosi di boxe, “The rumble in the jungle”, la sfida contro Foreman. Quello Zaire fu una favola che si concluse nel peggiore dei modi: eliminati malamente dalla Coppa del Mondo (persero pure 9-0 con la Jugoslavia) da eroi divennero vittime della follia del dittatore Mobutu. Nessuno diede loro i soldi promessi prima di partire, e al ritorno in patria gli fu vietato anche di andare a giocare all’estero. Da allora lo Zaire (poi Repubblica Democratica del Congo) non ha più vinto nulla. Ma quest’anno i “Leopardi” possono stupire, con tutti quei corvi in squadra…

Le puntate precedenti:
La Coppa Africa vi annoia? Il “tacco di Allah” e altri bomber vi faranno cambiare idea

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