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«Grillo, esci dal blog». Sabato Renzi scioglierà la riserva, lunedì sarà in aula

febbraio 19, 2014 Chiara Rizzo

Si è concluso in un nulla di fatto l’incontro tra il leader del M5s e il premier. Poi Renzi ha annunciato: «Stasera sarò al Quirinale, ci sono le condizioni per lavorare. Presenterò un programma in aula lunedì»

Il duello è andato in onda in streaming. Ma è sembrato il dialogo tra sordi. Matteo Renzi ha provato a introdurre in modo interlocutorio: «Non vi chiediamo alcun accordo vecchio stile, nessuno. Non siamo a chiedervi voti di fiducia o altro. Vogliamo raccontarvi cosa vogliamo fare nei prossimi 3-4 mesi, arrivando al semestre europeo con un’idea di Europa diversa». La replica di Grillo è stato uno dei soliti comizi, che ha poi proseguito quasi ininterrottamente fino alla conferenza stampa: «Io sono venuto qua per dimostrarti qualcosa in maniera educata, gioiosa e appassionante. Non ti do la fiducia perché rappresenti le banche e i poteri forti. Sei un giovane vecchio». Il leader del Movimento 5 stelle, via via, è apparso però meno «gioioso» e bloccandosi in uno stancante loop di alcuni “luoghi comuni” del grillismo. D’altro canto, anche Renzi, a parte la buona battuta sul blog, è parso in difficoltà nel contrastare il monologo dell’ormai ex comico.

L’ACCUSA DI GRILLO. Nel corso dell’incontro, Grillo ha accusato Renzi e il Pd: «Avete disintegrato questo paese. Puoi essere giovane, ma non sei giovane: quando eri presidente della provincia hai speso 25 mila euro di rinfreschi. Io con te non voglio parlare. Noi vogliamo la sanità, la Tav, cose che tu non vuoi». Renzi ha provato a intervenire per spiegare qual è il programma, ma Grillo ha continuato: «Io con te non parlo, tu non sai niente». Renzi ha quindi provato a scherzare: «Sembri un incrocio tra la Biancofiore e Santanché», la replica pronta: «Io non ti faccio parlare». Grillo ha proseguito: «Non ho tempo, non ho un minuto. Io non sono democratico. Tu sei una persona buona, un finto buono in un sistema marcio. Ma quali programmi hai? Hai incontrato in un loft un pregiudicato, Berlusconi, con un altro come Verdini». Di nuovo Renzi ha provato a discutere ricordando che «Beppe tu sei qui perché il tuo popolo ti ha chiesto di incontrarmi», ma inutilmente davanti al “comizio” in streaming di Grillo. Il neo premier ha di nuovo provato a buttarla tra il serio e il faceto: «Esci da questo blog Beppe, esci dal blog Beppe qui ci sono persone che soffrono». È stato inutile e poco dopo a Grillo che ripeteva che se ne andava, Renzi ha dato la mano congedando la delegazione: «Chi ha votato M5S merita di più» ha detto il segretario del Pd.

«DITTATURA SOBRIA». In conferenza stampa Grillo ha ripetuto le stesse parole. Poi a chi gli ha ricordato che la rete aveva espresso il desiderio che la delegazione andasse a incontrare Renzi. «E io sono venuto – ha spiegato Grillo – ma non è che io avevo una scaletta di temi di cui parlare. Io non dovevo parlare con questi. Ho la coscienza a posto, perché io alla gente che mi ha votato ho detto “mandiamoli a casa”». Grillo ha proseguito ricordando che questa politica ha votato il decreto “Salva Bankitalia” «che ha dato 7 miliardi di euro alle banche. Noi soldi non ne abbiamo presi e questi continuano adesso a prendere 42 milioni di euro all’anno». Poi ha spiegato: «Non avete capito con chi avete a che fare, noi prima di votare una legge, la mettiamo in rete e la lasciamo votare dai cittadini qualunque. Chi lo ha mai fatto?». Poi ha replicato ai giornalisti: «Non ho ascoltato Renzi? Non è così, lo mandate in onda tutti i giorni. Metà del suo programma è un copia e incolla dal nostro. Cosa devo fare prendo accordi con queste persone che privatizzeranno l’acqua? Che venderanno l’Eni e l’Enel? Non lo faremo, noi non siamo così, siamo il popolo della rete». A chi ha insistito chiedendogli perché non avesse cercato di interloquire sui punti del programma comuni tra il M5S e Renzi (ad esempio il reddito di cittadinanza), Grillo ha risposto sbottando: «Sono per una dittatura sobria».

