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Grace Kelly, una madre e un’icona che il cinema non può raccontare

gennaio 17, 2013 Paola D'Antuono

Alberto, Stephanie e Carolina di Monaco hanno dichiarato di non apprezzare la sceneggiatura del film sulla principessa di Monaco. Un mito sempre più irraggiungibile

L’icona è intoccabile per definizione. Non la si può raccontare, le parole non renderebbero giustizia, non la si può mettere su tela, sarebbe sempre uno schizzo indegno, non si può emulare, ne verrebbe fuori solo una becera imitazione. L’icona è esistita, a un certo punto della storia, e il suo ricordo è destinato a rimanere immutabile per sempre dopo la sua morte.

MITI. Che Guevara, Ghandi, James Dean, Coco Chanel, Marilyn Monroe, Jim Morrison, Martin Luther King, Elvis Prestley, chiunque abbia mai tentato di rappresentarli, per immagini o attraverso la scrittura, è stato irriso. Come si fa a rendere la bellezza di un mito? La sua vita, i suoi pensieri, le emozioni e tutto il resto. L’icona non si tocca, almeno fino a quando i suoi estimatori più prossimi, la famiglia in primis, saranno ancora in grado di opporsi.

GRACE. Era per questo abbastanza prevedibile che Carolina, Stephanie e Alberto di Monaco urlassero allo scandalo per il film dedicato alla loro bellissima madre, la sempiterna Grace Kelly. Il regista Oliver Dahan sta girando un film con Nicole Kidman che racconta la storia d’amore dell’attrice e del principe Ranieri di Monaco. Un amore da favola che però, secondo i figli, sta diventando solo un racconto glamour da inserire all’interno di un film che non rende giustizia al ricordo della musa di Hitchcock e dell’uomo che iniziò a spegnersi con la sua tragica morte.

FINZIONE. I figli di Grace e Ranieri hanno pubblicamente ripudiato una pellicola che «contiene gravi inesattezze storiche e una serie di scene di pura finzione». Il film Grace of Monaco concentra la sua narrazione sull’amore tra il principe e l’attrice di Hollywood e sul suo abbandono delle scene, una decisione presa per compiacere il marito. Proprio questo aspetto sarebbe al centro delle lamentele dei tre eredi, che non possono accettare che il privato dei loro genitori venga messo in scena senza il rispetto dei fatti accaduti. Ma la verità, molto verosimilmente, è un’altra e ha a che fare con lo status di icona di Grace Kelly. Non si possono toccare i miti senza che nessuno abbia la sensazione di assistere a una profanazione, specie se si tratta di persone che hanno fatto parte della sua vita. Dalla sua morte, nel 1982, Grace Kelly è diventata la principessa per eccellenza, la donna che per amore ha rinunciato alle luci patinate di Hollywood e che un tragico destino ha consegnato alla storia troppo presto. Pensare che qualcuno possa raccontarla degnamente e senza intaccare l’aura che ne accompagna il mito è pura utopia. Un’utopia chiamata cinema.

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