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Giannino: Il Pd ha ipotecato il governo, speriamo che Renzi si prenda il Pd

novembre 30, 2012 Oscar Giannino

Una vittoria di Renzi produrrebbe forse uscite verso sinistra dal Pd e un riequilibrio immediato dell’alleanza verso il mondo centrista-moderato. Dall’altra parte, invece, che pena che fa il Pdl

Che cosa mi ha trasmesso il primo turno delle primarie del centrosinistra? Andiamo per ordine. Prima le considerazioni sugli sviluppi politici nazionali ai quali le primarie danno forza e possibilità. Poi l’effetto comparato sulla controparte, o forse sarebbe più corretto dire ormai nell’ex controparte, quella che lo è stata dal 1994 e ora non lo è più. Infine alcune valutazioni su chi ha vinto e perché nel Pd, visto che i candidati esterni del centrosinistra sono finiti tutti fuori dal ring, e che cosa questo significhi per alleanza e partito.

Avvicinandosi a regionali e politiche, le primarie hanno rafforzato l’ipotesi che il Pd sia la formazione prevalente per qualunque maggioranza politica dopo il voto. Non sarà un grande trascinatore, Bersani, e del resto per questo è stato scelto come segretario di compensazione dall’oligarchia del partito, per tenere insieme i vari Bibì D’Alema e Bibò Veltroni, Arcibaldo Letta e Petronilla Bindi, Tom Ichino e Jerry Camusso, Qui Serafini, Quo Fassina e Qua Franceschini. Ma con la modifica dello statuto, Bersani ha magnetizzato attenzione moderata attraverso Renzi, ha garantito l’intero corpo del Pd con la sua candidatura e il risultato al primo turno, e ha personalmente esteso l’alleanza politico-elettorale alla sinistra, affabulatoria più che antagonista, di Vendola. Non poco davvero. Il centrosinistra a forte pilastro Pd si candida a essere l’unico partito-cartello a doppia cifra elettorale e con un numero 3 come prima cifra, l’unico anche a poter guardare Grillo dall’alto. Scusate se è poco, senza aver scoperto praticamente ancora alcuna carta programmatica. Per Casini, e per Montezemolo con Riccardi, Bonanni e Olivero, è un bel problema. Il capo dello Stato ha anche del tutto irritualmente fatto un bell’assist all’ipotesi di un premier politico del Pd dopo il voto, inibendo a Monti l’elettorato passivo, con reazione negativa l’indomani da parte di un premier tanto marcato a vista. A Milano come in Lazio e in Parlamento, per Bersani si mette bene.

Quanto al centrodestra, il paragone non potrebbe essere più devastantemente impietoso. Gli oltre tre milioni di italiani in fila per le primarie ridicolizzano vieppiù lo sconcertante accanimento quotidiano del Pdl e del suo fondatore nell’inscenare un’autosepoltura senza onore. Tra annunci di Berlusconi e tentennamenti, disconoscimenti di Alfano e botte in testa reciproche, il vecchio centrodestra perde sempre più credibilità. Che pena. Altro non viene da dire, perché siamo ormai da tempo del tutto fuori dalla politica, è psicodramma da manuale clinico. Verrebbe da dire che Berlusconi lavori in realtà, nel suo lunghissimo declinare, al consolidamento di un bel governo a guida Pd.

Veniamo ai candidati. Una vittoria di Renzi al ballottaggio muterebbe segno e significato alle prossime elezioni politiche, ne modificherebbe coordinate, strumenti e obiettivi. Ma il punto è che all’organizzazione “storica” del Pd tale mutazione appare innaturale, incongrua, da rifiutare a ogni costo. Non resta che vedere quanti nuovi elettori riusciranno a iscriversi aggiuntivamente all’albo delle primarie in questi giorni, vincendo l’occhiuta vigilanza ostile della macchina del partito (non dimenticate che Renzi ha contro 107 segretari provinciali su 110 del Pd, mica uno scherzo beccare voti in queste condizioni). Io mi auguro che siano tanti, perché mi pare l’unica possibilità che Renzi vinca. Se vince, tavolo subito di confronto su programmi e alleanze diverse da quelle del vecchio centrodestra contro vecchio centrosinistra. Purtroppo, non riesco a immaginare che sia tra i sostenitori di Vendola sia tra quelli di Bersani qualcuno possa cambiare idea, pensando a quale maggiore appeal avrebbe Renzi come candidato e quale riallineamento europeo si determinerebbe, finalmente fuori una volta per tutte dalla catena di eredità-cooptazione diretta del Pci nella sinistra italiana.

Una vittoria di Renzi produrrebbe forse uscite verso sinistra dal Pd e un riequilibrio immediato dell’alleanza – da Bersani confezionata solo con Vendola, in attesa di imbarcare anche i resti dipietristi – verso il mondo centrista-moderato. Paradossalmente, quasi tutti i cattolici dello stato maggiore democratico si sono alleati con Bersani usando toni molto più ostili del segretario verso Renzi, perché tra la difesa del proprio ruolo personale in un Pd che resti uguale e l’apertura ad altri moderati che levino visibilità a loro ma cambino indirizzo al partito, preferiscono naturalmente la prima scelta. Ma non cambierebbe solo il Pd e il centrosinistra di governo. Le spoglie in putrefazione del disegno berlusconiano apparirebbero per quel che sono, resti insepolti da cui liberarsi con un’alzata di spalle. Non ha più senso sperare che qualcuno nel Pdl abbia il coraggio di rompere, ormai il tempo è finito e tutti devono pagare. Semplicemente, sarebbe meno difficile per qualcuno fuori dal Pdl compiere il lavoro di rilegittimazione politica e programmatica che serve in quell’area vastissima di ex elettori oggi allo sbando, tra astensionismo e Grillo.

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3 Commenti

  1. anto100 says:

    Bravo Giannino…il PDL si è suicidato…ora fuori tutti, e a fare altri mestieri (magari a zappare la terra?) !!!

  2. francesco giannattasio says:

    oggettivamente, Renzi è molto meglio di Bersani: sarebbe una svolta epocale all’interno della politica malata del nostro paese, una svolta che può cambiare gli schieramenti oramai troppo stanchi della nostra italia.
    ma in realtà proprio oggi pensavo che, siccome nel PD sono davvero in pochi a sostenerlo, come sarebbe possibile per lui governare?
    pertanto, chiedo il vostro stesso parere, Giannino, su questo aspetto: l’Italia ha bisogno di RIFORME, non di nuovo gossip su separazioni in casa e battibecchi tra esponenti dello stesso partito… ecco allora che forse è meglio che Renzi si faccia una reputazione forte, ma che sia bersani ad avere la guida del paese per i prossimi 5 anni -tanto oramai abbiamo capito che sarà il PD a vincere le elezioni…-
    dico tutto questo amaramente, perchè stimo moltissimo il fiorentino, ma per Renzi c’è pur sempre tempo, e ora forse i tempi non sono maturi per tanta innovazione.

    con stima, sarei contento di sapere perchè non reputa questo aspetto un intralcio alla politica italiana.

  3. Corrado says:

    La scelta di Pinocchio: mi fido della Volpe o del Gatto? Beh è meglio il Gatto xké è più giovane, è come te! Dice la Volpe. Sveglia! E quando mai il figlio di Breznev ha mai messo in palio la sua poltrona? Ci aspettano altre tasse per colpa dei governi precedenti (di centrodestra ovviamente ) per “””””Risanare l’Italia””””” (leggi “””rimpolpare le tasche dei politici d’Italia”””).

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