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Gli dèi del caos vogliono Roma. È questa la storia della Chiesa

novembre 16, 2015 Daniele Guarneri

Un libro per ricordarci che sopra la tomba di Pietro si combatte una battaglia secolare. E che dalla libertà del Santo Padre dipende la nostra. Parla Angela Pellicciari

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Articolo tratto dal numero di Tempi in edicola (vai alla pagina degli abbonamenti) – Nel poema La ballata del cavallo bianco Chesterton scrive: «Gli dèi del caos urlano per la caduta di Roma». E gli dèi del caos urlano da un paio di millenni e oltre, aggiungiamo noi. Da che Cristo ha messo piede su questo mondo. Lo evidenzia bene Una storia della Chiesa (Cantagalli) di Angela Pellicciari. Certo, l’autrice non intende risolvere duemila anni di storia in 350 pagine. Ma traccia una sintesi che aiuta a comprendere le principali sfide e difficoltà che la Chiesa si è trovata ad affrontare nel corso del tempo. Ed è sorprendente accorgersi delle analogie, non esplicitate nel testo ma che ognuno può scoprire, con ciò che sta accadendo oggi alla Chiesa e al suo popolo, dal Medio Oriente fino a Roma. Perché parliamo di Roma? Perché, lo vedremo, tutto il mondo è terra di Roma, e se qualcuno vuole sottomettere i popoli, prima deve conquistare la città, casa della cristianità.
«Come i pagani presero spunto dal sacco di Roma per incolpare i cristiani e il loro Dio, così avviene oggi: ai fedeli di Cristo vengono imputate tutte le colpe, come se loro fossero la causa dei mali di tutto il mondo. Ma questo è falso, lo dice la mia esperienza, io sono stata salvata dalla Chiesa. La discrepanza tra quello che viene detto e la mia vita mi ha portato a scrivere questo ultimo libro», dice a Tempi Angela Pellicciari. Ieri come oggi, Satana combatte la Chiesa su due fronti, spiega l’autrice: «La terrorizza con lo spettro della persecuzione e attacca il magistero petrino cercando di corromperne la dottrina». L’attacco, come vedremo, può arrivare dall’esterno ma anche dall’interno. Può essere fisico ma pure materiale.

storia-chiesa-pellicciariI primi perseguitati
La prima persecuzione imperiale ai cristiani è quella di Nerone, nel 46, ma il primo martire è santo Stefano, lapidato nel 36. Anche i giudei per motivi religiosi e i pagani per ragioni economiche si accanirono contro i seguaci del nazareno. Poi fu il turno degli islamici, che «reiteratamente applicano alla lettera quello che c’è scritto nel Corano. Quello che accade oggi in Siria e Iraq per mano dell’Isis, è già accaduto in maniera non meno violenta in passato: la data non è sicura, ma, molto probabilmente nel 1091, l’imperatore Alessio Comneno scrive a Roberto I, conte di Fiandra, per raccontare qualcosa di quello che succede ai cristiani che vivono sotto il dominio turco o che vanno in Terra Santa come pellegrini: “Essi circoncidono i ragazzi e (…) in disprezzo di Cristo versano il sangue della circoncisione nei battisteri, e poi li costringono a urinare negli stessi; li trascinano nelle chiese e li costringono a bestemmiare il nome e la fede della Santa Trinità. Coloro che si rifiutano li affliggono con innumerevoli pene e alla fine li uccidono. (…) Corrompono turpemente le vergini, ponendole in faccia alle loro madri, e le costringono a cantare canzoni viziose e oscene, finché non hanno terminato i loro vizi; uomini di ogni età e ordine, ragazzi, adolescenti, giovani, vecchi, nobili, servi, e, ciò che è peggio e più vergognoso, chierici e monaci, e – che dolore! – ciò che dall’inizio dei tempi non è stato mai detto o sentito, vescovi, sono oltraggiati con il peccato di Sodoma, e un vescovo sotto questo osceno peccato perì. Contaminano e distruggono i luoghi sacri in innumerevoli modi, e ne minacciano altri di peggiore trattamento. E chi non piange di fronte a ciò? Chi non ne prova orrore? Chi non prega? (…) Agite pertanto finché avete tempo, per non perdere il regno dei cristiani e, ciò che è più grande, il Sepolcro del Signore, e quindi abbiate non il giudizio eterno, ma la giusta ricompensa nei cieli. Amen”».

