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Germania. Il sogno inquieto di Afd

settembre 26, 2017 Tiziana Della Rocca

Nel partito di destra tedesco c’è una frangia nazista che con parole ambigue punta a “riprendere il paese”

First parliamentary group meeting of the AfD

Prima ci sono state le ultime elezioni francesi, che hanno seminato il panico un po’ qui e un po’ lì e, infine, il sospiro di sollievo, la vittoria che liberò i francesi e non solo loro dalla paura di un antico, edulcorato nazismo sempre in agguato. Chi erano quelli del Fn che nemmeno un anno fa avevano spavaldamente puntato alla conquista della Francia, attirando numerosi ammiratori anche qui in Italia? Quella Francia, che durante la Seconda guerra mondiale, aveva lottato contro il nazismo dopo averlo anche subito e poi accolto? Era gente che pensava di vincere le elezioni e instaurare un nuovo potere che molto sapeva invece di marcio, di vecchio.

I francesi hanno annusato questo odore stantio e si sono dati da fare, in extremis. La Francia è salva e ancora lo è, non del tutto, dal passare in Europa, come la più filonazista delle nazioni vigenti. Pensare il Fronte nazionale qualcosa d’altro è ridicolo, chi lo fa dicendo che all’interno di quel partito ci sono anche delle brave persone, che hanno a cuore il destino della Francia, sono gli stessi che sotto sotto pensano che anche del nazismo non bisogna buttar via tutto, che vi sia qualcosa di buono, e che quindi non vada combattuto in ogni modo fino all’estinzione di un simile possibile flagello. Del resto, una parte della Francia aveva combattuto e vinto la sua battaglia grazie anche a De Gaulle e agli oppositori, ma stranamente aveva via via permesso che i tanti nazisti collaborazionisti che avevano aiutato i nazisti tedeschi continuassero ad agire.

Dal canto suo, invece, la Germania è apparsa finalmente e totalmente domata, piegata, saggiamente, consapevole del disastro umano che ha portato in Europa e nel mondo intero. Ha fatto sempre credere di essersi ampiamente pentita del male fatto e di averlo escluso finalmente e totalmente dalla loro terra così densa di sangue. I tedeschi anzi, guidati dalla Merkel, avevano puntato al riscatto, accogliendo un milione di profughi prima ancora che questi ne avessero forte necessità, i tedeschi volevano mostrare il proprio pentimento. E lo mostrarono. Com’è potuto accadere in questi giorni che un gruppo potente di estrema destra, L’AfD che ha al suo interno dei filonazisti nemmeno tanto mascherati abbia conquistato più di un decimo di potere, in attesa di avanzare sempre più avido?

Anche qui come in tanti altri luoghi dell’Europa si sminuisce la cosa, “il nazismo per ora in Germania è un sogno inquieto” non ci sono fattori tali da renderlo probabile. AfD è un movimento populista, come tanti altri, con frange estremiste. Del resto l’AfD parla del bene della nazione e del bene dei poveri migranti accolti e respinti per un’opera di bene a loro fatta; ricacciarli nel proprio paese è giusto, risanare il popolo tedesco, come quello francese e tanti altri, compreso l’americano e forse anche l’inglese e tutti i popoli danarosi, è opera di bene, bene per i miseri, bene per i ricchi. Peccato che parole così sono dette proprio in Germania, dopo l’eco di quelle hitleriane che parlò di salvare l’umanità ammazzando quelli che umani non erano, essendo degli inferiori disumani, inferiori che non erano degni poiché sporcavano il territorio. Lo infangavano moralmente, spiritualmente. Attualmente, risollevando il territorio tedesco, questi nuovi padroni, ossia l’ala estremista dell’AfD, pensa di riportare in auge il nazismo anche se per ora non si osa parlarne ma solo ridacchiarne. Loro invece sono molto seri facendo intendere che quella è la strada vera e giusta, che quello è il domani mentre la Germania della Merkel ormai è il passato.

Urla il vincitore Gauland: «Chi ci paragona nazismo non sa cosa sia il nazismo», e aggiunge: «Daremo la caccia ad Angela, ci riprenderemo il Paese». Parole che la dicono lunga, dare la caccia e per di più a una donna che, vista la situazione, pare ora addirittura un angelo, è sinistro; che poi lui si voglia “riprendere il paese” risulta del tutto ambiguo: riprendere il paese da chi? Riprenderlo per ridarlo a chi? Gauland storce il naso, e chiarisce: io non so niente di nazisti dentro il mio partito, non li ho mai incontrati! Il che suona ancora più sospetto, orrendamente sospetto. Quando ha incontrato l’ala “voelkisch”, la più radicale del partito, ha detto che «abbiamo il diritto di essere orgogliosi su quanto fatto dai soldati tedeschi in due guerre».  E non ha cacciato, Hoecke, il leader dell’Afd in Turingia, uno che ha detto che «non tutto di Adolf Hitler è da buttar via» e che il monumento berlinese all’Olocausto è «una vergogna».

Chi sono da espellere dalla Germania per l’AfD e, possibilmente da tutta l’Europa fraternamente stretta, e governata dal più forte? I migranti? Certo, loro, più sgradevoli di tutti, ma anche gli altri. Chi sarebbero questi altri? Gli ebrei? No, semplicemente tutti quelli che non la pensano giusta, tutti quelli che non la pensano come loro, tutti quelli che osano dissentire, gli antagonisti delle loro armi identitarie: xenofobia, razzismo, nazionalismo, antisemitismo…

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