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Gentile signor filosofo, esca dalla sua bolla d’aria. Ora glielo spiego io cos’è una scuola paritaria. Firmato: una mamma

agosto 26, 2014 Maria Chiara Parola

Tullio Gregory che ha accusato le paritarie di essere «condizionate da scelte ideologiche-religose». Lettera di una madre «che ha scelto una scuola paritaria per le proprie figlie e ho pagato anche le tasse per quella statale»

Il 21 agosto sul Corriere della sera è apparso un illuminante articolo di Dario Antiseri sulle scuole paritarie (qui il testo). Due giorni dopo, sullo stesso quotidiano è apparso un nuovo intervento, questa volta a firma del filosofo Tullio Gregory. Gregory attacca Antiseri che «non dice nulla del livello culturale delle scuole paritarie (in maggioranza cattoliche) ove la “libertà di insegnamento” — giustamente difesa — è condizionata da scelte ideologico-religiose precise nella selezione degli insegnanti e dei testi scolastici, e dimentica come esse divengano spesso scuole di carità, garantendo esiti sempre positivi dei curriculum scolastici, così da assicurare una tranquilla vita in famiglia, senza ansie per gli esami e per le vacanze. Forse non tanto la libertà, quanto la facilità interessa alunni e genitori». Di seguito riportiamo una lettera che è stata inviata (invano) al Corriere.

Caro direttore, leggo sul Corriere di oggi 23.08 la replica del sig. Tullio Gregory all’articolo di Dario Antiseri “La libertà di insegnamento passa dalle scuole paritarie” del 21/8.

Mi viene irresistibile una replica; spero che il Corriere abbia il coraggio di pubblicarla.

In che mondo vive il sig. Tullio Gregory? In quello di oggi, del 2014? Oppure in quello ideologicamente costruito in una bolla d’aria, dove la parola statale deve essere sinonimo di pubblico, dove tutto ciò che è cattolico deve essere bandito e sminuito in quanto siamo in un paese anticlericale? Dove tutte scuole paritarie devono essere per forza cattoliche? Ma via, ma crede davvero che le scuole paritarie adottino testi scolastici ad hoc quasi fossero paladine di un regime totalitario? Le scuole paritarie fanno parte del sistema scolastico di istruzione nazionale e sono scuole pubbliche. I loro docenti hanno un certificato di abilitazione firmato dallo Stato. Il riferimento generalizzato, poi, al livello culturale delle scuole paritarie come scuole che fanno la carità (agli asini) è assolutamente offensivo, a meno che non sia un riferimento ai diplomifici (lo 0,2% del totale delle paritarie; ma anche uno solo sarebbe troppo), su cui condivido perfettamente il pensiero, ma allora lo espliciti e non faccia di tutte le erbe un fascio, perché a) ci fa brutta figura lei, e mi dispiace, b) così non fa altro che trattare in modo ideologico l’argomento della scuola paritaria e della libertà di scelta educativa. Argomenti che le assicuro dovrebbero essere trattati con molta serietà e a ragion veduta, perché sulla libertà dei genitori non si scherza, ed è riduttivo, poco costruttivo, del tutto fuorviante continuare a contrapporre la scuola statale a quella paritaria. Sono entrambe scuole pubbliche, per la legge 62/2000. Firmata da Berlinguer. Non è pubblico solo ciò che è statale.

