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Gli inglesi abbassano le tasse a ricchi e imprese (è una buona idea)

marzo 22, 2012 Massimo Giardina

Il ministro delle Finanze George Osborne ha annunciato un taglio di 5 punti per i redditi oltre la soglia delle 150 mila sterline (circa 180 mila euro). Previste agevolazioni per le imprese. Si prevede un rialzo delle stime del Pil. Secondo il ministro «Non c’è nessun altra strada per la ripresa».

C’era una volta Robin Hood che rubava ai ricchi per dare ai poveri. Nel Regno Unito, le cose sono cambiate. Presentando il bilancio inglese per il 2012, il ministro delle Finanze George Osborne ha annunciato un taglio di 5 punti per i redditi oltre la soglia delle 150 mila sterline (circa 180 mila euro). Il ministro ha spiegato le motivazioni del provvedimento: l’attuale sistema di aliquote «è dannoso per l’economia e la competitività», esse «dovevano garantire tre miliardi di sterline, invece hanno portato meno di un miliardo».
I segnali che arrivano dal Governo presieduto da David Cameron non lasciano molti dubbi: le tasse sacrificano l’economia reale, fanno male. Tra gli altri provvedimenti messi in atto per la popolazione inglese vi è l’innalzamento di quasi 2 mila sterline della soglia minima sotto la quale non vengono applicate aliquote. Si è passati da 7.475 pounds a 9.205 pounds.

Anche le imprese godranno di benefici fiscali. Dal prossimo esercizio saranno applicati agli utili ante-imposte delle aliquote al 24 per cento e, entro il 2014, al 22 per cento: meno 4 punti percentuali rispetto al 2011. L’obiettivo del governo è arrivare al 20 per cento in un futuro non troppo lontano. In aggiunta è stato data ampio spazio alla deducibilità degli investimenti per le Pmi, e sono state garantite nuove agevolazioni per sostenere l’industria.

Osborne ha previsto un rialzo delle stime del Pil inglese: dello 0,8 per cento nel 2012, del 2 per cento nel 2013, del 2,7 per cento nel 2014 e del 3 per pento nel 2015. Dunque una minor pressione fiscale porterà benefici nel bilancio dello Stato, a fronte di una politica efficiente orientata al taglio dei costi della spesa pubblica e alla previsione di abbassamento del debito pubblico di 11 miliardi di sterline. «Non c’è nessun altra strada per la ripresa», ha concluso il ministro inglese. Qualcuno dovrebbe pensarci su.
twitter: @giardser

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3 Commenti

  1. paolo delfini scrive:

    OTTIMA L’INIZIATIVA DA PARTE DEL MINISTRO DI RIDURRE LE TASSE ALLE IMPRESE, IO AL SUO POSTO AVREI PERO’ CHIESTO DELLE GARANZIE ( TUTELE DELL’OCCUPAZIONE, INVESTIMENTI ECC.)OTTIMA ANCHE QUELLA DI ELEVARE LA SOGLIA MINIMA, SONO CONTRARIO ALL’ABBASSAMENTO DELLE ALIQUOTE PER I REDDITI OLTRE 150.000 STERLINE, PERCHE’ CIO’ COMPORTERA’ ULTERIORI TAGLI ALLA SPESA SOCIALE. GRAZIE MASSIMO PER L’ARTICOLO.

  2. olga65 scrive:

    ottima idea!!!ma ricordiamo che il regno unito si trova in una situazione assai difficile. il debito pil complessivo ( comprensivo di famiglie imprese e stato) è tra i + elevati in europa – peggio di portogallo grecia italia e spagna
    in particolare il debito pil delle famiglie è pari al 98% ( il 45% in ita) quello delle aziende non bancarie =109% (italia=82%) quello delle banche…il 219% !!! ( ita=76%) e ql statale all’81% (ita=111%..) teniamo presente che il budget deficit – dati di febb 2012 – negli uk è raddoppiato ben al di là delle attese e ricordiamo che il deficit/pil del 2010 era al 10% – come la grecia…..(italia=3.9%)
    quindi credo che : 1) gli spazi per tagliare le tasse siano veramente ridotti 2) l’impatto sul pil possa essere modesto 3)le agenzie di rating fino ad oggi hanno usato 2 pesi e 2 misure- graziando paesi come uk usa e giappone – ma le cose potrebbero cambiare – e nel caso uk potrebbero cambiare anche presto….

  3. JP scrive:

    E in Italia con quale risorse tagliamo le tasse ai ricchi e alle aziende? Ma siamo poi così sicuri che ci sarebbero delle ricadute positive sull’economia? Ho i miei dubbi… in Italia abbiamo un problema di fondo che è demografico, pochi figli e tanti anziani, una spesa pubblica altissima figlia di un numero enorme di impiegati pubblici, troppa presenza dello stato nell’economia (e perciò burocrazia,incertezza normativa, corruzione). Di fatto per poter abbassare le tasse andrebbe abbattuta la spesa pubblica. E dove si possono fare tagli significativi ? Sempre lì : pensioni, pubblico impiego, sanità. E questo solo per tagliare il deficit e il debito.

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