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Francia. Se vince Le Pen è «la fine dell’Unione Europea»

aprile 20, 2017 Francesca Parodi

Il problema della sinistra, concordano i giornalisti Giannino e Polito, è che i loro candidati non riuscirebbero a raccogliere i voti antilepenisti nel secondo turno delle presidenziali

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Gli occhi di tutto il mondo sono puntati sulle prossime elezioni in Francia in cui si dovrà eleggere il nuovo presidente della repubblica. I candidati (tra i più papabili, Marine Le Pen, leader di estrema destra del Front national, data per favorita, il liberista Emmanuel Macron del partito En Marche!, Benoît Hamon del Partito socialista, François Fillon dei Repubblicani e Jean-Luc Mélenchon, leader della sinistra radicale) si sfideranno nel primo turno delle presidenziali il 23 aprile, mentre, in caso di ballottaggio, il secondo turno si terrà il 7 maggio. Per il giornalista Oscar Giannino, «queste elezioni hanno un’importanza fondamentale sul destino dell’Europa e ci porteranno a interrogarci su quale sia il fondamento dell’Unione».

VINCERÀ MARINE? Giannino è infatti convinto che ad aggiudicarsi la vittoria sarà Le Pen. «Innanzitutto, non bisogna fare troppo affidamento sui sondaggi, che presentano spesso debolezze tecniche e possono risultare fuorvianti. Per esempio, credo che i sondaggi tendano a sottostimare l’importanza del totale dei voti rispetto alla loro percentuale. Cioè, in pratica, il problema sarà la quantità di astensionismo al secondo turno». Bisogna poi considerare la sorprendente crescita di consenso verso Mélenchon che «potrà forse portare al ritiro del candidato socialista Hamon. Alla fine, potrebbero arrivare al secondo turno proprio Mélenchon e Le Pen. Nel caso, credo vincerebbe lei». Se invece ci fosse un secondo turno tra Le Pen e Macron, «credo che quest’ultimo faticherebbe a raccogliere sia i voti dei sostenitori comunisti di Mélenchon sia i voti di Fillon, sostenuto prevalentemente da tradizionalisti e cattolici: questi rappresentano un elettorato troppo lontano dalle posizioni di Macron, un candidato delle élite, globalista ed europeista. La partita quindi è più aperta di quanto non fosse fino a qualche settimana fa».

REFERENDUM SULL’EURO. La vittoria di Le Pen (non facile ma possibile, sostiene Giannino) avrebbe pesanti conseguenze perché sarebbe «una scossa radicale che farebbe venir meno l’asse franco-tedesco europeo». Il ragionamento è questo: «Pur ipotizzando che vinca Le Pen, è altamente improbabile che alle successive elezioni legislative si formi un governo di maggioranza di estrema destra, mentre è più facile che si verifichi una prospettiva di coabitazione. Tuttavia, se il Front national riuscisse a far eleggere 227 suoi deputati (anziché i due attuali), il futuro presidente Le Pen, indipendentemente dal nuovo governo, potrebbe indire un referendum sull’euro, e penso che lo farebbe. Allora nessuno è in grado di predire che cosa succederà, ma sicuramente quella sarebbe una ferita profonda al nocciolo duro, storico, dell’Europa ed entreremmo in un capitolo del tutto nuovo della storia dell’Unione».

PREVISIONI DIFFICILI. Anche Antonio Polito, firma del Corriere della Sera, concorda sulle difficoltà di sconfiggere Le Pen in sede di una seconda votazione: «I candidati che andranno a sfidare Le Pen al ballottaggio dovranno essere in grado di fare il pieno di voti antilepenisti. Questi potranno essere: Macron, che al momento sembra essere il favorito, e che è uno strano animale politico, un esponente di centrosinistra sostenuto da molti socialisti, o Fillon, candidato della destra gollista, indebolito da uno scandalo personale. È difficile comunque fare previsioni perché nell’elettorato di sinistra ci sono pulsioni e tensioni molto simili a quelli dei sovranisti lepenisti, dunque non è affatto certo che i voti antilepenisti del primo turno poi convergano».

FRANCIA E RUSSIA. Come Giannino, Polito è convinto che la vittoria di Le Pen sancirebbe «la fine dell’Unione Europea, un progetto che certamente si presenta zoppicante e bisognoso di correzioni, ma che al tempo stesso è stata per noi l’unica via possibile dalla fine della guerra ad oggi». Soprattutto, Polito ricorda che il presidente russo è stato più volte indicato come possibile finanziatore, e non solo sostenitore, del Front national, dunque l’ascesa di Le Pen all’Eliseo «porterebbe la Francia nell’orbita della Russia. La conseguente presenza di una mano russa in Europa costituirebbe a mio parere un’inversione di tendenza nella storia europea e credo che avrebbe un impatto molto negativo».

Foto Ansa

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