Ciò che l’autrice ha voluto evidenziare è che l’opera di Satana è cominciata fin da subito: la Chiesa, anche quando non contava nulla, non aveva uno Stato, i suoi fedeli erano nemmeno un centinaio, cioè nulla considerata l’estensione dell’impero romano, anche allora era perseguitata. Perché? «Perché la Chiesa è il corpo di Cristo e Satana lo odia, quindi fin dall’inizio la perseguita, non c’entra se è grande o piccola, se i fedeli sono tanti o pochi. Satana fin dall’inizio combatte il corpo di Cristo». Oltre al terrore portato da imperatori, barbari e islamici, l’attacco a Cristo arriva anche dall’interno della stessa Chiesa con le eresie che cercano di corromperne la dottrina. «Fin dall’inizio gli apostoli mettono in guardia i fedeli dal male che può arrivare dall’interno. San Matteo scrive: “Guardatevi dai falsi profeti che vengono a voi in vesti di pecore, ma dentro sono lupi rapaci”; san Paolo: “Persino in mezzo a voi sorgeranno alcuni a insegnare perverse dottrine”; san Pietro: “Ci saranno in mezzo a voi falchi”».

L’eresia luterana
Vale la pena riportare quello che l’autrice scrive nel libro, a proposito di queste eresie, per parlare di Lutero: «Da cinquecento anni, a partire dal libero esame di Lutero che esalta la relazione individuale con Dio a scapito di quella comunitaria, la modernità punta sulla centralità dell’individuo con i suoi desideri, le sue necessità e i suoi bisogni, col risultato che l’uomo è solo. Ma “Non è bene che l’uomo sia solo”, scrive la Genesi. La comunità cristiana è il gioiello pensato da Dio per dare speranza e consolazione al mondo. E la Chiesa riparte. Anno dopo anno la virata del pontefice la scuote, la certezza della verità la muove e lo Spirito Santo le ridona coraggio». «Oggi a forza di esaltare libertà e diritti individuali non siamo forse arrivati alla disintegrazione della persona?», aggiunge Pellicciari. «Mentre la Chiesa ripropone l’unico modello che rende felice l’uomo: la famiglia, la comunità. È la comunità cristiana che dà la forza ai fratelli di resistere alle persecuzioni, perché la bellezza della proposta di Dio passa dalla comunità, non può finire con l’individuo».

In una delle sue prime lettere Giovanni scrive: «Come avete udito che deve venire l’anticristo, di fatto ora molti anticristi sono apparsi: sono usciti di mezzo a noi ma non erano dei nostri». Oggi i lupi rapaci vogliono tutto dalla Chiesa. Gli slogan che quotidiani e televisioni ripetono da un paio di settimane non fanno altro che ricordare agli uomini di Chiesa che Cristo è nato e morto povero, mentre ci sono vescovi e cardinali che vivono nel lusso. È evidente che un po’ di sobrietà in alcuni casi non guasterebbe, ma è altrettanto chiaro che questi attacchi alla Santa Sede (uno degli stati più antichi al mondo, che ha regnato su Roma per oltre mille anni) servono a screditarla agli occhi dei fedeli e del mondo intero. Per magari farle perdere i suoi beni preziosi. È già accaduto anche questo in passato.

