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«I figli non si fanno con le idee e l’amore non è un’intenzione: chiede fatti»

ottobre 11, 2014 Benedetta Frigerio

Perché i metodi naturali sono più efficaci della fecondazione eterologa. Intervista Giuseppe Spinpolo, membro della Confederazione e insegnante dell’Istituto per l’educazione alla sessualità e alla fertilità Iner

Dinanzi al recente dibattito sinodale sull’Humanae Vitae, pochi giorni prima della beatificazione del suo autore, Paolo VI, la “Confederazione Italiana dei Centri per la regolazione naturale della fertilità” ha voluto precisare con un comunicato che non si tratta come molti credono «dell’enciclica sulla contraccezione o sul divieto posto all’utilizzo della contraccezione», ma di «un grande inno all’amore coniugale». Giuseppe Spinpolo, membro della Confederazione e insegnante dell’Istituto per l’educazione alla sessualità e alla fertilità Iner, spiega a tempi.it che «i metodi naturali esaltano l’amore, mentre la contraccezione lo svilisce», come mai «hanno molto più successo della fecondazione assistita» e perché «proporli è un atto di carità».

Si dice che i metodi naturali vadano bene solo per chi persone di fede, altrimenti sono un’imposizione della Chiesa. Lei cosa risponde?
È bene puntualizzare che i metodi naturali non sono un dono semplicemente per i credenti e che non li ha inventati la Chiesa.

Come no?
Storicamente non nascono dalla Chiesa, ma da due medici: un austriaco e un giapponese da cui il nome Ogino-Knaus, passato alla storia come il primo dei grandi metodi naturali, secondo alcuni fallito perché molti figli erano nati. Al di là di un margine di rigore minore rispetto ai metodi successivi, il giudizio negativo si fonda su un errore: i metodi naturali non sono metodi contraccettivi, ma procreativi, con successi di gran lunga migliori rispetto alla fecondazione assistita. I metodi naturali di ultima generazione hanno infatti un rigore scientifico elevatissimo.

Perché allora la Chiesa ne ha parlato tanto nell’ultimo secolo?
Al contrario di chi cominciò a proporre la contraccezione, la Chiesa si domandò come proporre agli uomini la pienezza dell’amore che vive Cristo. E preoccupata che i suoi figli potessero sperimentarla anche nel matrimonio si è domandata: la coppia può vivere un tale amore nel suo vissuto naturale? Scoprì che nella sequela alla natura c’era la risposta pienamente positiva a questa sua domanda. Chi ritiene che i metodi naturali non siano per tutti sta donando alle persone meno di quello che meritano. E gli fa anche del male. La contraccezione non è anti concezionale ma prima di tutto anti coniugale. L’accento va posto sul fatto che è la coppia a perderci e, solo di conseguenza, il bambino.

Per tornare alla fecondazione assistita. È davvero meno efficace dei metodi naturali?
Negli ultimi anni, nei nostri centri, sono affluite persone che non vengono per distanziare le gravidanze ma per imparare a individuare i momenti di maggior fertilità della donna. Dovremmo dire della coppia, perché la fertilità non riguarda solo un individuo. Per capire come mai, basta guardare i dati del ministero della Salute sulla procreazione medicalmente assistita, sono numeri che farebbero chiuderebbe l’azienda di qualsiasi imprenditore. I successi sono bassissimi, persino nelle condizioni ottimali si arriva al massimo al 25 per cento. Quest’anno poi la percentuale media dei successi si aggira intorno al 17. I nostri dati invece parlano di circa il 70 per cento.

Come incidono i due processi sulla coppia e quindi sul figlio?
Anche se si propone la fecondazione assistita come promessa risolutiva dell’infertilità e anche se va a buon fine, produce molti più danni che benefici. La Pma avviene negando l’amore e la fecondità, perché il figlio ha bisogno di essere il frutto di una donazione gratuita. Ricorrere alla Pma è concepirsi già divisi, significa non saper accogliere l’altro per tutto quello che è, anche per i suoi limiti ed essere disposto ad esigere dispoticamente un figlio da chi non te lo può dare, facendolo nascere al di fuori di un atto d’amore. Alcuni sostengono che l’intenzione è quella di amare, ma i figli non si fanno con le idee e l’amore non è un’intenzione: chiede fatti. La spinta verso l’eterologa non è altro che l’ultima fase di questo meccanismo perverso: il desiderio si fa così egoista che l’altro diventa un impedimento e invece che accettarne l’infertilità vado addirittura a cercare il figlio da un’altra donna.

