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Giappone, parziale ripristino della corrente elettrica per raffreddare i reattori a Fukushima. Fallito il tentativo con gli elicotteri. Sale a 14.650 il numero delle vittime

marzo 18, 2011 Redazione

Nel pomeriggio giapponese dovrebbe essere ripristinata l’energia elettrica nella centrale atomica di Fukushima e quindi i sistemi di raffreddamento dei reattori dovrebbero parzialmente tornare in funzione. Intanto fallisce il secondo tentativo di raffreddare il reattore numero tre con gli elicotteri. Il tasso radioattivo è salito a 3.000 microsievert l’ora intorno alla centrale. Il bilancio aggiornato e sottostimato: 5.321 vittime, 9.329 dispersi

Dovrebbe essere parzialmente ripristinata nel corso della giornata di oggi la corrente elettrica nella centrale atomica giapponese di Fukushima 1: lo ha annunciato l’Agenzia Nazionale per la Sicurezza Nucleare, secondo cui è possibile per il pomeriggio ora locale un pur limitato rifornimento all’impianto dell’energia indispensabile per riattivare i sistemi di raffreddamento delle barre di combustibile nucleare.

Ieri la Tepco, la compagnia elettrica nipponica che gestisce il complesso di Fukushima, aveva reso noto che erano in corso tentativi per restituirle l’alimentazione di elettricità. La stessa società ha precisato che, malgrado la situazione globale “non sia buona”, nel reattore numero quattro ci sarebbe ancora acqua nel bacino di contenimento della barre esaurite, non per questo prive però di radioattività.

E’ intanto fallito il secondo tentativo di raffreddare il reattore numero tre della centrale nucleare di Fukushima 1, dal quale continua a fuoriuscire una nube di vapore radioattivo. L’esercito, dopo il fallimento di ieri, grazie anche a condizioni meteorologiche più favorevoli, ha impiegato quattro elicotteri bi-rotore da carico Ch-47 Chinook, che per ore si sono avvicendati nello scaricare sul reattore tonnellate di liquido. Alla fine però la radioattività è rimasta invariata: lo ha ammesso la stessa Tepco. Anzi, proprio fonti della società hanno reso noto che intorno alla centrale il tasso radioattivo è salito a 3.000 microsievert l’ora. Mille microsievert, pari a un millisievert, sono considerati il tetto massimo cui un essere umano può esporsi, ma nell’arco di un intero anno, senza rischi per la salute.

Circa diecimila persone saranno sottoposte ad analisi e controlli sulla radioattività nella sola prefettura nord-orientale giapponese di Fukushima, sul cui territorio è situata la disastrata centrale atomica da cui continua a fuoriuscire vapore contaminante. Lo ha reso noto l’agenzia di stampa Kyodo che citava fonti delle amministrazioni locali, secondo cui i test saranno effettuati sulla popolazione di 26 diverse località.

Si è aggravato ancora il bilancio ufficiale del terremoto di magnitudo 9,0 e del conseguente tsunami che venerdì scorso devastarono il Giappone nord-orientale: secondo la Polizia, infatti, il totale delle vittime, tra morti accertati e dispersi, è salito infatti ad almeno 14.650, con un incremento di quasi mille unità nel giro di poche ore. Più in dettaglio, il numero delle persone che hanno perso la vita è salito a 5.321, mentre quello di coloro che tuttora mancano all’appello è arrivato a 9.329. I feriti di cui si ha notizia ammontano a 2.383.

Si tratta comunque di cifre sempre largamente sottostimate: le autorità municipali di Ishinomaki, nella prefettura di Miyagi, hanno per esempio reso noto che solo in tale città risultano scomparsi circa diecimila abitanti. Stando all’emittente televisiva pubblica, altrettanti sarebbero i dispersi nella località portuale di Minamisanriku. Oltre 55.380 tra case e altri edifici sono stati distrutti o gravemente lesionati a causa delle due catastrofi naturali.

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