L’intuizione di Chesterton
«Nel Risorgimento in nome della purezza della fede e della vera morale, in nome di Gesù nato e morto povero, moltissimi ordini religiosi sono stati soppressi e la Chiesa è stata espropriata di palazzi, conventi, chiese, oggetti d’arte, biblioteche, terreni. Pio IX, ha ripetutamente ricordato ai fedeli le ragioni che rendono importante, per la Chiesa, il possesso di uno Stato. Nell’allocuzione Quibus quantisque, redatta nel 1849 da Gaeta mentre a Roma infuria la repubblica, il Papa scrive: “I fedeli, i popoli, le nazioni e i regni non presterebbero mai piena fiducia e rispetto al Romano Pontefice se lo vedessero soggetto al dominio di qualche Principe o Governo, e non già pienamente libero. Ed invero i fedeli, i popoli ed i regni non cesserebbero mai dal sospettare e temere assai che il Pontefice medesimo non conformasse i suoi atti al volere di quel Principe o Governo nel cui Stato si trovasse, e perciò, con questo pretesto, sovente non avrebbero scrupolo di opporsi agli stessi atti”».
Nel 1872, a Papa ridotto a prigioniero in Vaticano, Pio IX indirizza al segretario di stato Antonelli la lettera “Costretti nelle attuali tristissime circostanze” in cui scrive: «La libertà religiosa dei cattolici ha per condizione indeclinabile la libertà del Papa, ne segue che se il Papa, giudice supremo ed organo vivo della fede e della legge dei cattolici, non è libero, essi non potranno giammai rassicurarsi sulla libertà ed indipendenza dei suoi atti». Ecco perché è così importante che ancora oggi il Papa possieda uno Stato: il minuscolo ma importante stato del Vaticano.

C’è un ultimo particolare di Una storia della Chiesa. Il libro della Pellicciari, a parte al principio dove si parla di Gerusalemme come luogo della manifestazione di Dio, poi si concentra su Roma, perché tutto il mondo è terra di Roma, scrive Chesterton all’inizio del XX secolo. «L’intuizione del poeta inglese che collega a Roma il cuore della battaglia fra luce e tenebre, ordine e caos, vita e morte, esplicita il filo conduttore che accompagna la cultura cristiana durante i secoli», spiega Pellicciari.

«La Chiesa è romana. L’attacco a Pietro è a Roma. E Roma, all’epoca è il mondo. La Chiesa di Roma è sempre stata attaccata nel corso dei secoli e ancora lo è. Ma qual è la caratteristica che differenzia i cattolici dall’islam, dal protestantesimo, dalla massoneria? Che Cristo vince in croce. Mentre gli altri vogliono dominare il mondo, la Chiesa no. La Chiesa sa che Cristo ha vinto in croce, quindi ai suoi fedeli tocca la testimonianza fino al sangue. San Giovanni Paolo II lo ha fatto fino alla sua ultima ora. Non si può sottomettere il mondo se non si domina Roma, perché lì c’è Pietro. Ci hanno provato i protestanti, i massoni, i comunisti che sono arrivati ad attentare alla vita di Giovanni Paolo II. L’islam è da 1.500 anni che afferma di voler conquistare Roma, lo ha dichiarato anche l’Isis. Anche gli jihadisti lo sanno bene: senza sconfiggere Roma e quindi la Chiesa, il mondo non sarà mai sottomesso. Cristo ci ha insegnato che il potere non è la risposta alla vita. E questo insegnamento è più efficace delle spade». 

Foto da Shutterstock


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27 Commenti

  1. SUSANNA ROLLI scrive:

    Lo sapevamo che razza di vipera è satana, sempre all’opera!, ma Gesù ce lo disse- e ce lo dice ancora oggi- che avremmo dovuto temerlo ben bene: “A voi miei amici, dico: Non temete coloro che uccidono il corpo e dopo non possono far più nulla. Vi mostrerò invece colui che dovete temere: temete Colui che, dopo aver ucciso, ha il potere di gettare nella Geenna” (Lc 12).
    C’è solo un problemino, e cioè che “i figli delle tenebre sono più scaltri dei figli della luce” (Lc 16)….
    E si vede!!.
    Vogliono attaccare Roma perchè dovrebbe essere la culla del cristianesimo, cioè il luogo per eccellenza da cui parte l’insegnamento primo del suo Fondatore e che si trova scritta nella stessa parola Roma letta all’incontrario..; perchè è con l’ “amor” che si vince l’odio.
    E perchè l’ AMOR (ROMA), nonostante i venti di tempesta, vincerà.