Come dice a una coppia di accettare la sua infertilità?
Dicendole che non è sinonimo di infecondità: anzi, forse, è chiesto loro di viverne una maggiore, un’apertura più grande alla vita di figli non propri.

I metodi naturali propongono anche la castità. Crede che anche questa sia proponibile a tutti?
La castità è la conseguenza della percezione del proprio valore: mi custodisco e non mi butto e svendo, perché sono prezioso e mi riconosco tale. Chi impara l’autodominio vive le proprie pulsioni nella forma del dono e non ne diventa schiavo. E come i metodi naturali, anche la castità è dono da proporre laicamente. C’è forse un essere umano che non aspetti di essere umanizzato e non meriti di esserlo? Chi propone la strada della contraccezione non si pone solo contro la pienezza di vita della coppia, ma contro l’umanizzazione stessa della persona.

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31 Commenti

  1. Filomena scrive:

    Il problema è che alle coppie sterili non serve un centro di aiuto che dica loro: non potete avere figli, rassegnati! Se chiedono aiuto è perché hanno deciso di non rassegnarsi. Dunque in questi casi è più utile il 25% di successi che la rassegnazione al 0% di possibilità. Per converso se il metodo Ogino-knaus non è nato per la contraccezione (peraltro fallita perché il mondo è popolato di figli di Ogino-knaus) ma per favorire il concepimento perché è stato spacciato per metodo anticoncezionale naturale? Sembra tanto una arrampicata sugli specchi per giustificare la proposta di un metodo alternativo alla contraccezione, annunciato come toccasana e approvato da Santa madre chiesa. L’idea poi che l’astinenza sia spacciata come “un non buttarsi via” è fuorviante perché la valutazione del darsi o meno spetta solo al singolo non al dogma che dovrebbe stabilire cosa è svilire o meno l’essere umano. In realtà l’astinenza forzata in virtù di principi dettati da una antropologia religiosa genera solo frustrazione e sessuofobia. La sessualità in senso ampio compresa l’affettività è un bisogno dell’uomo e come tale va rispettato non frustrato, se si vuole mettere al centro dell’universo la persona e non Dio.

    • Giannino Stoppani scrive:

      “Per converso se il metodo Ogino-knaus non è nato per la contraccezione (peraltro fallita perché il mondo è popolato di figli di Ogino-knaus) ma per favorire il concepimento perché è stato spacciato per metodo anticoncezionale naturale? Sembra tanto una arrampicata sugli specchi per giustificare la proposta di un metodo alternativo alla contraccezione, annunciato come toccasana e approvato da Santa madre chiesa.”
      Ecco, d’ora in avanti ti ci vorrà una faccia di bronzo da record mondiale per spacciarti, con questo nickname, per una donna per di più una donna eterosessuale in grado di poter dire la sua su tematiche come contraccezione, aborto, matrimonio divorzio e compagnia cantante.
      Hai dimostrato di non sapere letteralmente di cosa parli e, seppure non ce n’era bisogno, che è ridicolo pensare che per spacciarsi per una donna basti copiaincollare robaccia femministoide da residuato sessantottino.
      Addio Filomeno.

      • Filomena scrive:

        Le critiche sono legittime ma la tua in questo caso è proprio incomprensibile. Da cosa deduco che dopo aver affermato quello che hai copia incollato io non potrei essere una donna? Boh!!!
        solo il ragionamento perverso può concludere che chi non approva i metodi naturali non può parlare di aborto, contraccezione ecc con una visione femminile. O forse intendevi dire qualcosa altro che non è chiaro e allora spiegati meglio. Ti confermo comunque che sono una donna eterosessuale che vive stabilmente un rapporto di coppia con un uomo se questo ti tranquillizza. E per tua informazione sono anche femminista e il mio pensiero è condiviso dal mio consorte ma questo va al di là della tua comprensione.
        Addio bello.