RENZI: «ANCHE RIFORMA DELLA GIUSTIZIA ENTRO LUGLIO». «Capisco che oggi avreste dovuto pagare il biglietto, però state tranquilli»: così Matteo Renzi ha ironicamente avviato la conferenza stampa annunciando di aver concluso le consultazioni. «Dopo un giorno e mezzo di incontri molto tosti e approfondimenti programmatici, sono decisamente convinto che ci siano le condizioni per lavorare». Ha punzecchiato Grillo: «Quasi tutti gli incontri sono stati molto seri: giocate ad indovinare quello che non lo è stato». Poi  ha proseguito: «Questa sera mi recherò dal capo dello Stato per riferire, e intendo prendere la giornata di domani per la redazione di un documento programmatico il più concreto possibile e il più capace di avvicinarci al semestre di presidenza europea che sia il più concreto possibile». Renzi ha ribadito il calendario delle riforme, sottolineando quella del lavoro per marzo, «che è la vera priorità». Ha spiegato che dopo le riforme del fisco a maggio si introdurranno le riforme della Giustizia (chiesta ieri da Alfano, ndr) «in modo da arrivare a giugno luglio con un percorso già pronto». Tuttavia Renzi ha chiarito che la riforma della Giustizia «non ha alcun legame con il colloquio con Silvio Berlusconi. È stato un incontro molto gentile, e considero un valore aggiunto che le regole si affrontino insieme. Non c’è stata alcuna richiesta però da parte di Forza Italia sul tema della giustizia, che riguarda tra l’altro migliaia di italiani in attesa di tempi più veloci per una sentenza civile, o amministrativa, oltre che penale. È il tema dei ritardi che l’Italia deve affrontare quanto prima»

«IN AULA LUNEDì». Renzi ha annunciato che scioglierà le riserve sabato e lunedì andrà in aula. A chi gli ha chiesto se ha scelto il ministro dell’Economia ha risposto che «sabato scioglierò anche questa riserva. So che non mi crederete, ma non stiamo discutendo di nomi, come vedo voi giornalisti fate, ma di programmi». Poi ha aggiunto: «Mi sono imbarazzato per Grillo, ma anche dispiaciuto. Capisco la “prevendita”, ma ci sono milioni di italiani che lo hanno votato dandogli fiducia. E mentre noi gli chiedevamo “guarda che noi vorremmo tagliare qui, che ne pensi?” lui deviava e vedevo i suoi a fianco molto in imbarazzo. Mando un abbraccio ai suoi elettori: vedo che il vostro capo vi ha delusi e scappa. Temo che nell’ultimo mese, tra interventi in commissione dove le braccia contrarie sono abbassate con la forza ad oggi, le cose nel M5s non vadano come dovrebbero in un paese democratico». Renzi ha fatto una dichiarazione riguardo a Enrico Letta: «Ci sono poche persone che hanno mostrato un simile rispetto delle istituzioni quanto lui. Continueremo a collaborare». Quanto al vertice di maggioranza chiesto ieri da Alfano, Renzi ha replicato ridendo: «Io sono allergico ai vertici di maggioranza. Se si vogliono vedere  lo facciano loro, io non andrò». Ha poi dichiarato: «Ncd ha portato un pacchetto molto interessante di proposte, e nel programma saprete sicuramente riconoscere anche quelle loro».

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1 Commenti

  1. Antonello scrive:

    Beppe Grillo,in questo confronto,continua a recitare il suo copione dimenticando che il paese ha bisogno di uno sforzo comune tra tutte le parti politiche. Basta con le tattiche!

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