  2. MicheleL scrive:

    Il Dalai Lama non possiede nulla, tranne le sue vesti e la ciotola per elemosina e il cibo, come ogni altro monaco. Eppure ha mezzo miliardo di seguaci che lo rispettano e ascoltano. Pare creda nella divina provvidenza e nel suo prossimo; che sciocco, verrebbe da dire dopo aver letto questo articolo.

    “Quello che mi ha sorpreso di più negli uomini dell’Occidente
    è che perdono la salute per fare i soldi e poi
    perdono i soldi per recuperare la salute.
    Pensano tanto al futuro che dimenticano di vivere il presente
    in tale maniera che non riescono a vivere né il presente, né il futuro.
    Vivono come se non dovessero morire mai
    e muoiono come se non avessero mai vissuto.»
    (Dalai Lama)

    Basta mettere “fedeli” al posto di “salute”, ed ecco un buon commento ai 6 miliardi di finanziamento pubblico, ai 2000 miliardi di immobili, allo IOR e agli ori e preziosi di cui sono zeppe le ben custodite chiese, imponenti monumenti della fastosa ipocrisia del potere.

    • Giannino Stoppani scrive:

      Pur essendo noto per i suoi punti di vista umani e tolleranti, il Dalai Lama è sorprendentemente critico nei confronti dell’omosessualità. È male, dice, per un buddhista. «No assoluto. Senza sfumature.Una coppia gay mi è venuta a trovare, cercando il mio appoggio e la mia benedizione. Ho dovuto spiegar loro i nostri insegnamenti. Una donna mi ha presentato un’altra donna come sua moglie: sconcertante. Al pari dell’uso di certe pratiche sessuali fra marito e moglie. Usare gli altri due buchi è sbagliato».
      «Un amico occidentale mi ha chiesto che male possa mai venire da due adulti consenzienti che fanno sesso orale, se a loro piace. Ma lo scopo del sesso è la riproduzione, secondo il buddhismo. Gli altri buchi non creano vita. Non posso condonare questo genere di pratiche».

      • Roberto Sastri scrive:

        Il Dalai Lama ha dichiarato due concetti diversi sull’omosessualità una contraria e una a favore, ad ogni modo il Buddhismo non ha un papa, ogni confessione buddhista risponde per sè,
        se il Dalai Lama sbaglia verr criticato come ogni altro e le dottrine buddhiste e shintoiste rimangono anni luce avanti al cristianesimo.

        La civiltà greco-romana come quella persiana o egizia non abitano più in luoghi fisici del mondo, esse vivono sui libri e nel cuore di ogni persona illuminata ovunque si trovi, quindi “prendere Roma” o la “caduta di Roma” non hanno alcun senso, a temere di sparire è solo il vaticano.

      • MicheleL scrive:

        Non ho mai detto di condividere quello che il Dalai lama dice. Se n’è uscito di recente dicendo che se il suo successore fosse femmina, dovrebbe essere molto, molto attraente, altrimenti non servirebbe a molto. E non scherzava. Ma almeno lui non pretende di essere infallibile :) E un simpatico vecchino che anche se non ha in testa un alveare d’oro massiccio e pietre preziose ha milioni di seguaci fedeli.

        Ho dunque efficacemente fatto notare che il fatto di essere ricca non è essenziale, ma una vera contraddizione, una macroscopica ipocrisia per una religione che dovrebbe essere vicina agli ultimi.

