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Scienziati di tutto il mondo sconvolti dalla sentenza dell’Aquila: «Assurda, pericolosa, arretrata»

ottobre 23, 2012 Leone Grotti

Per gli Stati Uniti, quella dei giudici italiani è una decisione «assurda». Per Erik Klemetti (Ohio) è «arretrata». Per il britannico McGuire «uno scienziato ci penserà due volte prima di fare una previsione».

«Una sentenza unica al mondo». Così Stefano Gresta, presidente Ingv (Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia), ha definito a tempi.it la sentenza di condanna di sei scienziati della commissione Grandi rischi più il vicedirettore della Protezione civile Bernardo De Bernardinis per non avere informato la popolazione prima del terremoto che devastò L’Aquila il 6 aprile 2011. E dal mondo, gli scienziati e le riviste specializzate confermano le parole del presidente Ingv.

«DECISIONE ASSURDA E PERICOLOSA». L’unione degli scienziati impegnati (Ucs), influente ong americana, ha parlato di decisione «assurda e pericolosa» e ha chiesto un intervento di Giorgio Napolitano. Critica anche l’Associazione americana per l’avanzamento della scienza (Aaas), secondo cui «non c’è un metodo scientifico accettato per la previsione dei terremoti che possa essere usata in modo affidabile per avvertire i cittadini del disastro imminente». La condanna, affermano, rischia di rallentare «le ricerche e bloccare il libero scambio di idee necessario per il progresso scientifico».

«PROCESSO E VERDETTO ARRETRATI». Tom Jordan, il responsabile del Centro terremoti per il sud della California che aveva fatto parte di una commissione internazionale riunitasi dopo il sisma abruzzese del 2009, afferma che «è incredibile che scienziati che stavano solo tentando di fare il loro lavoro siano stati condannati per omicidio colposo. Il sistema aveva delle falle ma il verdetto seppellisce qualsiasi tentativo di migliorare le cose». Per Erik Klemetti, professore di scienze della Terra in Ohio, «spero che gli italiani si rendano conto di quanto sono arretrati questo proceso e questo verdetto». Per Ted Nield, rivista Geoscientist, «è fondamentale che gli scienziati siano capaci di suggerire i modi per mitigare e valutare i rischi senza essere ritenuti penalmente responsabili».

«MIGLIORARE GLI STANDARD DI COSTRUZIONE». Per il geofisico britannico Bill McGuire «ogni scienziato che lavora nel campo dei disastri naturali ci penserà due volte prima di fare una previsione, anche se pensa di avere abbastanza dati per fornirne una affidabile». Infine, secondo Ian Main, sismologo di Edimburgo, «prima il focus sarà spostato sul miglioramento degli standard di costruzione sull’esempio di California e Giappone, meno vittime vedremo negli anni a venire». Proprio come diceva l’italiano Gresta.

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