        • Giannino Stoppani scrive:

          Vedo che possiedi una faccia di bronzo da record mondiale, visto che ti ripresenti sotto codesto nickname.
          E’ semplicemente RIDICOLO che una donna, la quale vuol dire sussiegosamente la sua su concepimento, aborto e compagnia briscola si domandi come si fa a “spacciare” per contraccettivo un metodo naturale pensato per facilitare il concepimento.
          Infatti, come oramai è arcinoto a noialtri più scafati frequentatori di questo sito, tu non sei una donna, ma un simpaticone che spera di spacciarsi come tale limitandosi a copiaincollare deliri vetero-femministi.
          Ciò nonostante con codesta pantomima tu abbia accumulato tonnellate di figure escrementizie.
          Come diceva Nanni Moretti: “continuiamo così, facciamoci del male”

          • Filomena scrive:

            Perché mai dovrebbe essere ridicolo? Comunque faccia di bronzo sei tu che sei un grande maleducato. Già ma forse le donne per te sono solo quelle che sono mamme o che non vedono l’ora di esserlo. Rassegnati la realtà è diversa e tu continua pure a illuderti che sia come la vorresti tu

            • Giannino Stoppani scrive:

              Maleducato sarai tu che sfidi il ridicolo al segno di insistere, nonostante tutto, a voler passare per donna, per di più per una donna che vuol dir la sua su tempi delicati come la fertilità.
              Del resto che ne può sapere un presenzialista gay di ovulazioni?
              Non ti resta che sperare che questa tua figura da somaro sia passata inosservata ai più.
              P.S.: il mio ideale di donna non c’entra una mazza col fatto che tu hai dimostrato un livello di ignoranza drammaticamente incompatibile con le arie che ti dai.

  2. Nino scrive:

    cioè, secondo una visione laica (intesa come NON cattolica) l’uomo (ovvero l’essere umano) dovrebbe pensare solo a procreare o, altrimenti, è meglio l’astinenza, E se una coppia non riesce a procreare, allora pazienza, niente PMA omologa (non parliamo dell’eterologa).

    Si parlasse di visione cattolica, alzerei le mani, ma laica … mah

  3. Lena scrive:

    Finalmente una cosa vera, “i metodi naturali non sono contraccettivi, ma procreativi”, e nonostante (o forse proprio per) questo i movimenti di ispirazione pro life non cessano di promuoverli come contraccettivi al posto dei demoniaci anticoncezionali artificiali…

  4. Ale scrive:

    Ma ci fate o ci siete?! È logico che la PMA è l’ultima opzione. Tutti provano le vie naturali. E chi non riesce naturalmente deve provare con la PMA omologa senza rimandare. Quel 25 o 17% di casi positivi vuol dire gravidanze e nuovi esseri umani. Andatelo a dire a quei genitori che ci sono riusciti solo con la PMA ad avere figli che è controproducente tenere aperti i centri PMA perché “azienda in perdita”.

  5. Valentina scrive:

    Tranne l’inciso sulla fecondazione eterologa, che per me è un orrore inammissibile, non condivido assolutamente niente di quanto riportato in questa intervista.

  6. lucillo scrive:

    Quindi il circa 25% di successo della PMA sul circa 30% di insuccesso con metodi naturali porta il totale a circa l’80% di fecondazione dei casi problematici: ottimo direi.

    • marti scrive:

      Fa impressione vedere come il livello della questione si abbassi tremendamente nei commenti.
      Uno legge e sente delle parole buone, di verità su di sé, sui figli, sul marito e sulla moglie, sui rapporti tra loro e poi si ritrova a leggere commenti terra-terra, che negano la grandezza dell’uomo e della donna, di se stessi, del marito e della moglie, dei figli, che negano la possibilità di un rapporto gratuito, non strumentale.
      Una riduzione totale del desiderio infinito che abbiamo tutti, del desiderio di non essere definiti dal limite, del desiderio di non accontentarsi della propria miseria, del desiderio di qualcosa di grande per la propria vita.
      Dalle stelle alle stalle !

      • Valentina scrive:

        Signor o Signora Marti, non trovo giusto quanto lei sostiene. Qui ognuno di noi esprime semplicemente la propria opinione sull’argomento proposto, ma il fatto che lei non condivida determinati commenti non dovrebbe autorizzarla a fare affermazioni offensive come: “Fa impressione vedere come il livello della questione si abbassi tremendamente nei commenti”, “commenti terra-terra”, “dalle stelle alle stalle”. Niente di tutto questo: si tratta semplicemente di punti di vista differenti, forse diversi dal suo, ma che comunque meritano rispetto. Non è giusto offendere gli altri e disprezzare le loro opinioni solo perché non si condividono. Il rispetto è dovuto a tutti, non solo alle persone sulle cui affermazioni ci si trova d’accordo.

