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Francia. Ospedale riassume il medico che ha ucciso sette pazienti «in modo compassionevole»

maggio 6, 2015 Leone Grotti

Nicolas Bonnemaison ha ammesso gli omicidi «per accorciare l’agonia» dei pazienti ed è stato radiato dall’Ordine. In ospedale avrà solo incarichi amministrativi

Nicolas Bonnemaison (a destra nella foto) è tornato a lavorare nell’ospedale di Bayonne, dove il medico d’urgenza tra il 2010 e il 2011 ha ammesso di avere ucciso con l’eutanasia sette persone in stato comatoso. Il suo caso, che ha scosso la Francia dividendola tra favorevoli e contrari alla “buona morte”, è già stato giudicato in primo grado.

«IMPIEGO PART-TIME». Lunedì con uno scarno comunicato, il Centro ospedaliero de la Côte Basque ha fatto sapere: «A iniziare da oggi, Nicolas Bonnemaison occupa il posto di direttore degli studi nel settore amministrativo. Si tratta di un impiego part-time a tempo determinato». Né l’ospedale, né i legali di Bonnemaison hanno voluto commentare questa assunzione, che presenta diversi aspetti controversi.

RADIATO DALL’ORDINE DEI MEDICI. Il primo luglio 2014, Bonnemaison è stato formalmente radiato dall’Ordine dei medici della Francia per avere avvelenato sette persone. Il medico ha fatto ricorso, ma il Consiglio di Stato ha confermato la radiazione il 30 dicembre perché è stata accertata la violazione dell’articolo 38 del Codice di sanità pubblica, che vieta ai medici di «provocare deliberatamente la morte» di una persona.

ASSOLUZIONE. Parallelamente si è svolto il processo di primo grado, che nel giugno del 2014 ha assolto il dottore perché «ha agito in modo compassionevole». In aula Bonnemaison aveva dichiarato: «L’eutanasia non è la mia battaglia. Il mio ruolo non è di precipitare un decesso né di liberare dei letti. Io voglio alleviare le sofferenze dei pazienti. Fare in modo che non soffrano più». La moglie aveva aggiunto: «Nicolas non è un assassino, né un avvelenatore, ma un buon dottore. Non ha mai posto fine a una vita. Ha accorciato delle agonie». Il legale aveva arringato così la giuria:«O è bianco o è nero. O è un medico o un criminale. Non ci sono mezze misure».

SENZA CONSULTARE NESSUNO. Non tutti i partigiani dell’eutanasia hanno però sostenuto Bonnemaison. In tanti, pur approvando il suo gesto, l’hanno criticato per non aver consultato né i pazienti, che in coma non potevano esprimere la loro opinione, né un’équipe di medici, né le famiglie delle vittime. Nonostante questo, solo i familiari di due persone sulle sette uccise si sono costituite parte civile nel processo. Anche l’accusa non aveva calcato troppo la mano, chiedendo appena cinque anni di carcere con la condizionale.

«POTREBBE CONVENIRE A TUTTI». Ora Bonnemaison è stato riassunto dallo stesso ospedale dove sono avvenuti gli omicidi, anche se non avrà alcun ruolo medico, essendo stato radiato. La decisione non era del tutto inaspettata, visto che il direttore del centro di Bayonne, Michel Glanes, aveva dichiarato a febbraio: «Stiamo pensando di trovargli un posto che potrebbe convenire a tutti. Evidentemente, non come medico». Dietro l’assunzione potrebbero esserci delle pressioni politiche. In Francia l’eutanasia è illegale, ma il 17 marzo è stata approvata in prima lettura dal Parlamento una “buona morte” mascherata, sotto il nome di «sedazione terminale».

Foto Ansa


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1 Commenti

  1. Antonio scrive:

    A questo punto bisogna proporre la riabilitazione di Adolf Eichmann, secondo i giudici francesi sarebbe un benefattore dell’umanità perchè “compassionevole” usava il gas invece del fucile.

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