        Ma lei, mio vecchio Sig. Stoppani, da buon analfabeta funzionale, non ha capito nulla di quello che scritto ed è partito in polemica, come al suo solito. Stia buono e continui a rosicare di fronte all’immensa ipocrisia dell’organizzazione di potere che l’ha così bene indottrinata a non toccare nemmeno da lontano le sue contraddizioni.

        • SUSANNA ROLLI scrive:

          Sarà ricca, ma non puoidire che non è vicina agli ultimi. Usa i soldi per sservire proprio gli ultimi, per costruire scuole, ospedali, orfanotrofi, (v. Madre Teresa e non solo), sfama glia affamati (DI OGNI RELIGIONE ED ESTRAZIONE SOCIALE), ripara e costruisce luoghi di culto e per dire tutte le opere di carità ideate e mantenute dalla Chiesa arriverei alla mezzanotte ( lo dico piano, sennò Cenerentola!!). Perchè la Chiesa non è sono il Italia, ma in tutto il mondo, e riceve donazioni e offerte dai cristiani di TUTTO il mondo: MA BENE! che li riceve!!
          Poi, se i lupi rapaci si sono travestiti di pelle di agnello, ci penseranno loro!, io posso solo pregare per loro, perchè non hanno capito bene cosa significa essere veramente cristiani.
          E ricordo volentieri che Gesù ed i suoi discepoli avevano la CASSA comune dei denari.AIUTO!!!
          Eppoi ognuno ha i suoi peccati (lussuria, avarizia, invidia, gelosia, ecc. ecc). Ovviamente ci sarà anche chi è puro ed immacolato!!!!!, giusto?

          • MicheleL scrive:

            Gentile Susanna, solo il 23% dei sei miliardi (6.000.000.000) che la Chiesa Cattolica riceve dallo Stato è usata per opere caritatevoli. Tutto il resto lo spende per sé. Potrebbe usarlo tutto? Ovviamente sì, i valdesi lo fanno. Ma giacche lei parla dell’estero, in Francia la Chiesa Cattolica fa senza questa caterva di soldi e ne esce comunque. E come fa? Semplicemente, invece di diventare sempre più ricca, vende gli immobili che riceve numerosi in donazione, così i prezzi scendono anche a beneficio delle giovani coppie. Invece a Roma la curia possiede quasi un quarto degli immobili (fonte: Gabetti) e i giovani pagano alla curia affitti in proporzione al valore di mercato.

            Senza contare le meravigliose e preziosissime volte d’oro, i marmi, le pietre preziose e le inestimabili opere d’arte nelle chiese, possiamo valutare solo il valore degli immobili in attività commerciali e appartamenti, che da solo porta il computo a 2.000.000.000.000 (duemilamiliardi di euro). Una cifra astronomica (fonte Sole 24 ore) che è un vero schiaffo alla povertà, così come emerge dall’opulenta vita dei gerarchi vaticani, che ormai è scandalosa tanto che persino il Papa corre ai ripari.

            Come dimostra il buddismo, per fare del bene a milioni di persone, per parlare ai loro cuori, non serve un bastone d’oro tempestato di smeraldi e rubini che pesa come un bambino. Serve avere e dare fiducia, avere e promuovere valori come quello della carità, dell’essere sopra all’avere. Come si fa a condannare il capitalismo consumistico quando si possiede una banca che è finita in mezzo a scandali internazionali come lo IOR? Permetterà, dalla cassa dei denari ce ne passa! E infatti il vangelo è piuttosto chiaro riguardi ai ricchi. E io uno con un attico di 700mq in centro a Roma lo chiamo ricco, senza mezzi termini.