        • Giannino Stoppani scrive:

          Se è lecito che ognuno di noi esprima la sua opinione non si capisce per quale motivo Marti non debba esprimere la sua, tanto più che, nel merito, ha perfettamente ragione.

          • Valentina scrive:

            Signor Stoppani, credevo di essermi espressa chiaramente. Io non ho messo in discussione il fatto che il Signor o la Signora Marti esprima la sua opinione. Io ho fatto notare che non è giusto offendere gli altri e disprezzare le loro opinioni solo perché non ci si trova d’accordo. Il Signor o la Signora Marti non ha semplicemente espresso la sua opinione, ma ha rivolto commenti offensivi a tutti coloro che hanno espresso punti di vista differenti dal suo, e questo non è giusto.

            • Giannino Stoppani scrive:

              Non mi pare proprio qualcuno abbia diritto a sentirsi offeso se Marti ha definito “terra-terra” i commenti presenti, poiché è vero che l’angolatura dalla quale essi inquadrano il tema dell’articolo è oggettivamente più prosaica rispetto a quella da lei/lui proposta.
              Inquadrare gli interventi secondo la prospettiva con la quale si pongono rispetto ai contenuti dell’articolo non significa necessariamente disprezzarli e tanto meno significa disprezzare i loro autori.
              Mi pare più che lecito, anzi, che Marti si rammarichi di quella che, dal suo punto di vista è un’occasione sprecata.
              E infine, detto tra noi, ti faccio notare una cosina: Marti si lagna dei commenti, tu ti lagni se Marti si lagna, io mi lagno se tu ti lagni di Marti…

              • Valentina scrive:

                Va be’, non ci capiamo e basta. Io ho messo in discussione solo il fatto che questa persona ha rivolto commenti offensivi verso chi ha espresso opinioni diverse dalla sua, non mi sono mai sognata di contestare il diritto di ognuno di esprimere la propria opinione. Tutti hanno il diritto di manifestare le loro idee, ma nessuno ha il diritto di offendere chi non la pensa come lui. Questo è ciò che intendo io. Se poi lei non mi vuole proprio capire, non insisto oltre, sarebbe inutile. Immagino che lei non abbia problemi se qualcuno la offende soltanto perché non è d’accordo con lei. La saluto, Signor Stoppani.

                • Giannino Stoppani scrive:

                  Ho capito benissimo cosa hai messo in discussione e ti ho fatto notare che secondo me sbagli perché Marti, dal suo punto di vista, ha ragione.
                  Non c’è stata nessuna incomprensione.
                  Ti saluto Valentina.

  7. Cisco scrive:

    I metodi naturali servono a regolare le nascite, sia in senso procreativo che in senso contraccettivo, dato che se so quando la donna e’ fertile, so anche quando non lo è. Lapalissiano.

  8. lucilo scrive:

    In realtà il punto critico è molto semplice da individuare, anche se non da risolvere, ed è dibattuto da molto tempo. Si tratta di capire se è il matrimonio che deve essere aperto alla vita o se lo debba essere ogni singolo coito.
    Nel primo caso “naturali si” e “artificiali no” è pura ipocrisia.
    Nel secondo caso si ammette implicitamente la non affidabilità dei metodi naturali e si apre qualche problema sul matrimonio religioso di chi, per malattia o per età, sicuramente non procreerà durante il coito.

    • Giannino Stoppani scrive:

      Ecco un altro genio.
      E’ il metodo detto di Ogino Knaus ad essersi dimostrato inaffidabile.
      Fatti un giro per vedere quali sono e come funzionano gli altri metodi naturali e poi ripassa.

      • lucillo scrive:

        Si, qualcosa ne so anche se non sono molto interessato.
        Poi, naturali?
        – prendi la temperatura e fai grafico
        – giorni standard, estremamente rischioso anche per chi è regolarissima
        – controlla il muco
        per non parlar di
        – interrompiti al momento buono
        – astieni sostanzialmente… sempre.

        Concettualmente non cambia nulla di quanto ho detto prima. Direi anzi che gli altri metodi “naturali” rinforzano la mia idea.

        • Giannino Stoppani scrive:

          Certo, tutta roba che non si può paragonare come praticità ed efficacia a un sano bombardamento di ormoni.
          Si vede lontano un chilometro che ragionate di faccende che non vi toccano in prima persona.

