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Genova paralizzata dalle proteste. Grillo: «La vostra battaglia epocale si estenderà a tutt’Italia»

novembre 22, 2013 Chiara Rizzo

Prosegue da quattro giorni un’ondata di manifestazioni contro un piano di privatizzazioni dell’azienda di trasporti pubblici e di altre partecipate. Anche i cittadini solidarizzano.

Quattro giorni di sciopero a Genova e la città paralizzata: la maggiorparte dei 2300 dipendenti dell’Azienda mobilità e trasport (Amt) e quelli di altre partecipate, compresa quella dei rifiuti Amiu, continuano la protesta contro l’idea di privatizzare i servizi del sindaco Marco Doria. Oggi è previsto il blocco totale dei mezzi pubblici: anche una parte dei cittadini solidarizza, e persino i tifosi di Genoa e Sampdoria hanno assicurato striscioni di sostegno alla protesta domenica allo Stadio.

CORTEI E MANIFESTAZIONI. Ieri per esempio il centro della città è stato attraversato da tre cortei, mentre al Comune Doria ha incontrato per oltre cinque ore i rappresentanti sindacali. Fuori da Palazzo Tursi, più di mille persone hanno svolto un sit-in in attesa di sapere come fosse andata l’incontro e sono rimasti fino alle 18.30, quando il sindacalista Andrea Gatto (di Faisal/Cisal), uno dei leader delle proteste lo ha comunicato: «Il Comune ha ribadito che non intende rispettare gli accordi sottoscritti. Ci chiedono ulteriori sacrifici che non siamo disposti a sopportare. Queste condizioni sono inaccettabili. La protesta continua e gli autobus non escono dai depositi». Oggi i lavoratori in sciopero si sono riuniti (sono almeno 2mila persone) nella sala chiamata del porto, per decidere come proseguire l’agitazione. Poi hanno iniziato un lungo corteo verso la centrale piazza De Ferrari, dove potrebbe raggiungerli anche Beppe Grillo. Lunedì i lavoratori hanno deciso di inviare una delegazione a Roma: i manifestanti di Genova hanno anche ricevuto la solidarietà dei tramvieri di altre città, e una delegazione oggi è giunta a sua volta in visita da Roma.

DORIA: «ROTTURA DELLA TRATTATIVA». Il sindaco Doria ha motivato così la rottura con i sindacati: «Per interrompere l’agitazione la richiesta dei sindacati è stata la sospensione della delibera, ma una trattativa non può andare avanti se non si ferma uno sciopero illegittimo. Nel 2013 il contributo del Comune (30 milioni di euro) e dei lavoratori Amt (8 milioni di euro) ha permesso di mantenere in equilibrio i conti di Amt. Il contributo dei lavoratori poteva essere riproposto anche nel 2014, i sindacati hanno detto no». Ieri sera il Consiglio comunale intanto ha approvato la delivera sulle privatizzazioni, ma per protesta Movimento cinque stelle, Pdl e Lega Nord hanno abbandonato l’Aula. Martedì 19 novembre, addirittura, l’aula del Consiglio era stata occupata e per proseguire i lavori è dovuto intervenire il Prefetto di Genova, Giovanni Balsamo, che ha dichiarato: «Dobbiamo preservare la democrazia. Fare uno sciopero a oltranza è da irresponsabili. La tollerabilità di una protesta scende man mano che passa il tempo e il disagio per i cittadini cresce. In questo caso la tollerabilità è scesa a picco».

PD: «NON È UNA DELIBERA DI PRIVATIZZAZIONI». Il Pd, attraverso il capogruppo in Consiglio comunale, Simone Farello ha cercato, senza riuscire, di riattivare un dialogo anche con la propria base, in parte furiosa per la situazione: «Non è una delibera per le privatizzazioni. È una delibera di indirizzo – ha proseguito Farello– che dà delle indicazioni ai manager delle società partecipate per salvarle dal fallimento e rilanciarle. La delibera non dice “tutto pubblico” o “tutto privato”, dice che bisogna affrontare i problemi caso per caso salvaguardando l’equilibrio di bilancio. L’esplosione di disagio dei lavoratori che si è manifestato non è legato alla delibera, è legato a ragioni più profonde».

ARRIVA GRILLO. Come preannunciato già stamattina, Beppe Grillo si è unito ai manifestanti che da quattro giorni paralizzano Genova: la maggiorparte dei 2300 dipendenti dell’Azienda mobilità e trasport (Amt) e quelli di altre partecipate, compresa quella dei rifiuti Amiu, continuano la protesta contro l’idea di privatizzare i servizi del sindaco Marco Doria. Grillo è arrivato intorno alle 13, e si è rivolto subito ai manifestanti in corteo: «La vostra lotta è un segnale importante. È una battaglia epocale che deve partire da qui per estendersi a tutta Italia. Sarà una lotta all’ultimo sangue: ci giochiamo tutto da Genova. Le autostrade, il gas, trasporti, l’acqua, sono un bene pubblico e nessuno deve arrogarsi il diritto di venderli ai privati. Invece sono questioni che decidono persone che nel loro programma non hanno mai detto di volere privatizzare».

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