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Germania. Merkel vince le elezioni ma per l’Italia (e l’Ue) solo pessime notizie

settembre 25, 2017 Redazione

Il partito della cancelliera e l’Spd perdono voti: addio Grande coalizione. Volano i nazionalisti. La Merkel farà una politica intransigente all’insegna dello slogan «Germania first» e per l’Italia saranno dolori

epa06225011 German Chancellor Angela Merkel of the Christian Democratic Union (CDU) steps on a stage in the late evening at the CDU election event in Berlin, Germany, 24 September 2017. According to federal election commissioner more than 61 million people were eligible to vote in the elections for a new federal parliament, the Bundestag, in Germany.  EPA/CARSTEN KOALL

Angela Merkel ha vinto di nuovo le elezioni in Germania e sarà incaricata di formare un nuovo governo. Ma la sua Unione Cdu-Csu ha ottenuto il peggior risultato dal 1949, davanti all’exploit del movimento nazionalista Alternativa per la Germania (AfD). E con l’Spd di Martin Schulz che ha ottenuto un pessimo risultato, finita la stagione della Grande Coalizione, la cancelliera dovrà cercare di allearsi con verdi e liberali. E questa è un pessima notizia per l’Italia, l’Unione Europea e la Francia.

I RISULTATI. L’Unione Cdu-Csu ha raggiunto il 32,9%, in netta caduta rispetto al 41,5% del 2013: aveva 311 deputati, ne avrà 246. La Spd è scesa dal 25,7 al 20,5%: i suoi parlamentari calano da 193 a 153. AfD è arrivata al 12,6% dal 4,7% di quattro anni fa: non aveva deputati, ne avrà 94. Al quarto posto, i Liberali, che alle passate elezioni non avevano raggiunto la soglia di sbarramento del 5% (4,8%) e invece ieri hanno toccato il 10,8%, con 80 eletti. I Verdi sono dati al 8,9%, dall’8,4: avranno 67 deputati. Infine, la Linke arriva al 9,2%, dall’8,6, e conquista 69 seggi, dai 64 che aveva. L’Spd di Schulz, dopo il fallimento, ha annunciato che non entrerà in una nuova coalizione di governo. Alla Merkel dunque non resta che allearsi con liberali e verdi.

«NON SIAMO NAZISTI». L’imposizione alle urne dell’Afd ha spaventato tutta Europa, che grida al ritorno dei «nazisti». Alexander Gauland, 76 anni, tra i candidati di punta per il partito, respinge questa etichetta: «Quando si parla di nazismo si parla di campi di concentramento, di uccisioni degli ebrei, della Gestapo, è assolutamente ridicolo presentare un partito che vuole semplicemente fare un politica diversa come nazista», dichiara al Corriere. Se la sua formazione ha ottenuto un risultato impensabile alla vigilia, continua il giornale di via Solferino, è soprattutto per la sua «opposizione alla politica di accoglienza voluta (e poi in parte rinnegata) da Angela Merkel nel 2015», quando il paese aprì le porte a oltre un milione di migranti, che hanno causato disagi in molte città oltre ad alzare l’allerta terrorismo.

VOTI NELLE PERIFERIE. È questo «il tema più sentito nella base del partito: “La gente ci vota perché mettiamo al primo posto la questione della sicurezza e la democrazia diretta”, assicurava ieri sera Damian Lohr, 23 anni, giovanissimo deputato nel Parlamento regionale della Renania Palatinato. “I nostri confini non sono più sicuri, tutti possono entrare e questo fa sì che le nostre condizioni di vita cambino senza che noi le possiamo controllare — chiosa Falk Rodig, esponente locale di Berlino. Qui nella capitale prendiamo voti soprattutto nelle periferie”».

epa06224614 Co-top candidates for the general elections of the German right-wing populist party 'Alternative for Germany' (AfD), Alexander Gauland (L) and Alice Weidel (R) react to journalists and supporters at a night club where right-wing populist party AfD holds their election event in Berlin, Germany, 24 September 2017. According to federal election commissioner more than 61 million people were eligible to vote in the elections for a new federal parliament, the Bundestag, in Germany.  EPA/CHRISTIAN BRUNA

PESSIME NOTIZIE PER L’ITALIA. Né il partito della Merkel, né quello di Schulz hanno prestato abbastanza attenzione al fenomeno e ora si prospetta un futuro nebuloso per tutta l’Unione Europea. Soprattutto per l’Italia. Infatti, scrive Stefano Folli su Repubblica, la cancelliera dovrà probabilmente allearsi con liberali e verdi, ma questi «chiedono una linea monetaria europea ancora meno accomodante verso i paesi indebitati, quindi l’Italia in primo luogo». L’Afd spingerà la Merkel ad attuare una politica “trumpiana” all’insegna dello slogan “Prima la Germania” «per recuperare voti a destra» e questo porterà «a una politica più severa nei confronti dell’Unione. Questa è senza dubbio la notizia peggiore per le nostre prospettive. L’Italia si troverà a fronteggiare d’ora in poi una Germania più rinserrata in se stessa, probabilmente più tetragona. Con una destra mai così vigorosa e una sinistra tutta da rifondare».

MACRON: «COSÌ SONO MORTO». Il risultato elettorale tedesco è una doccia fredda anche per la Francia di Emmanuel Macron. L’enfant prodige della politica francese ha vinto le elezioni anche promettendo un radicale cambiamento dell’Ue, a partire dall’esercito e dal bilancio comuni. Peccato che queste proposte siano invise al probabile nuovo alleato della Merkel, il leader liberale Christian Lindner. Secondo il Corriere, il politico è «l’incubo di Macron» perché boccia «qualsiasi riforma dell’Eurozona: niente bilancio comune, niente ministro delle Finanze con troppi poteri e soprattutto niente comunitarizzazione del debito. “Con noi non ci sarà nessun eurodotto, che convogli denaro dalla Germania verso altri Paesi europei”, è il suo refrain preferito». Non a caso Macron avrebbe detto pochi giorni fa: «Se la Merkel si allea con i liberali, sono morto». Ma anche all’Italia non andrà meglio.

Foto Ansa

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