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Gli 80 euro, i figli e il 730. «Bene che il governo prometta il Quoziente familiare. Ora, però, i fatti»

maggio 9, 2014 Matteo Rigamonti

«Per il fisco italiano la famiglia è invisibile. Sarebbe stato meglio dare 60 euro a tutti più 20 per ciascun figlio anziché 80 senza considerare i familiari a carico». Intervista a Francesco Belletti (Forum Associazioni famigliari)

In un’intervista a Panorama, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Graziano Delrio, oltre ad aprire a eventuali «correzioni nella legge di stabilità per il 2015» al bonus Irpef di 80 euro, ha promesso un «rafforzamento dell’equità fiscale» e «attenzione particolare alle famiglie». Perché «il carico fiscale deve essere proporzionato al reddito reale, che in una famiglia numerosa è differente». Come? «Il quoziente familiare è uno dei modi», ha detto Delrio, «ma ha diverse varianti. È una questione cui stiamo lavorando e che valuteremo nella delega fiscale, quindi presto».
Dichiarazioni accolte con soddisfazione da Francesco Belletti, presidente del Forum delle Associazioni familiari, che a tempi.it confida: «Abbiamo apprezzato molto l’emergere di una simile sensibilità da parte del governo; la famiglia, infatti, è finora rimasta invisibile, quasi irrilevante, agli occhi del fisco italiano. Ma i tempi, ora, sono maturi per una sua seria riforma ispirata a maggiore equità».

Belletti, per come Renzi ha concepito il bonus Irpef, può accadere che moglie e marito, senza figli, ma con redditi entrambi sotto i 24 mila euro possano percepire due bonus differenti in busta paga per un totale di 160 euro mensili; mentre una famiglia monoreddito, composta da sei persone, dove lavora solo il padre per 27 mila euro l’anno, non veda il becco di un quattrino. Come è possibile?
È un problema che avevamo segnalato fin da subito al governo. Avevamo anche avanzato una proposta piuttosto semplice: istituire un bonus da 60 euro per tutti, più 20 euro per ogni figlio a carico. Ma poi non se n’è fatto nulla. Che il governo faccia qualcosa per chi guadagna di meno è positivo, sia chiaro, ma anche il tema di una maggiore equità nel carico fiscale, soprattutto rispetto alle famiglie, è sacrosanto; fa piacere che Delrio l’abbia sollevato. Anche perché il bonus Irpef vale solo per i lavoratori dipendenti e centinaia di migliaia di redditi diversi subiscono una grave disparità di trattamento.

Pensa che alle aperture, finora solo a parole, del governo sul quoziente famigliare, possano seguire i fatti?
Finalmente al sottosegretario Franca Biondelli è stata conferita la delega alla famiglia. È un primo segnale di attenzione. Con lei contiamo di poter avviare un lavoro per definire quali sono le priorità cui la politica deve dare ascolto se vuole veramente riformare il fisco, dimostrando maggiore attenzione ed equità nei confronti della famiglia. Ma non è solo il fisco a dover cambiare in Italia. C’è bisogno, infatti, che tutto il sistema venga improntato a una maggiore sensibilità nei confronti delle esigenze di conciliazione tra lavoro e famiglia, specie per chi ha persone a carico, e impostare un’agenda che, purtroppo, oggi ancora non c’è. Sebbene qualche segnale di assunzione di responsabilità, come quelli mandati da Delrio, inizino ad esserci.

È vero che il fisco italiano penalizza così tanto la famiglia da rendere vantaggioso separarsi ai fini della compilazione del 730?
È legittimo, oltre che doveroso, che il fisco protegga chi vive una particolare situazione di fragilità, come, per esempio, chi subisce una separazione. Non è giusto, però, penalizzare chi, come la stragrande maggioranza delle famiglie italiane, invece, nonostante i sacrifici, sceglie di resistere nella stabilità di un legame. Se, compilando il 730, si scopre che “conviene” separarsi, da un punto di vista meramente economico e di vantaggio fiscale, ciò è la conferma che qualcosa da sistemare nel fisco ci deve pur essere. Ben vengano, dunque, tutti i tentativi che mirano a introdurre maggiore equità.

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21 Commenti

  1. filomena scrive:

    Uno però che ha un reddito sotto i 30 mila euro, decide che la moglie può permettersi di non lavorare e in più fa quanti figli gli vengono “donati” forse qualche problema quanto meno di incoscienza ce l’ha per non dire di completa irresponsabilità.

    • malta scrive:

      ti conviene non dirlo forte…altrimenti la tua pensione chi te la paga?

      • Ale scrive:

        Senti io pago in pieno i miei contributi pensionistici mentre so che chi ha tanti figli paga meno per cui non la menate troppo..