            Certo che ognuno ha i suoi peccati, ma che l’autorità morale sia tra i primi peccatori, francamente è di una ipocrisia estrema, con tutte le conseguenze del caso. Apprezzo l’operato di moltissimi religiosi e religiose in tutto in mondo e in Italia, portatori di valori molto positivi. Penso che se la Chiesa Cattolica facesse i conti con alcune contraddizioni, come la sua ricchezza, il suo rapporto con le donne e la realtà della vita umana (inclusa l’omosessualità), io potrei essere un buon cattolico. Ma con le macroscopiche contraddizioni che vive oggi, questo mi è impossibile.

            • Giannino Stoppani scrive:

              Non ho capito cosa ci dovrebbe fare la Chiesa con l’otto per mille se non mantenerci il clero e rappezzarci lo straordinario patrimonio artistico che possiede.
              Dovrebbe darlo a te per permetterti stare tutto il giorno davanti a uno schermo senza fare un cappero?
              Gli approfittatori e i parassiti sono in tutte le istituzioni (vero caro?) e la Chiesa non fa eccezione.
              Noialtri che i preti e i frati li frequentiamo davvero sappiamo bene come vivono e cosa fanno, sicché a leggere codeste Nuzzate è già tanto se ci si smuove un sopracciglio, come quando si legge dei settantottomila euri sonanti e ballanti conferiti alle associazioni LesboGayTriccheBallacche per pervertirci i figlioli dell’asilo con favolette gender scritte con lo sfintere.

              • MicheleL scrive:

                Fare come i Valdesi, per esempio. O come i buddisti. Non mangiarselo, magari. Di certo non restaurarci attici da 700mq.

                Lasci stare i tanti preti e frati semplici non centrano nulla con queste porcherie, sono in massima parte gente onestissima e modesta che avrebbe bisogno di una guida coerente, non ipocrita come quella che si ritrovano e che non possono di certo convincere a vendere l’attico per vivere in modo decorso e modesto come loro e magari dare i soldi ai poveri. Il vaticano, infatti, non è una democrazia. E il frutto dei veleni del conclave e dei sinodi dei potenti con i vari vatileaks, si vede.

                • Giannino Stoppani scrive:

                  I valdesi e i buddisti non hanno certo da mantenere il più grande patrimonio artistico del mondo intero, ciononostante si dan tanto da fare per “aggiustare” la dottrina secondo come tira il vento…
                  Chissà come mai…

                  • MicheleL scrive:

                    Davvero Sig. Stoppani vuole farmi credere e soprattutto crede che servano tutti quei soldi per gestire un museo, per quanto grande? Non servono appartamenti a milioni, non servono attivi da 700mq, non servono banche con conti segreti. Non si prenda e non mi prenda in giro.

                    Quanto alla coerenza dottrinale delle altre confessioni, non è questo il punto. Non serve essere ricchi per essere coerenti. In ogni caso esse dimostrano che una gestione più caritatevole, più onesta, più coerente con il messaggio di uguaglianza e misericordia delle religioni è possibile.
                    Non si tratta quindi di indebolire i vertici della Chiesa, ma di rafforzare la sua base, i suoi valori di base.

                    • Giannino Stoppani scrive:

                      Ma caro mio, io non ho mai avuto la minima volontà di farti credere ad alcunché.
                      Io mi limito a spiegarti che la polemica sui quattrini veri o finti della Chiesa è vecchia come il cucco ed è stata da sempre alimentata da gente falsamente moralista con vizi e secondi fini ben peggiori di quelli per i quali suole additare altrui.
                      Mi pare invece che sia tu che, per convenienza contingente, voglia far credere di aver un qualche interesse a “rafforzare” i “valori di base” della Chiesa paraponzi ponzi po.
                      Ma fammi il piacere su…
                      Coloro che hanno avuto (e hanno!) veramente a cuore le sorti della Chiesa (semper reformanda) l’hanno cambiata (dall’interno) non coi libri pieni di chiacchiere, ma con fulgidi esempi di santità.
                      Sicché non ci venire a raccontare nuzzate sperando di far chissà quale effetto, ché le magagne della Chiesa le conosciamo meglio di te.
                      Salutami tanto quel simpatico vecchietto del Dalai Lama.
                      P.S.: cosa sono gli “attivi da 700 mq”? Il risultato di un nuovo tipo di riclassificazione del bilancio che esprime il risultato d’esercizio in termini geometrici?