Sono una mamma, che ha scelto una scuola paritaria per le proprie figlie e ho pagato anche le tasse per quella statale. Le mie figlie costano allo Stato 400 euro all’anno; se fossero nella scuola statale costerebbero 7.000 euro all’anno. Le garantisco che l’anno scolastico non è una passeggiata: le ragazze studiano durante la settimana e nel week end, per non parlare dei compiti delle vacanze. Sono percorsi impegnativi, eccome se lo sono… È giusto che lo siano: i ragazzi devono studiare, crescere, faticare anche un po’, formarsi per diventare giovani uomini e donne di valore anche umano, tessuto della nostra società futura. Mi piacerebbe sapere poi se chi scrive di scuola in generale, paritaria o statale, è un genitore di oggioppure no. Lei è un genitore di oggi . Tullio Gregory? Lo sa cosa pensiamo davvero noi genitori, tutti i genitori (allo stesso modo sia che siano genitori di scuola paritaria o di scuola statale)? Sa quali sono le nostre preoccupazioni per i nostri figli? Cosa ogni giorno ripetiamo loro? Che questo Paese è finito, che non c’è un futuro per loro, che se ne devono andare all’estero, che devono avere il coraggio un giorno di lasciarci ed andarsene… Ed allora, caro Gregory, non ci saranno più spending review, riforme strutturali, sistemi pensionistici che tengano… L’Italia è destinata ad essere un Paese di vecchi (noi giovani genitori di oggi a rimanere qui) e di tutti i disperati emigrati che vengono nel nostro Paese pensando di avere una vita migliore. E sarà emergenza sociale, questa è l’emergenza sociale di questo tempo. Possibile che nessuno ci pensi , che non se ne sia ancora accorto nessuno?

È questo il Paese che diventeremo? È quello che vogliamo? Oppure iniziamo a dare una svolta, pensiamo seriamente alla scuola come trampolino di lancio, pensiamo a rilanciarla, diamo un futuro ai nostri figli, non contrapponiamo la scuola paritaria e quella statale, facciamo invece in modo che nasca una sana competizione che migliori il livello qualitativo e culturale, facciamo scegliere davvero ai genitori la scuola pubblica che desiderano per i loro figli, statale o paritaria, come è loro diritto primario, senza fare pagare ideologicamente questa libertà due volte (con le rette e con le tasse), studiamo il costo standard per alunno, liberiamo risorse ed eliminiamo lo spreco, diamo spazio alla sacrosanta libertà di scelta educativa dei genitori, diamo loro coraggio: il futuro siamo noi, per i nostri figli!

Maria Chiara Parola è coautrice del testo: La buona scuola pubblica per tutti, statale e paritaria, Ed. Laterza 2010

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20 Commenti

  1. claudio says:

    Per la mia salute posso avvalermi di strutture sanitarie private convenzionate con il SSN senza esborsi ulteriori rispetto ai ticket, PERCHÉ PER LA SCUOLA NO?

  2. beppino says:

    Pura ideologia, e del più basso livello… signor Gregory. Noi (io e mia moglie) abbiamo un’altra esperienza. Dalle mie parti il pubblico non garantiva il tempo pieno e per ben 12 anni ho “dovuto” iscrivere i miei figli (elementari e medie) in una scuola privata paritaria. Ciò é costato moltissimi soldi, soldi da sommare a quelli assorbiti sotto la voce “tasse” e “contributi” da quella aspirapolvere senza fondo che é lo Stato italiano. Doppiamente bastonato quindi, non solo per essere stato costretto a dare di più (con atteggiamento fortemente contrariato del sottoscritto) ma anche aver ricevuto di meno (pur avendo il sottoscritto fatto civilmente la sua parte da buon cittadino). Avrei un posto dover consigliare di ficcare le sue argomentazioni da spocchioso intellettuale laico monorientato. E cerchi una buona volta di crescere ed aprire “culturalmente” la testina; non siamo tutti come vorrebbe il suo credo da laicista fascista.

    • beppe says:

      bravo beppino. forza e avanti così.

    • amaranta says:

      Che linguaggio sopraffino. Ai miei tempi a CL facevano almeno finta di essere cortesi ed educati. Nel merito: siete complici dell’affossamento della scuola statale. Li avete votati voi i Berlusconi e le Moratti. Noi eravamo in piazza a chiedere il tempo pieno, a contestare l’insegnante unico, a reclamare edifici più adatti e accoglienza per i disagiati, a rivendicare il diritto allo studio. Voi avete comprato quello che vi spettava di diritto, calpestando però anche noi. Siete stati ossequiosi al potente, e la società tutta ha perso qualcosa.
      Chiamatela libertà.
      Io la chiamo schiavitù al dio denaro.