        • Fran'cesco scrive:

          Ale, questa mi e’ nuova, sinceramente, e’ davvero cosi’? I contributi non sono fuori mica dalle detrazioni???

          • Ale scrive:

            Non mi sono spiegata volevo dire l’assegno per nucleo familiare erogato da INPS e poi il fatto che chi non ha figli ed entrambi lavorano non ha alcun aiuto o sgravio. Per non parlare delle differenze di trattamento tra pubblico impiego e privato. Riguardo ai contributi pensionistici a me risulta che ci sono categorie statali che possono farlo. Almeno così ha raccontato un nostro amico che è insegnante e può farlo, cioè scegliere se avere in busta paga o versati ad INPS i contributi pensionistici (ora gestisce anche statali, no?!). Ora il punto e’ quei soldi, se è vero che non li versa tutti come contributi pensionistici, e li trattiene in busta paga poi quando andrà in pensione ci andrà con meno soldi o come se li avesse versati tutti?? Anche a me se permetti piacerebbe poter scegliere se versarli o no, i contributi pensionistici visto che non è detto rivederli in pensione un giorno e visto che forse li potrei anche far fruttare meglio investendoli come più mi aggrada. Mi sono girate perché in Italia fino a qualche anno fa hanno fatto tutti i furbi con le pensioni ed i frutti si raccolgono noi oggi. Ovvero si pagano le furbizie dei nostri nonni e genitori. Hai mai sentito di gente che si è accordata con il datore di lavoro per andare in pensione sul calcolo degli ultimi stipendi e ora si ritrova un bel gruzzolo tutti i mesi che non corrisponde affatto a quanto versato?’ Sai che noi paghiamo certe italiche furbizie?! Per cui in …gli 80 euro!! Vi dovreste incavolare per queste ingiustizie o per la gente che 20 anni fa e’ andata in pensione a 35-40 di età, non di contributi, poi ha lavorato a nero e c’è rimasta sul groppone a tutti famiglie con figli e coppie senza figli perché li manteniamo noi, ora. E se ci facciamo le pulci per la MISERIA di 80 euro dobbiamo ringraziare loro. I FURBI che hanno mandato in ROSSO l’INPS e che fanno si’ che il lavoro sia caro ai datori di lavoro ed una schiavitù per i dipendenti.

            • Fran'cesco scrive:

              Ale, respira.
              Certo che mi incavolo, con chi ingiustamente:
              – ha permesso di andare in pensione dopo 15 anni di lavoro
              – non promuove il fattore famiglia
              – non si accorge che i figli di oggi sono la garanzia della sua pensione domani
              (visto che i suoi contributi se li sono mangiati quelli del punto 1)

              • Ale scrive:

                Appunto ci facciamo le pulci per 80 euro e c’è tanta, tanta, tanta, tanta, tanta gente che ogni mese prende pensioni di 5000-8000 euro e non ha versato quasi un ….. Scusa. Ma questi li stiamo mantenendo noi, non hanno versato un ….bip bip per quello che prendono e qui ci stiamo a fare le pulci per 80 euro. Ma perché nei Paesi del Nord Europa OBBLIGANO tutti a prendere il congedo maternità e paternità fino a 3 anni ( mi sembra ) di età del pargolo e garantiscono un reddito onorevole a tutti per quel periodo anche ai liberi professionisti, per scoraggiare le persone che poi fanno le scarpe a chi va in maternità. Invece in Italia che fanno , tasse da Paese Nordico e diritti da Zimbabwe ( mi perdoni lo Zimbabwe ) , NON ti aiutano a fare figli e quando sei pronto economicamente per garantire sicurezza economica sei sui 30-35 anni e tutto diventa ancora più difficile..ed i 40 arrivano in un batter di ciglia. Mi dispiace per chi ha tanti figli e non è aiutato ma non per chi si può permettere di stare a casa, perché, forse forse, tanto male non sta economicamente.. Anche a me sarebbe piaciuto tanto ma mi è toccato lavorare. Io avrò sbagliato.. ma sono stata COSTRETTA a sbagliare perché sapevo che in due non si poteva vivere con il solo stipendio di mio marito e le donne che hanno scelto di fare tanti figli, rinunciando a lavorare forse erano nella condizione economica per farlo. Io quella possibilità non l’ho mai avuta. Per cui incavolatevi non con chi prende i soldi e non ha figli ma con questo Stato che è ingiusto.

