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Gran Bretagna, allarme aborti selettivi: mancano dalle 1.400 alle 4.700 bambine. Lo Stato «monitorerà la situazione»

aprile 10, 2014 Benedetta Frigerio

I numeri parlano di un femminicidio di enormi proporzioni ma il sottosegretario alla Sanità Earl Howe frena: «Forse i medici sbagliano in buona fede»

Dopo un lungo dibattito il governo inglese ha avviato un’indagine sullo scandalo degli aborti delle bambine, emerso nel 2012. La selezione in base al genere del nascituro, di cui parlò per primo il Telegraph, è un fenomeno crescente fra le madri straniere. Earl Howe, sottosegretario alla Sanità, il 3 aprile scorso ha annunciato che il governo vuole «monitorare la situazione» e «rimanere vigile» a seguito delle cifre allarmanti riportate questo gennaio dall’Independent.

SCOMPARSE MIGLIAIA DI BAMBINE. «La pratica degli aborti in base al sesso è ormai normale», si legge sul quotidiano inglese. «Tanto da aver toccato la naturale proporzione di 50 a 50 delle femmine e dei maschi nati all’interno della popolazione immigrata, con la scomparsa di un numero fra i 1.400 e le 4.700 bambine». L’Independent ha poi parlato della pratica come di un vero e proprio femminicidio, di una «discriminazione sessuale».

DISTINGUO DEL GOVERNO. Sebbene i numeri facciano emergere anche la presenza di tantissimi medici che praticano illegalmente gli aborti delle femmine, nel settembre del 2013 il governo aveva deciso di non perseguirli affermando che si trattava solo di «cattiva condotta professionale». Le cose non sono cambiate, perché se Howe ha annunciato la volontà da parte del governo di monitorare la condotta dei medici, è anche tornato a parlare di «buona fede» e di persone che devono solo essere aiutate a interpretare la legge.

ALTRO CHE SESSISMO. Nessuno del resto ha accusato il governo di ignorare un femminicidio di tali proporzioni. Anzi, Ann Furedi, direttrice della British Pregnancy Advisory (Bpas), la più grande clinica abortiva della Gran Bretagna, aveva commentato a settembre: «Se le donne non sono felici del sesso dei figli possono abortire (…). O accettiamo fino in fondo ogni scelta della madre, oppure no (…), non si può essere pro choice, salvo quando la scelta non ci piace». Il dibattito per passare dalla tolleranza del reato alla sua depenalizzazione è di fatto aperto.

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5 Commenti

  1. augusto says:

    Nell’Inghilterra di Sua Maestà Britannica la vita di un bambino o una bambina valgono meno di quella di un cucciolo di animale.Complimenti !

  2. laura says:

    E qui le femministe come se la cavano? Diritto di usare del proprio corpo come più aggrada o opposizione alla mattanza di femmine?
    Meglio farci sopra una bella dormita.
    Quando l’uomo diventa termine di paragone di ogni cosa, tutto è possibile.

    • mike says:

      le femministe sono quelle col cervello più bucato di tutti. sono destinate a sposarsi bambine, a fare molti figli, a far parte di un harem o comunque a non essere per forza l’unica, ad essere merce di scambio nelle trattative tra famiglie, a dipendere dal padre o dal marito o dal fratello, e ad essere prese a schiaffi se protestano per tutto ciò. e per questo “ringrazino” loro stesse, al loro fissarsi con l’aborto, il divorzio facile e tutta la moderna civiltà occidentale che è un modo per farci dare la zappa sui piedi con le nostre mani (una volta che, certo, il cervello sia stato imbevuto di certe idee).

  3. Daniperri says:

    Altro che quote rosa!

  4. Camilla says:

    Questa e’ una delle conseguenze della legge sull’aborto, come di tutte le leggi contro la legge di Dio , che è ‘ una legge di amore !! Il demonio fa credere a queste madri che è’ tutto sbagliato in nome di questa libertà che però è’ contro l’ amore, quello di Cristo che invece ha dato la vita per noi. Preghiamo che il Signore ci illumini !!

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