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Governo Monti? Andiamo a vedere: prima di tutto il paese (e no alla patrimoniale)

novembre 14, 2011 Luigi Amicone

Diceva il Nobel della medicina Alexis Carrel: poco ragionamento e molta osservazione conducono alla verità. Sbaglia chi rifiuta di aprirsi e “andare a vedere” l’ipotesi di un governo Monti. Certo, dovrà essere politico, cioè implicare i partiti ai massimi livelli. Fonti Pdl a Tempi: “Assumere appieno la lettera Ue. No alla patrimoniale”

Prima di tutto il paese. Molto ragionamento e poca osservazione conducono all’errore. Viceversa, diceva il Nobel della medicina Alexis Carrel, poco ragionamento e molta osservazione conducono alla verità.

Osservazione
: siamo sotto i bombardamenti della speculazione internazionale.
Ragionamento: siamo a questo punto perché c’è una crisi globale e non sta funzionando l’Unione Europea.

Osservazione
: detto ciò, resta il problema dell’incandescenza borsistica e in questo fine settimana l’Italia dovrà decidere se affidarsi a un esecutivo di larghe intese o se andare al voto.
Ragionamento: andiamo al voto perché l’Italia ha bisogno di un governo forte e con un chiaro programma politico di risanamento. Niente ammucchiate consociative. Niente governi tecnico-burocratici.

Osservazione: tutti i dati fattuali ci dicono che l’Italia non può permettersi il lusso di rimanere neppure un giorno senza un governo capace e tempestivo nell’intraprendere quelle riforme che ci vengono chieste dall’Europa. Non basta la legge sulla stabilità ma occorrono interventi specifici e rapidi che restituiscano fiducia ai mercati. Interventi che consentano all’Italia di rimanere in Europa, con tutto il peso di sistema paese e l’autorità politica necessari, per discutere su un piano paritario le riforme necessarie. Perché l’Europa non può essere soltanto un’entità a direttorio franco-tedesco.
Ragionamento: consegnarsi a un governo tecnico-finanziario vuol dire rinunciare alla sovranità popolare.

Osservazione: consegnarsi intanto all’oscillazione delle Borse vuol dire mandare alla malora il popolo.
Conclusione: sbagliano coloro che, per partito preso e per analisi anche in punto di principio esatte, rifiutano di aprirsi e “andare a vedere” l’ipotesi di un governo Monti. Certo che non si può prendere a scatola chiusa. Certo che esso dovrà contenere un programma reale e bipartisan sulle richieste europee. Certo che dovrà essere politico, cioè implicare i partiti ai massimi livelli. Ma rifiutare in principio questa ipotesi è sbagliato. Come sbagliato sarebbe imporre un governo di tecnici. Dentro i partiti. Dentro a condizioni trasparenti e presentate al popolo con tutta la dovuta chiarezza e assunzione di responsabilità. Prima di tutto il Paese.

Ps. Secondo le fonti di Tempi il Pdl sarebbe orientato ad appoggiare un governo Monti a un’unica condizione chiara: che il programma dell’esecutivo sia la realizzazione dei punti contenuti nella lettera dell’Unione Europea. Né una virgola in più né una virgola in meno. In quella missiva non c’è richiesta di alcuna patrimoniale, che invece è un cavallo di battaglia della sinistra.

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4 Commenti

  1. e.giufa scrive:

    Caro Amicone, i poveri che avremo sempre con noi, della patrimoniale proprio non si preoccupano. Tu si.
    Ma a rassegnarti dovrai essere proprio tu.
    Vuoi un previsione? Eccola:
    1) una patrimoniale a termine, 2011-2013; che si rivolga al 30% degli italiani più ricchi; che metta a disposizione del Paese dai 200 ai 300 miliardi di euro all’anno.
    2) una vera lotta all’evasione fiscale che in 3 anni recuperi (non solamente accerti) 150 miliardi di euro.

    Non ti piace?
    Ad Antigua ci sono molte stanze.
    ciao
    E.Giufa

  2. pse scrive:

    Gentile direttore, alcuni numeri prima di ogni ragionamento:
    il debito italiano è di 1900 miliardi di EUR, e durante gli anni dell’unto è cresciuto di circa 1/3 (per cui vero che se lo è trovato ma vero pure che è stato aggravato, e non di poco)
    in Italia, maggio 2008 spread 37 oggi sopra 500
    rapporto deficit/PIL maggio 2008 103% oggi 120%
    in Italia oggi il 10% della popolazione possiede il 45% della ricchezza

    Infine le ricordo che il concetto di marx “Ognuno secondo le sue capacità; a ognuno secondo i suoi bisogni!” è in realtà preso dagli atti degli Apostoli.
    Ragionamento: non sarebbe il caso di cominciare ad applicarlo seriamente anche in Italia?
    cordialità

  3. rivoli scrive:

    Sig. Giufa
    1) Come si fa a ridurre la povertà? Creando lavoro. Ora siccome con la mitica patrimoniale ( che è come aumentare la mancia ad uno che passa la vita a spendere e spandere, invece di obbligarlo a non spendere più ) arriverà anche l’ICI; l’italiano medio, non quello ricco, a Natale non comprerà la TV, la lavatrice o che altro ne so. Risultato: industria e commercio non trasformeranno nessun povero in “salariato”, anzi…
    2)Come si può continuare a parlare di lotta all’evasione quando metà paese (tutto il sud) vive e/o sopravvive proprio perché ha una economia basata sul “nero”.
    Marcello
    P.S. Invocare il “confino” per gli avversari è una cosa fascistissima!

  4. Dario Benetti scrive:

    Con molta osservazione e poco ragionamento:
    – Si presenta come neutrale un vero e proprio golpe silenzioso, organizzato dalla finanza internazionale e dalla massoneria, con l’appoggio del terzo polo
    – Tutto era organizzato e deciso da tempo ed è stato attuato con una tempistica ineccepibile
    – Chi ha voluto Mario Monti? Chi è e da chi è stato “votato”? Altro che porcellum…
    – Bruttissimi slogan: Chi non è con noi è contro l’Italia…

    cordialità

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