              • Ale scrive:

                No assolutamente, noi ci stiamo versando pensioni da fame, che non è affatto garantito ci verranno restituite, come noi invece facciamo con chi c’è ora. Noi con il lavoro oggi permettiamo al sistema di girare e funzionare ma domani i figli vostri o di africani che popoleranno l’Italia non è affatto garantito che ci possano garantire le pensioni. E se ho fatto cenno alle pensioni e’ perché Malta rispondendo a Filomena ha detto ” ti conviene non dirlo forte perché domani la tua pensione chi la paga..riferito ai figli ” . Quindi scusa ma non sono convinta che la società debba aiutare chi si può permettere di stare a casa con 3-4 figli e far lavorare solo il marito ..perché o sei ricco o non hai molto ragionato che quei figli poi vanno mantenuti..e non puoi dire “mi deve dare i soldi lo Stato perché io con i miei figli ho garantito forza lavoro per il futuro..” . Per me dovreste dire caro Stato inizia a fare politiche diverse per i giovani che vogliono mettere su famiglia, senza sgambetti per le donne che rimangono incinta e che devono scegliere lavoro o faccio figli. Dovrebbe essere lavoro e faccio figli. Perché ho asilo nido garantiti fino a tardi, vicino a lavoro ecc. Ma che noia. Accontentatevi di 80 euro o degli assegni invece di politiche vere per la famiglia. Ma che ci scrivo a fare visto che vi fate le pulci per 80 euro. Che schifo.

                • Fran'cesco scrive:

                  Le battaglie che portano avanti le persone che sosteniamo (non faccio nomi perche’ ognuno qui e’ libero di sostenere e votare chi vuole) sono proprio queste.
                  Politiche per i giovani, per la maternita’, per le famiglie, per gli anziani (magari sostenuti in famiglia), per la scuola.
                  Io i miei figli adesso li mantengo, ma li educo anche a “produrre” (appena possono per esempio danno qualche ripetizione, oltre a far volontariato).

                  Detto questo pero’, a chi magari senza pensarci rema un po’ contro toglendo gli 80 euro a chi ne avrebbe piu’ diritto (vedi questo e l’altro articolo), le pulci gliele facciamo, eccome. Ma non e’ questa la nostra battaglia principale, e’ la fede in Cristo.

                  • Ale scrive:

                    Grande… da un lato ti dimostri prepotente dicendo che vuoi fare le pulci ad un’altro che ha diritto agli 80 euro come Te e così la moglie che lavora perché in due fanno 160 euro mentre per te dovrebbero dare 160 euro ai monoreddito con moglie che si permette di stare a casa e gli altri devono lavorare anche per la moglie di questo..carino!! E poi dici pure di essere Cristiano. Cristo non ha detto di essere prepotenti, che ricordi!! Comunque chi riesce a pagare bollette, affitti casa o mutui casa, alimenti, libri e sfamare cinque bocche e’ un grande con lo stipendio da fame che può dare il diritto alle 80 euro mensili. Sempre che non ci siano altre entrate…tutto ciò ha del miracoloso. Ed è stupido quello che non ha figli a fa lavorare la moglie, perché il miracolo voi dimostrate che è possibile, per cui quei due, con quel monoreddito, potrebbero essere nababbi visto che c’è gente che ci campa in cinque-sei persone.. Che egoisti quei due tolgono pure il lavoro, che fa la donna, magari ad un altro padre di famiglia..proprio cattivoni. Battetevi anche per questo. Ma senza spacciarvi per cristiani, per favore. In Iran 30 -40 anni fa fecero uguale dissero che le donne non potevano lavorare perché toglievano lavoro a padri di famiglia. Le donne furono private del lavoro e rimaste VEDOVE iniziarono a occupare i marciapiedi per chiedere l’ELEMOSINA, perché non potevano lavorare. Quei soldi sono della busta paga e ciò non deve essere legato a nucleo familiare per garantire DIGNITÀ ANCHE AL SINGOLO.

                    • Fran'cesco scrive:

                      Ale, non hai capito (o non mi sono spiegato).
                      Intanto ho detto che “non e’ questa la battaglia principale”, non tiro in ballo Cristo in questo.

                      Poi tirare avanti una famiglia anche con 5 figli o piu’ non e’ un miracolo, si tratta di priorita’ e anche di costruire dei legami, di rinunce e di gioie… se non conosci le famiglie numerose prova a sbirciare il sito.
                      Non fraintendermi, non dico che tutti sono chiamati a questo. Pero’ mi rattrista vedere coppie che scelgono di non aver figli, si buttano nel lavoro e ….
                      Come mi rattrista quel mio amico che sosteneva “un figlio costa tanto, non lo desidero”…

                      Infine la questione degli 80 euro e’ semplice. Perche’ marito+moglie che fanno un lavoro dignitoso devono ricevere 160 euro e una famiglia con tanti figli che guadagna uguale e che sceglie il monoreddito per aver cura dei figli no?

                      PS: io non ho diritto agli 80 euro, e’ una questione di giustizia verso chi ne ha diritto.