      • giovanna says:

        Sinceramente, queste battute standard sul linguaggio altrui che non sarebbe abbastanza sopraffino, da parte di gente che si presenta dal primo istante con aggressività e malevolenza evidentissime, è proprio ridicolo !
        Mica abbiamo l’acqua nelle vene, cara Amaranta !
        Per quanto riguarda il tempo pieno , nella mia esperienza , in molti casi, non è così essenziale come si vuol far credere, e per quanto riguarda i moduli sono uno dei motivi del crollo di qualità della scuola elementare italiana, con balletti di insegnanti che si rimbalzano la palla e contribuiscono ad una frammentazione del sapere dannosa per i piccoli. Per non parlare dei soldi spesi inutilmente, che trasformano la scuola in un ammortizzatore sociale, sminuendone lo scopo educativo al servizio dell’alunno.
        Quello che a gente come te fa rabbia è , invece, proprio che le famiglie rivendichino la libertà di educare i propri figli come meglio credono, non dovendo sottostare per forza alla mentalità del più forte del momento.
        Infine, parlare di accoglienza da parte di gente che promuove l’aborto e l’eutanasia, a fronte dell’enorme rete di accoglienza che i cristiani promuovono in tutto il mondo ( tu hai mai accolto qualcuno in vita tua, gratis e per amore ? che ne so, anziani, disabili, tossicodipendenti, bambini problematici …tutti quello che conosco e lo hanno fatto non sono certo laicisti arrabbiati come te ), è di una così palese strumentalizzazione del bisogno , che manco vale la pena approfondire il discorso.

      • beppino says:

        Ai miei tempi non avevo a che fare con CL (ne ho a che fare con CL) e non ho bisogno di far finta di essere cortese ed educato perché ho la pretesa di essere cortese ed educato. Sono (diventato) pratico e tanto basta. Il Suo é un intervento di pura e semplice demagogica e rilevante banalità. Lei si riempie la bocca sparando giudizi sugli altri con prosopopeica certezza di stare dalla parte del giusto ma scavando scavando dalle Sue posizioni non risulta niente di costruttivo e la corrispondente aspettativa che normalmente sovviene in un sano dialogo si annulla dopo la trentina di secondi necessari a leggere il Suo intervento. Lei parla di affossamento… noi non potevamo porci il problema perché noi eravamo i “soggetti” utilizzati dalla Scuola Statale per garantire il giusto senso alla propria corrispondente esistenza e la Scuola Statale non ci ha “utilizzato” per niente; … non ci ha “utilizzato” per il semplice fatto che non é maturato quanto necessario per utilizzarci e non perché mancassero risorse (come potrebbe pensare una bella personcina come Lei e tutti quelli che come Lei ragionano) ma molto prosaicamente, almeno nel nostro caso, soprattutto perché il personale docente non voleva lavorare al pomeriggio (come fanno TUTTI i lavoratori normali) dimostrando un poco banale senso di imboscamento che neanche ai tempi della leva obbligatoria poteva concretizzarsi in modo così marcato. Dal che, secondo il Suo bel modo di ragionare, dovrei considerarmi responsabile di non essere stato in grado di essere “soggetto” quando in realtà, ad originem, il nostro ruolo era solo quello di pagare (come abbiamo fatto) per avere un servizio e basta. Probabilmente e’ gente come Lei che, riempiendosi la testina di demonizzazione strumentale del denaro, alla fine della fiera e’ quella che se ne approfitta quando riesce ad avvinghiare qualche posizione di vantaggio in rapporto agli altri. Si ricordi che il denaro é un MEZZO, punto. Col denaro non si compra un DIRITTO ma un SERVIZIO e quando il denaro é guadagnato onestamente non c’é rischio di calpestare alcunchè. Del resto, a suo tempo, non siamo certo stati a guardare; la vera realtà é che non siamo riusciti ad ottenere nulla per il semplice fatto che col solito piagnisteo della mancanza di risorse si é semplicemente nascosto il fatto che le “corporazioni” o “gruppi organizzati” alla fine della fiera sono quelle che “vincono” strafregrandosene bellamente della pluralità dei singoli e (soprattutto) del bene comune.

