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In Germania la Merkel reggerà. Poi si farà una grande coalizione (che lì funziona)

agosto 28, 2013 Gabriele Piccoli

Le prossime elezioni tedesche secondo l’esperto Roberto Giardina. «In Italia dire “governo di coalizione” è sinonimo di inciucio, mentre i tedeschi sanno come far funzionare i compromessi»

Il Prossimo 22 settembre la Germania andrà alle urne per il diciottesimo rinnovo del Bunderstag, il parlamento federale tedesco. A contendersi la maggioranza ci saranno l’attuale cancelliere Angela Merkel e il suo rivale socialdemocratico Peer Steinbrück.
Il sistema elettorale tedesco prevede uno sbarramento d’ingresso del 5 per cento, quota che, se non raggiunta, non permette l’ingresso di nessun candidato in Parlamento. Si parla molto anche di un piccolo partito, il movimento anti-euro dell’economista Bernd Lucke. Roberto Giardina, giornalista italiano residente in Germania da quasi trent’anni, spiega a tempi.it gli scenari possibili nel post elezioni.

Giardina, negli ultimi giorni si parla molto del movimento anti-euro. È una cosa seria?
Il partito anti-euro sta facendo rumore per le sue posizioni, ma non entrerà in Parlamento con l’attuale soglia del 5 per cento. Credo che porterà via 2 o 3 punti agli altri schieramenti.

Cosa prevede?
Tutti puntano su un testa a testa e con il meccanismo elettorale bisogna vedere cosa prenderà la Cdu della Merkel. Se non dovesse prendere il 40 per cento verrebbe superato dai liberali insieme ai verdi e, in questo caso, la soluzione sarebbe un governo di larghe intese insieme ai socialdemocratici con Angela Merkel come cancelliere. Questo, per ora, è lo scenario più plausibile e sarebbe comunque una vittoria per la Merkel, anche perché il partito di estrema sinistra, Die Linke, ce la farà sicuramente a entrare in Parlamento e quindi nessuno schieramento avrà la maggioranza assoluta.

Insomma, larghe intese anche in Germania.
Sì, ma la differenza con l’Italia è che in Germania le larghe intese funzionano. In Italia dire “governo di coalizione” è sinonimo di inciucio, mentre in terra tedesca il compromesso è in grado di andare avanti a piccoli passi: diverse parti che alla fine trovano un punto di accordo. Insomma, si chiama politica.

Se si pensa alla Germania, l’immaginazione non porta immediatamente all’accordo da grande coalizione. È così?
È ironico il fatto che, di principio, i tedeschi sono sempre contrari alla grande coalizione, ma nel concreto ha sempre funzionato. Abbiamo già una recente esperienza analoga dal 2005 al 2009. Anche in questo caso, l’intesa era tra i cristiano democratici della Cdu e i socialdemocratici.

Vince la Merkel, quindi vuol dire che in patria riscuote più successo che all’estero.
Gli italiani e gli europei hanno tramutato la Merkel in una specie di capro espiatorio. In realtà anche il programma dei socialdemocratici, su molti temi tra i quali l’Euro, non è molto diverso dalle proposte della Cdu. Nessun politico tedesco si può prendere il lusso di buttare soldi per i greci perché verrebbe fatto fuori subito dall’elettorato. Ritengo, però, che dopo le elezioni la Merkel sarà un po’ più elastica. Comunque bisogna sfatare dei falsi miti.

Quali?
Un po’ di tempo fa mi sono divertito a scrivere un libro: Guida per amare i tedeschi. In quel testo mettevo in mostra molti pregiudizi, anche positivi, sui tedeschi. Ad esempio, si dice che siano i migliori lavoratori; questo è uno stereotipo e, in realtà, la Germania è un paese sconosciuto anche in Europa e si pensa a loro come una realtà da quarto reicht che vuole imporre la propria supremazia. In realtà, è una società democratica e molto liberale.

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