Google+

Frigerio: «Agenzie di rating danno le pagelle, l’Italia prende 6/7»

settembre 21, 2011 Roberto Regina

Alessandro Frigerio, analista finanziario di RMJ Sgr, spiega a Radio Tempi il declassamento dell’Italia da parte delle agenzie di rating. Il nostro paese si è beccato un A- in pagella, che corrisponde a 6/7, e adesso sarà molto dura recuperare

L’agenzia internazionale di rating Standard & Poor’s ha annunciato il declassamento del debito pubblico italiano. «Il rating è una pagella, un giudizio, come se un insegnante desse un voto a uno Stato. I voti, che solitamente vanno da 0 a 10, in questo caso vanno dalla tripla A, che è il massimo, alla D di default, che come tutti sanno è la situazione del fallimento». Spiega così Alessandro Frigerio, analista finanziario di RMJ Sgr e collaboratore di Tempi, il significato di rating a Radio Tempi, durante la trasmissione Gli spari sopra.

Parlando poi dei criteri con cui è stipulata la pagella Frigerio ha sottolineato come molti Stati, tra cui gli Usa, criticano le agenzie di rating. Va infatti tenuto presente che «mentre il debito su pil e il decifit su pil sono criteri oggettivi, l’andare a stimare come crescerà e se crescerà una nazione negli anni a venire non è invece cosa semplice e spesso è soggettivo, si entra in una zona d’ombra e può capitare a volte di prendere un abbaglio». Come è capitato agli Stati Uniti, «quando uno dei tecnici dell’agenzia di rating aveva sbagliato la stima del debito americano superiore di qualche migliaia di miliardi rispetto alla realtà e quindi aveva preso un abbaglio clamoroso, che era risaltato ovviamente all’attenzione della cronaca». Per quanto riguarda i mercati finanziari, invece, « il downgrade italiano era già previsto, anche se non si pensava lo facesse S&p».

Alessandro Frigerio annota che purtroppo «è anche possibile che tra qualche mese questa pagella possa peggiorare per l’Italia e scendere ulteriormente ad “A-” da “A”, perché si valuta la debolezza politica e mancata crescita italiana, cose difficili da valutare. Il problema è che queste pagelle sono molto difficili da recuperare». Commentando le parole di Emma Marcegaglia, che sostiene che serva discontinuità all’economia italiana e al Paese, Frigerio osserva che «la discontinuità c’è stata ma sui mercati finanziari. L’Italia non è cambiata granché da giugno, quando però tutto è cambiato per i problemi capitati a Tremonti, con gli investitori esteri che hanno ravvisato una debolezza nella credibilità del ministro dell’Economia e hanno iniziato a investire di meno». Frigerio taglia però corto rispetto a ogni pessimismo perché «se è vero che la debolezza politica italiana esiste, la compagine politica debole è un dato di fatto che riguarda non solo l’Italia ma anche le principali nazioni che in questo momento sono in difficoltà come America, Spagna e Germania. L’Italia è un paese troppo importante per andare in default e nello stesso tempo troppo delicato per riequilibrarsi agevolmente».

Di positivo c’è che «l’Italia non può andare in default, al massimo passare ad “A-“. Attualmente l’Italia è come se fosse su un voto simile al 6/7, è troppo importante per i mercati mondiali per andare in default e probabilmente nello stesso tempo troppo grande per essere salvata, per questo servono risoluzioni forti». Sicuramente «dobbiamo scordarci di recuperare l’A+,  perchè questi giudizi sono come incisioni sulla pietra e ci vogliono anni per recuperarli. Se nei prossimi mesi si andasse alle elezioni con una classe politica che piacesse ai tecnici della S&P, oppure, come dice Profumo, venisse fatta una patrimoniale o privatizzazioni che permettano di recuperare 400 miliardi di euro, per far scendere vertiginosamente il debito, allora la situazione potrebbe cambiare ma sarebbe una situazione utopistica, meglio pensare di recuperare quei 300 e 400 miliardi di euro nel giro di un annetto utilizzando misure straordinarie e non ordinarie, come dicevo».

Ascolta il file audio

[podcast pid=12/]

Ricevi le nostre notizie via email:

Leggi gli articoli sull'app:

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter per ricevere tutte le nostre notizie!

La rassegna stampa di Tempi
MailUp - Osservatorio statistico 2017 - banner download
Il Paradiso andata e ritorno - Di Giovanni Fighera

Tempi Motori – a cura di Red Live

La Renault Scenic porta al debutto la nuova motorizzazione 1.3 Tce in configurazione da 140 e 160 cv. Un quattro cilindri Tutbo benzina molto evoluto che vuole fare le scarpe al Diesel

L'articolo Prova Renault Scenic 1.3 TCe 140 e 160 cv proviene da RED Live.

Assieme ad ABS ed ESP, il sistema di controllo elettronico della trazione è un cardine dei sistemi di sicurezza montati sulla vostra auto. Nel caso non lo sappiate, è un dispositivo elettronico in grado di rendervi le cose più semplici quando la strada è scivolosa. Scopriamolo assieme

L'articolo ASR, cos’è e come funziona il controllo di trazione delle auto proviene da RED Live.

400 cv, 855 kg e 2G di accelerazione laterale. La prima Dallara omologata per circolare su strada vanta prestazioni da capogiro. Disponibile in configurazione barchetta, targa o coupé scatta da 0 a 100 km/h in 3,25 secondi. E noi ci abbiamo fatto un giro

L'articolo Dallara Stradale, siamo saliti sulla barchetta dei record proviene da RED Live.

Nata anche da un'imbeccata di Stefano Accorsi, questa 308 al Nandrolone trasferisce su strada il meglio della versione Cup

L'articolo Peugeot 308 by Arduini Corse, one off su base GTi proviene da RED Live.

In 100.000 hanno raggiunto Praga da tutto il mondo per celebrare i 115 anni di un marchio più arzillo che mai. Una buona occasione per parlare del futuro di Harley-Davidson (che sarà anche elettrico) ma non solo

L'articolo Harley-Davidson, 115 di questi anni proviene da RED Live.