  3. Pietro says:

    Il problema per qualcuno è che le paritarie non sono di sinistra, e chissennefrega se fanno risparmiare allo Stato italiano miliardi di euro tutti gli anni.

    • amaranta says:

      Questa è una BUFALA.
      Informati meglio.

      • giovanna says:

        Scusa Amaranta, dimostra tu che è una bufala ! In altra discussione hai scritto che il costo per alunno nelle scuole paritarie è dieci volte inferiore ,dati incontestabili, perché gli insegnanti vengono pagati meno.
        Come genitore che ha avuto a che fare con scuole pubbliche e paritarie nel corso di un tot di anni, devo dire che , stranamente, gli insegnati delle scuole paritarie si impegnano, mediamente , molto di più, sono molto più controllati dalla dirigenza, si ammalano molto meno, ma veramente molto meno ! Quest’anno ho avuto un figlio alle medie statali, che aveva quattro, diconsi quattro insegnati assenti in contemporanea e non c’era una epidemia di influenza, quest’anno scarsissima ! Vabbè , sugli inamovibili insegnanti statali si potrebbe parlare per ore , sempre che ci sono le eccezioni eh !
        Poi, vai in direzione e trovi impiegati, in numero sproporzionato rispetto agli alunni, che non sanno come passare il tempo , nonostante tutta la burocrazia creata apposta per giustificarli.
        E i molti bidelli che fanno fatica anche a schiacciare il pulsante della porta ?
        E il numero spropositato di maestre nella scuola primaria ? Un anno mio figlio aveva sette insegnanti, manco all’Università!
        Certo, una vera concorrenza , rispetto a queste questioni, sarebbe un bene per tutti.

      • Serena says:

        Quella che deve informarsi credo sia proprio tu, invece.
        Pochi giorni fa proprio su Tempi c’era un articolo che riprendeva i DATI UFFICIALI pubblicati dal Miur, dove veniva precisato che uno studente alle paritarie costa allo Stato il 10% di quello che sarebbe costato in una scuola pubblica.
        Sul tema, anche la città di Bologna (“la rossa” !) ha dovuto difendere nei mesi scorsi le proprie paritarie, confessando di non avere i soldi per sobbarcarsi la loro eventuale chiusura.

        L’ideologia politica è talmente forte da farti negare anche la realtà?

  4. dodi says:

    ….perchè Pietro,le statali non sono di sinistra?più di cosi!!!gli insegnanti “neutri”sono mosche bianche!

  5. Shiva101 says:

    La scuola paritaria è un’impresa privata, tipicamente di scarsa qualità (come dimostrato dall’OCSE), a fini di lucro e di proselitismo religioso sui bambini, ed essendo prevalentemente di stampo cattolico si pretende di farla con (TANTI) soldi pubblici e demolendo la scuola Statale, sua naturale concorrente.

    Voi cattolici dovreste vergognarvi.

    • martino says:

      Eh tu dovresti prendere più lassativi.Visto che trasudi escrementi anche in ciò che scrivi.
      Continua a farti fottere dalla tua ideologia, in fondo è quello il tuo “tappo” costipante!
      Ah! Stai tranquillo/a non tornerò a leggere la tua risposta.

    • Marco says:

      Shiva, scusami ma dimmi che stai scherzando e che hai scritto provocatoriamente la tua risposta, perché neanche il più grande HATER della scuola paritaria avrebbe potuto scrivere cotante c…..te, peraltro infondate a dir poco! Hai mai messo piede in una paritaria? Hai visto il livello della scuola statale? Ma magari ci fosse una sana e seria competizione tra la scuola paritaria e quella statale, ne beneficerebbero solo gli utenti in termini di qualità!!!! Ma come fai a dire che sono a scopo di lucro? Ma hai mai visto un bilancio di una seria e normale scuola paritaria??? Lascia stare e fatti vedere da uno bravo, innanzitutto un oculista che ti aiuti a guardare la realtà e i numeri forniti dal MIUR e non dall’AGESC!!! Cordialità e bellezza! Te saludi!!!