                    • MicheleL scrive:

                      Non serve essere santi per evidenziare una magagna. La magagna dell’ipocrita ricchezza dei vertici della Chiesa Cattolica è tale.

                      L’articolo sostiene che la ricchezza è necessaria, il simpatico vecchietto Dalai Lama dimostra il contrario e il Simpatico vecchietto oggi Papa pare capire il problema.

                      Sento odore di sfratto per Bertone! E se non accadrà, penso che non resterà che l’odore di zolfo, o letame, come lei preferisce riconoscere metaforicamente la ricchezza.

                    • Giannino Stoppani scrive:

                      Allora sei duro di cervice, caro mio.
                      Te l’ho già spiegato: un papa deve proporre sempre il solito scomodo Vangelo, per questo non si può permettere di contraddire se stesso come ha fatto il simpatico vecchietto sui gay e sui loro buchi per non scontentare Richard Gere e tutti i radical chic che con i loro quattrini gli consentono di viaggiare su e giù per il mondo in prima classe a ostentare la sua povertà…
                      La Chiesa Cattolica deve essere ricca per potersi permettere di non dover compiacere nessuno.

                    • MicheleL scrive:

                      Bene. Dopo che lei ha offeso milioni di buddisti, non penso ci sia nulla da aggiungere.

                      Si tenga stretto il suo Bertone, chissà che non la inviti a Roma, tanto di stanze ne ha, con buona pace della coerenza e della divina provvidenza, che c’è -magari- ma non si sa mai…

                    • Giannino Stoppani scrive:

                      Il lettore non avvezzo alle tattiche dei troll si domanderà forse donde viene al fake MicheleL(iar) cotanta pelosa indignazione in nome e per conto degli sciccosi seguaci occidentali della filosofia buddista (il buddismo non è manco una religione, a dire il vero) che consente loro di sembrare sempre ganzi e alla moda rimanendo allegramente e coerentemente indifferenti delle tragedie umane (cosa che il cristianesimo non consente, ahimè).
                      In realtà si tratta dell’applicazione della tattica detta della “manovra evasiva” dove l’indignazione artificiosa di cui sopra svolge la funzione della cortina fumogena che nasconde al nemico la ritirata strategica del troll.
                      Non si scervelli dunque il lettore a cercar ragioni o torti, non ne vale la pena.
                      Se però ci si vuol divertire si cominci a fare qualche ricerca su chi sia e cosa effettivamente rappresenti in realtà Sua Santità Dalai Lama, massima autorità del buddismo nonché capo del governo in esilio di uno stato teocratico per la cui sottomissione da parte dei cinesi si son stracciate fior di vesti di coloro che ogni anno festeggiano il venti settembre!

        • Giannino Stoppani scrive:

          Basta lanciare l’amo e subito i pesci abboccano e neanche mentre friggono infarinati in padella si accorgono di essere stati portati a battere sonoramente il capo sul fatto ovvio che, se non ha una reale autonomia amministrativa e soprattutto finanziaria, una religione non può credibilmente definirsi “altro” rispetto al “mondo”, perciò chi la guida finisce poi con l’essere portato dal bisogno ad assecondare le fisime del medesimo, dicendo tutto e il contrario di tutto a seconda di dove tira il vento, cosicché un’autorità morale seguita da “mezzo miliardo di seguaci che lo rispettano e ascoltano” si riduce a “simpatico vecchietto”.
          E se io sono il solito analfabeta funzionale (dal quale però pare che ti ostini a farti pigliare per le mele), tu sei sempre quello che hai dimostrato di essere, ovvero un mentitore seriale, propagatore di calunnie infami, e, “dulcis in fundo”, pure razzista di ritorno.
          P.S.: sul dogma dell’infallibilità papale sei un tantino disinformato, sarà bene che tu approfondisca l’argomento prima di trattarlo nuovamente, onde evitare…

