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Grillo, Casaleggio e il M5S (scissionisti compresi) sono ritornati dove erano partiti: il webfanculo

novembre 28, 2014 Correttore di bozze

Psicodramma nel partito dopo l’ennesima espulsione di “dissidenti”. Due paroline ai deficienti che con il loro voto e la loro militanza ci hanno regalato tutto ciò

Tre urrà per Beppe Grillo. Anzi, tre vaffanculi a lui e agli sveglioni che gli sono andati e gli vanno dietro abboccando come tonni alle sue promesse di rivoluzione telematica. Il Correttore di bozze è ubriaco perso da ieri pomeriggio, ovvero da quando ha iniziato a stappare bottiglie di spumante ogm scaduto davanti alle notizie di cronaca politica che mostrano per l’ennesima e speriamo definitiva volta tutta l’assurda, incommensurabile cazzonaggine del Movimento 5 Stelle. E scusate il linguaggio. Anzi vaffanculo.

Ieri in effetti si è consumata l’ennesima espulsione degli ennesimi parlamentari grillini “dissidenti”, tali Massimo Artini e Paola Pinna, i quali probabilmente in quanto a inutilitudine nell’universo sono battuti soltanto da quella nuvoletta di vapore acqueo che è il Correttore di bozze. La virtuale decapitazione, manco a dirlo, si è svolta con il solito sondaggio online celebrato sul terribile blog della Casaleggio Associati, previa creazione di apposito pretesto-fregnaccia riguardante qualche intollerabile irregolarità sulla “rendicontazione” dei rimborsi ricevuti dai due imputati in quanto eletti.

Il Correttore di bozze non saprebbe ripetere qui quante millelire non rendicontate si siano intascati secondo le accuse grillesche Artini e la Pinna, del resto lo sanno tutti, perfino i più gonzi fra i correttori di bozze, che si trattava appunto di pretesti. In realtà i due “dissidenti” dopo il pessimo risultato incassato dal M5S alle ultime regionali avevano criticato Grillo e l’altro clown, quello triste. Casaleggio. Ma ormai si sa come vanno a finire queste cose nella Democrazia della Rete. Chi sfida Beppe e/o il suo Sai Baba deve andare affanculo.

Per chi oggi non ha proprio niente da fare, il Correttore di bozze copia e incolla qui i risultati del sondaggio così come li riporta il Corriere della Sera. «A votare sui 500 mila registrati sul blog e sugli oltre 100 mila accreditati sono solo 27.818, che sanciscono un (quasi) plebiscito per le espulsioni (pari al 69,8%). Ma il dato non sfugge alla Rete: solo lo scorso febbraio, per decretare l’addio forzato di Fabrizio Bocchino, Francesco Campanella, Lorenzo Battista e Luis Alberto Orellana, si contarono 43.368 elettori. I ventisettemila che ieri hanno fatto sentire la loro voce sono il 62% rispetto a febbraio, un 38% è diventato invisibile».

Sempre per la serie Sticazzi, il Correttore di bozze deve riportare anche, avendolo appreso dalle cronache, il fatto che adesso nel M5s qualche altro ignoto parlamentare “dissidente” starebbe pensando a una scissione, mentre nonno Grillo ha ammesso di essere «stanchino» e ha chiesto allo sfaccendato Popolo della Rete il suo autorevole parere sull’ipotesi di nominare un direttorio composto da cinque vice capocomico. Segnatamente Alessandro Di Battista, Luigi Di Maio, Roberto Fico, Carla Ruocco e Carlo Sibilia.

Ma la notizia non è il direttorio né la scissione e neanche tanto meno l’epurazione dei due militi ignoti. La notizia per il Correttore di bozze è che dopo tutti questi V-Day e dopo tanti webfanculi passati sotto i ponti, qualcuno non si era ancora accorto che quel gabibbo di Grillo sfancula la gente a gratis. Adesso saltano fuori quelli che osservano sussiegosi che è antidemocratico cacciare via internet le anime critiche da un partito. O quelli che dicono: hey, ma il sondaggio potrebbe essere taroccato. E poi gli altri che vedono un «processo sommario». Ma va? Altro che “dissidenti”. Allocchi dovrebbero chiamarli.

Comunque oggi, all’alba del 28 novembre 2014, si è svegliato anche il «deputato Samuele Segoni». Il quale Segoni ieri, per sindacare sull’insindacabile vaffanculo ai due colleghi, «ha guidato la delegazione di cinquanta attivisti davanti alla villa di Beppe Grillo», e oggi si lamenta con il Corriere della Sera perché il burattino di Casaleggio «ci ha detto che contano solo i contatti sul sito». Ecco le sue frigne testuali: «Beppe ci ha detto che il movimento va bene così, portando come prova i contatti avuti sul sito. Io ho cercato di fargli capire che il successo di un progetto politico non si misura dai clic su Internet». Povero totano.

Ma lei cosa si aspettava, onorevole Segoni, che a Grillo importasse davvero qualcosa delle coppette mestruali, dei chip sottopelle, delle scie chimiche o dei vostri pallosissimi, venerabili scontrini?

Il Correttore di bozze non capisce niente di niente e quindi non capisce un accidenti neanche di web, di blog, di internet e di tutte queste nuove diavolerie, ma una cosa l’ha capita fin da subito: la “linea politica” di Grillo è sempre stata una questione di clic, e un partito incardinato attorno a un vaffanculo indiscriminato non poteva che essere fatto per attirare clic. Come i siti sconci. È un partito porno, il M5S. Un partito per Segoni.

Con tutto il rispetto, andateci voi affanculo.

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5 Commenti

  1. Paolo scrive:

    Pur condividendo molti aspetti dell’articolo, trovo sempre e comunque fastidioso il turpiloquio. Da qualunque parte venga.

  2. Mappo scrive:

    Magistrale come sempre il nostro Correttore di bozze. Se, come penso, ha più di 50 anni lo proporrei per il Quirinale

  3. Filippo81 scrive:

    Soros, evidentemente ha cambiato strategia .

  4. angie scrive:

    Articolo STRE-PI-TO-SO!

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