      • Fran'cesco says:

        Marco, non preoccuparti, Shiva e’ qui per provocare e basta.
        E’ mesi che interviene a vanvera, senza portare argomentazioni a quello che sostiene.
        Non vale la pena rispondergli, e’ troppo evidente quello che (non) cerca di fare qui.

    • Flavio says:

      Non lo dico per Shiva101, che è irrecuperabile, ma per i lettori che potrebbero essere stupiti dal riferimento all’OCSE. Effettivamente l’OCSE ha certificato dei livelli di qualità inferiori per le scuole non statali. Ma l’OCSE (per la parte che riguarda l’Italia) ha sbagliato nella definizione del campione, poiché ha confrontato le scuole statali rispetto a tutte le altre messe assieme. Ovvero ha messo assieme paritarie, diplomifici, scuole recupero anni, scuole in lingua straniera e quant’altro esista di non statale.
      Quindi è FALSO che l’OCSE abbia certificato un minore livello di qualità per le paritarie rispetto alle statali, semplicemente perché l’OCSE non ha fatto nessun studio specifico sulle paritarie.

  6. angie says:

    L’anno scorso ho lavorato (?)con un’insegnante che si è presentata il primo giorno di scuola,2 giorni prima di Natale,2 giorni prima di Pasqua e 2 giorni prima della fine dell’anno scolastico (vedasi medico compiacente e dirigente impossibilitato a fare nulla..(?!)). Lo stesso anno nella scuola paritaria di mio figlio un’insegnante ritenuta scarsamente preparata è stata gentilmente invitata ad andarsene.@ Martino: sei fantastico..peró la mia risposta la leggi!

  7. claudio says:

    Da una personale e parziale ricerca, risulta che gli insegnanti di scuole pubbliche statali mandano spesso i i figli presso scuole pubbliche paritarie… Forse a livello delle superiori le pubb. sono migliori, ma mi risulta che nella scuola dell’obbligo non ci sia paragone, le paritarie sono le preferite…
    E come la mettiamo con chi non frequenta la Chiesa e sceglie comunque le paritarie? Per la dottrina o per l; educazione migliore???

    • marco says:

      io sono laico, mio figlio ha fatto la prima liceo linguistico in un liceo statale (ovviamente visto il mio vedere la vita da sinistra), questa è stata la sua esperienza:
      Tedesco lingua nuova, secondo mese di scuola, verifica scritta voto 2.
      Latino materia nuova, secondo mese di scuola, verifica scritta voto 1.
      In classe erano 31, dai colloqui con i prof era chiaro che in quinta ne dovevano arrivare 22/24.
      Mai più recuperato quei voti, stress e peggioramento perché la media si fa matematicamente: per arrivare al 6 con 1 devi prendere 11.
      Bocciato.
      Ripete l’anno alla scuola Europa paritaria (privata) che costa 600,00 euroxmese: promosso con tutti voti alti. Ah, ho firmato i voti di 78 verifiche scritte ed orali durante l’anno, significa una ogni 3/4 giorni.
      In classe almeno 8 ragazzi hanno avuto una o due o tre materie ed hanno avuto corsi di recupero e sosterranno un esame per passare alla seconda.
      Nessun contenuto ideologico, solo che sulla scuola statale e su quella privata ho cambiato idea.
      Per mio figlio meglio la seconda, hanno capito chi è, come stimolarlo ed i risultati sono venuti fuori.
      Nella statale lo hanno umiliato.
      Tutto qui.

      • ester says:

        Se ho capito bene il filosofo Gregory accusa la scuola paritaria di utilizzare libri di testo ideologici: eminente filosofo sappia che io ho scelto per i miei tre figli la scuola paritaria fin dalla materna proprio perché ho sperimentato sulla mia pelle di studente come la scuola statale sia iperideologica (ovviamente a sinistra ) a cominciare dai testi utilizzati , per finire con i docenti , preoccupati di indirizzare gli studenti verso la parte politica di loro convenienza.

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