          • MicheleL scrive:

            Ma quale amo mio confuso ed egocentrico Sig. Stoppani? Io non centro nulla, io chiamo vecchietto pure Bergoglio, con i suoi 2.000.000.000.000 di immobili. Mi è più simpatico il Dalai Lama, tutto qui. Entrambi sono riveriti da milioni di persone, solo che il Dalai Lama ci riesce con qualche migliaio di miliardi di meno. Piccolo dettaglio per uno che predica la misericordia.

            Conosco la cathedra (e che cathedra!) del Papa, anche questo suo maldestro tentativo di screditarmi cade nel vuoto, e le assicuro che il Dalai Lama non ha che la sedia che gli prestano, non un qualche trono che appartenne a imperatori, sapientemente ricoperto di essenze lignee preziosissime, di ori e di pietre preziose, come molti troni che abbondano in vaticano e in molte chiese, templi ricchissimi dove si celebra un potere tanto ipocrita quanto concretamente umano.

            Non serve grande acume per evidenziare quanto concreti siano questi argomenti. Un attivo di 700 mq è difficile da nascondere anche quanto è al centro di una grande città come Roma. I dati non sono miei, ma di Gabetti (quasi un quarto degli immobili di Roma), del Sole 24 ore (duemilamiliardi di immobili) e del Governo Italiano (sei miliardi all’anno).

            • Giannino Stoppani scrive:

              La realtà che il tuo disturbato ego cerca disperatamente di obnubilare è che, invece di un pinco pallino qualsiasi, tu hai voluto citare a sproposito proprio il Dalai Lama povero in canna con mezzo miliardo di seguaci per fargli incarnare la figura del morigerato e ‘”autorevole” contraltare all’opulenta e smodata Chiesa Cattolica, per poi fare un bel “contrordine compagni” e ridurlo a “simpatico vecchietto” una volta che ti ho fatto notare cosa pensa(va) dei gay e dei loro buchi.
              Quanto al resto, è risaputo che il denaro è lo sterco del Diavolo, perciò a voialtri interessa tanto contarlo nelle tasche degli altri.

              • MicheleL scrive:

                Il Dalai Lama dimostra che una Chiesa può essere solida anche se è povera. Punto.
                Quello che volevo dire l’ho scritto. Poi l’essere poveri o ricchi non è mai stata condizione necessaria o sufficiente per essere autorevoli, questo è ovvio a tutti tranne che a lei. Il resto è farina ammuffita del suo sacco mediocre di polemiche che con me non hanno mai avuto alcun effetto.

                Se il denaro è lo sterco del diavolo, l’attico di Bertone è la sua latrina e il vaticano ci sta dentro fino al collo 😀

                • Giannino Stoppani scrive:

                  E io ti ho dimostrato che una chiesa troppo povera diventa dipendente dal mondo e per assecondarlo cambia idea come le banderuole.
                  A te farà anche comodo, a noi che ne siamo fedeli no.

                • Sardus Pater scrive:

                  Jihadista della prostata.
                  Sei un vicolo cieco!

  3. Samvise Gamgee scrive:

    Se chi straparla dell’attico di Bertone conoscesse almeno un pochino qualcosina dell’autrice si renderebbe conto di aver fatto un autogol degno del commento della Gialappa’s Band.
    Tra i malintenzionati che rimproverano alla Chiesa di usar male la propria ricchezza è solo l’ultimo della lunghissima fila, e c’è pure da scommettere che non abbia neanche una minima idea di chi sia stato il primo.

    • Giannino Stoppani scrive:

      Bravo.
      E’ sempre la solita storia: i quattrini degli altri danno scandalo a chi se ne vuole appropriare.

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