          • lucillo scrive:

            A parte che ormai da tempo non è più un bombardamento di ormoni.
            A parte che esiste anche la contraccezione meccanica.

            A parte tutto ciò trovo molto proprio il ragionamento basato sulla migliore salute per la donna, da valutare rispetto all’attività copulatoria e nel rapporto con il rischio di gravidanza/maternità non desiderata. E’ chiaro che il requisito di praticità ed efficacia è importante, si potrebbe anche dire che la praticità è una delle condizioni dell’efficacia. Tuttavia concordo che tutte le tecniche invasive, anche minimamente, meritano un sano ragionamento a livello medico.
            Importanti obiezioni alla contraccezione ormonale sono stati portati avanti da molte femministe, che rifiutano di delegare alla sola donna l’onere di evitare la gravidanza e propendono molto per i metodi di contraccezione meccanica “affidati” al maschio, tra l’altro i migliori anche per la difesa da malattie sessualmente trasmissibili.
            Quindi si, ci sono molte ragioni per discutere “la pillola”, ma c’entrano poco con la preferibilità morale dei metodi presunti naturali.

            • Giannino Stoppani scrive:

              Ormoni o plastica è la stessa cosa.
              Il vero problema è che i metodi naturali funzionano alla grande in entrambi i sensi (per fare figli o per non farne troppi) quando c’è un rapporto stabile basato sull’amore e sul rispetto reciproco.
              Per i cessi delle discoteche o i locali per scambisti vanno bene i profilattici, tanto in quei casi l’amore e il rispetto reciproco non vengono presi in considerazione alcuna.
              Dipende da che tipo di gente si è e dalla vita che si fa.

              • lucillo scrive:

                Detto e premesso che ormone e plastica sul.. subentrante, per il corpo della donna non sono affatto la stessa cosa, si può andare al cuore ideologico del problema. (A margine: ci sono pure intolleranze alla “plastica”, e sono stati sviluppati appositi materiali per superare anche questo problema).

                Qui assistiamo ad una mistificazione, direi la solita mistificazione.
                O sesso “quando c’è un rapporto stabile basato sull’amore e sul rispetto reciproco”.
                O sesso nei “cessi delle discoteche o i locali per scambisti” nel qual caso “l’amore e il rispetto reciproco non vengono presi in considerazione alcuna”.
                Ma un sesso con amicizia? perché è divertente? perché fa bene? perché rilassa? perché è un modo per conoscersi, un ottimo modo fra altri, quando si incomincia a sentire affetto per un’altra persona? perché gli amici o le amiche lo fanno e dicono che è bello e si vuole provare? perché se il mio corpo, e la mia persona!, ne sentono il desiderio qualcosa vorrà pur dire e forse è il caso di provare ad ascoltare se stessi? perché non c’è alcuna ragione ne intellettuale ne emotiva per non farlo? perché la persona che è qui adesso con me mi vuole toccare ed io improvvisamente scopro che non ne ho paura, non è affatto sporco, ma al contrario sento che finalmente qualcuno capisce cosa avevo dentro più di quanto io stess* non osassi dire a me stess*?
                OOPPSS : uscire subito dal sogno! O c’è l’Amore, ovviamente benedetto dal matrimonio, oppure cesso da discoteca.
                Ma
                Ma
                ma poi ognuno si organizza, prende coscienza del proprio corpo, dei propri desideri, e delle relazioni con gli altri
                e con coscienza e responsabilità esercita la fisiologica ….naturale! che qui piace tanto – attività sessuale, fisiologica e naturale quanto mangiare e bere… magari trovando il modo per dedicare al grande e vero amore, al vero progetto grande e tendenzialmente definitivo per la propria vita, per dedicare li, senza nascondere e negare il qui, la generazione di una nuova vita.
                Il sesso libero (con scelta cosciente senza pre-giudizi) ed allegro (con piacere, scoperta e gioco) educano ed esercitano alla responsabilità ed al rispetto di se stessi e degli altri.

                • Giannino Stoppani scrive:

                  Come scritto in precedenza:
                  “Dipende da che tipo di gente si è e dalla vita che si fa.”
                  E comunque non è che il sesso coniugale sia poi tutto ‘sto mortorio.
                  Del resto, se così non fosse, i gay non ambirebbero così tanto a sposarsi tra loro.

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