                    • Ale scrive:

                      Fran’cesco neanche io rientro tra quelli che ne hanno diritto o mio marito e come dici tu e’ una questione di diritti..per persone economicamente più deboli di me, che magari “non hanno scelto di stare in due”, ne ho conosciuti tanti..e non hanno neanche la gioia di avere un figlio e forse non lo dicono per orgoglio..ma sono soli. Poi vedo tanti uomini che dicono chiaramente di essere “stressati” e che si sentono soffocare dalla responsabilità di dover mantenere moglie e figli, nei nuclei monoreddito. O uomini che hanno ricevuto il ben servito dalla moglie mantenuta fino al giorno prima, ne conosco a bizzeffe..finiti in miseria grazie a donne che si fanno mantenere e che poi un giorno si scoprono innamorate di un altro e buttano fuori casa il marito. Io sono per la parità di ruoli, ma per me anche le donne mogli e madri dovrebbero lavorare, non rinunciare al lavoro, al limite un part time. Perché non è giusto ne bello dipendere economicamente da un’altra persona. Se questa viene a mancare? Ci vorrebbero più asili con orario prolungato e più scuole a tempo pieno..Ma non sarebbe anche un DOVERE del GOVERNO mettere un Tetto alle Pensioni così che l’INPS, magari potrebbe essere meno affamata di soldi, il lavoro forse potrebbe costare un poco meno ai datori di lavoro che potrebbero garantire più posti di lavoro e stipendi più dignitosi per tutti. Le 80 euro sono una buona cosa per bassi redditi ma non dovevano essere la priorità. In Italia c’è gente con lavori a tempo determinato e mensile di 600-800 euro e altri con pensioni da 5000-10000 euro, che non hanno versato contributi come li dobbiamo versare ora noi. A me sembra patologico questo e forse anche questo dovrebbe diventare una vostra battaglia.

                    • Fran'cesco scrive:

                      Ale, le vere battaglie in cui crediamo sono quelle per le persone, non per le cose o i soldi.

    • Fran'cesco scrive:

      Filomena, la famiglia la si costruisce negli anni.
      Uno mica prende 30mila euro appena inizia a lavorare, ma fa un progetto di vita, decide di sposarsi, di accettare i figli (se arrivano) oppure no. Intanto legge la Costituzione e crede a quanto sta scritto, che ognuno contribuisce con le tasse secondo la propria capacita’ contributiva.
      Poi arriva la dura realta’, e scopre che i figli diventano anche una tassa.

    • Cristiano Sala scrive:

      Filomena, ci sei o ci fai? Chi pensi possa pagare il tuo ospizio o i tuoi pannoloni quando sarai vecchia e rincoglionita più di quanto non lo sei già oggi? Oppure sei favorevole all’eutanasia e libererai il mondo della tua ingombrante presenza al compimento dei settant’anni?

  2. Ale scrive:

    E comunque chi vuole fare famiglia per voi deve essere per forza uomo donna e tanti pargoli e ad altri NEGATE il permesso di definirsi famiglia. Ah non sono Gay.. Ma anche loro e’ giusto abbiano qualche diritto e non solo la famiglia “mulino bianco”…

    • Polexic scrive:

      Purtroppo la natura ha deciso che i figli vengono fuori da uomo e donna e l’economia dimostra che una società senza figli non ha futuro ed è destinata all’implosione….
      Pertanto appare alquanto ragionevole aiutare – almeno in prima battuta! – chi i figli li riesce a fare (senza doversi impelagare in costruzioni ardite) e può contribuire a garantire un futuro a questa società. Allo stato attuale, a confronto con altri paesi evoluti ed anche meno cattolici, il nostro sistema di aiuto alla famiglia è alquanto scarsino.

    • Fran'cesco scrive:

      Ale, sei fuori tema. Poi qualcuno si lamenta…

  3. Paolo scrive:

    confermo quanto scritto sopra, di poter togliere le tasse che paghiamo noi pensionati alla fine dell’anno, per chi è nulla tenente e che percepisce meno di E. 1000,oo, grazie!

    • Fran'cesco scrive:

      Nella mia famiglia non arriviamo a prendere 1000e lordi al mese a testa. (siamo in 7).
      In compenso paghiamo molte piu’ tasse di un single…
      Fattore Famiglia please.

  4. alex scrive:

    Ma una zitella proprietaria di casa senza alcun mutuo con reddito di circa 1200 euro perché deve percepire il bonus di 80 euro mentre io e mia moglie entrambi insegnanti con tre figli e un mutuo di 1200 euro mensile solo perché superiamo il reddito non dobbiamo percepirli ma comunque siamo supertassati e in presenza di famiglia numerosa perché chi ha tre figli si può immaginare quanto costa mantenerli e crescerli

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