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Il 15 agosto si prega per i cristiani perseguitati, vittime di «un autentico calvario» e ormai a «rischio estinzione»

agosto 5, 2014 Redazione

I vescovi italiani hanno indetto una giornata di preghiera, affinché «per intercessione della Vergine Madre, il loro esempio aiuti anche tutti noi a superare l’aridità spirituale di questo nostro tempo»

La strage dei cristiani in Siria, in Iraq, in Nigeria. C’è un angolo di mondo dove i cristiani non siano perseguitati per la loro fede? I vescovi italiani dinanzi alle violenze contro i fratelli nella fede indicono una giornata di preghiera che si svolgerà il prossimo 15 agosto, festa dell’assunzione della Vergine Maria. L’iniziativa è indetta dalla Cei che ha diramato un comunicato in cui si denunciano distrazione e indifferenza da parte dell’Europa rispetto all’autentico «Calvario» che vivono i battezzati in molti paesi del mondo. Tutte le comunità ecclesiali sono invitate a «unirsi in preghiera quale segno concreto di partecipazione con quanti sono provati dalla dura repressione».

LA VOCE DEL SANTO PADRE. Il Santo Padre che qualche giorno fa aveva denunciato che «ci sono più cristiani perseguitati oggi che nei primi secoli» è citato nel testo a proposito del suo imminente viaggio in Corea del Sud. «Per le nostre comunità è un’occasione preziosa per accostare la realtà di quella Chiesa: una Chiesa giovane, la cui vicenda storica è stata attraversata da una grave persecuzione, durata quasi un secolo, nella quale circa 10.000 fedeli subirono il martirio: 103 di loro sono stati canonizzati nel 1984, in occasione del secondo centenario delle origini della comunità cattolica nel Paese».

«CRISTIANI RISCHIANO L’ESTINZIONE». Il comunicato va poi al cuore del problema che grava sui cristiani. La mancanza di libertà religiosa rappresenta «un autentico Calvario che accomuna i battezzati in paesi come Iraq e Nigeria, dove sono marchiati per la loro fede e fatti oggetto di attacchi continui da parte di gruppi terroristici; scacciati dalle loro case ed esposti a minacce, vessazioni e violenze, conoscono l’umiliazione gratuita dell’emarginazione e dell’esilio fino all’uccisione». Si ricorda che «le loro chiese sono profanate: antiche reliquie, come anche statue della Madonna e dei Santi, vengono distrutte da un integralismo che nulla ha di autenticamente religioso. In queste zone la presenza cristiana è in pericolo: rischia l’estinzione dagli stessi luoghi in cui è nata, a partire dalla Terra Santa».

«TRAGEDIA UMANITARIA». Il richiamo nei confronti dell’Occidente è dunque forte: «Non può continuare a volgere lo sguardo altrove, illudendosi di poter ignorare una tragedia umanitaria che distrugge i valori che l’hanno forgiato e nella quale i cristiani pagano il pregiudizio che li confonde in modo indiscriminato con un preciso modello di sviluppo». Il desiderio della Cei è che «la preoccupazione per il futuro di tanti fratelli e sorelle si traduca in impegno a informarci sul dramma che stanno vivendo, puntualmente denunciato dal papa». Il comunicato si conclude con l’invito rivolto alle comunità ecclesiali «a unirsi in preghiera in occasione della solennità dell’Assunzione della Beata Vergine Maria quale segno concreto di partecipazione con quanti sono provati dalla dura repressione. Per intercessione della Vergine Madre, il loro esempio aiuti anche tutti noi a superare l’aridità spirituale di questo nostro tempo, a riscoprire la gioia del Vangelo e il coraggio della testimonianza cristiana».

NON BASTA UN VISTO. Qualche giorno prima, il 6 agosto, festa della Trasfigurazione, si terrà invece la giornata mondiale di preghiera per l’Iraq. L’iniziativa è promossa questa volta dal patriarca caldeo di Baghdad, Louis Raphael Sako, in collaborazione con Aiuto alla Chiesa che Soffre (Acs). Per l’occasione il patriarca caldeo ha inviato un messaggio alla comunità internazionale attraverso AsiaNews, dove spiega che la soluzione al problema non passa per «l’ottenimento di un visto» per l’estero, bensì per «una soluzione politica che ci permetta di rimanere in questo paese che amiamo, di vivere in sicurezza, uguaglianza e dignità con tutti». Come aveva detto a tempi.it, ha ribadito anche alle istituzioni internazionali: «Se la Francia e gli altri paesi vogliono davvero aiutare – si legge –, lo facciano incoraggiando queste famiglie a restare, inviando loro aiuti d’urgenza per lenire il loro dolore e contribuire alla costruzione di alloggi nelle città dove possano vivere in sicurezza». Ad oggi, la situazione dei cristiani è desolante, i «jihadisti li hanno derubati di tutto». E il drastico calo di fedeli di tutte le Chiese (caldei, assiri, siri, armeni e protestanti) in Iraq è una conferma: da un milione e 400 mila nel 1980 a 800 mila nel 2003 fino ai 300 mila di oggi.

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8 Commenti

  1. giovanni says:

    E’ una settimana che “tempi” non pubblica le omelie del Papa. Forse la redazione trova poco interessante quello che il Papa ha detto in questi giorni? Qual’è il motivo di questa “dimenticanza”? Potrei azzardare una ipotesi. ma non lo faccio.

  2. Germano says:

    E mentre loro continuano a perseguitare i cristiani, noi continuiamo a costruirgli moschee…
    Questa non è tolleranza, è patetica arrendevolezza.

  3. BIASINI says:

    Perché non una giornata mondiale di DIGIUNO e preghiera? Perché solo i vescovi italiani? Il Papa sarà d’accordo? Chissà, magari gli islamici si offendono. Meglio continuare con i buongiorno, buonasera e buon pranzo.

  4. Amedeo says:

    Perché non vengono attuati i rapporti di reciprocità tra Stato Italiano e tutti gli islamici che hanno preso di mira , direi di “rotta” le nostre frontiere ?

  5. Duilio says:

    Non serve a nulla! La colpa va ‘ tutta alla gerarchia ecclesiastica cattolica che continua a stare nel proprio pensare invece di rinnovarsi nel Puro Amore! Tutto ciò che sta ‘ succedendo ai nostri fratelli in oriente e in Africa è un segno chiaro all’alta gerarchia ecclesiastica cattolica che non si sta’ comportando secondo la Volontà di Dio! Bisogna rinnovarsi se no la situazione peggiorera’!

  6. franz says:

    Rischiano l’estinzione i Cristiani? Cavoli che geni questi osservatori. Non si sono accorti che il nordafrica ha prodotto santi cristiani e padri della chiesa mentre oggi è completamente islamizzato, vogliamo parlare della turchia, della Cappadocia, dell’invasione dell’europa, di zone sconfinate dell’africa e si potrebbe continuare. Noi ci preoccupiamo solo di far costruire moschee per non essere razzisti ( in compenso siamo idioti)

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