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Francia, lettera aperta della Manif pour tous a Hollande: «Basta progetti sociali aberranti, lasci in pace le famiglie»

aprile 2, 2014 Redazione

All’indomani della disfatta elettorale di Hollande, Ludovine de la Rochère, presidente della Manif pour tous, ha pubblicato una lettera aperta indirizzata al presidente

All’indomani della disfatta elettorale di Francois Hollande e della nomina di Manuel Valls a nuovo primo ministro, Ludovine de la Rochère, presidente della Manif pour tous (qui la sua intervista a Tempi), ha pubblicato su atlantico.fr una lettera aperta indirizzata al presidente della Repubblica per chiedergli di riflettere sulla lezione che i cittadini gli hanno impartito alle elezioni e di «lasciare in pace le famiglie».

«PAESE IN CRISI». «Signor presidente della Repubblica – comincia la lettera – il nostro paese attraversa una crisi profonda, una crisi economica con una disoccupazione record e una crisi politica, con una grande disaffezione dei nostri concittadini», come «l’astensione di massa degli elettori» alle municipali ha dimostrato.
Anche «la società» è in crisi e «per dare a Cesare quel che è di Cesare», la Manif ricorda a Hollande che «per la prima volta dalla fondazione della Repubblica nel 1792, un tema che riguarda la società ha dato motivo più volte a un milione di francesi di scendere in strada» a protestare.

MATRIMONIO GAY E GENDER. Il riferimento non è solo all’approvazione del presunto «matrimonio per tutti», che «priva deliberatamente un bambino di un padre o una madre», ma anche alla valorizzazione «delle rivendicazioni della lobby Lgbt, che è ultraminoritaria e non rappresenta l’insieme delle persone omosessuali in Francia».
La Manif critica i «progetti sociali» di Hollande, «elaborati da apprendisti stregoni, che creano divisioni artificiali tra “etero” e “omo”, sconnessi dalla realtà». La lettera aperta si oppone anche alla riduzione «degli assegni familiari», «che terrorizza le famiglie», all’introduzione del programma «ABCD dell’uguaglianza», che vuole «far entrare nella testa ai bambini l’identità di genere».

«LASCI IN PACE LE FAMIGLIE». Per questo de la Rochèere chiede a Hollande di «rinunciare alle riforme sociali che, come attestano i risultati delle elezioni municipali, hanno l’avallo solo di una piccola minoranza di francesi»: «Signor presidente, noi restiamo vigili davanti alle imminenti nomine [del nuovo governo], in particolare quelle che riguardano la famiglia e l’educazione. Ogni nomina di un partigiano della liberalizzazione della fecondazione assistita e dell’utero in affitto, sarà visto dalle famiglie come una provocazione. Se le famiglie non verranno ascoltate (…), allora scenderemo di nuovo in piazza per fermare questi progetti sociali aberranti».
Questo «non è un ultimatum, ma un appello fatto con il cuore. Lasci in pace le famiglie. Ci lasci in pace».

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9 Commenti

  1. beppe scrive:

    è grave dover scrivere che ”le famiglie hanno paura”. se lo stato diventa uno spauracchio, un tiranno, che ci sta a fare. purtroppo il potere è un luogo ristretto e può decidere e colpire chi vuole. il popolo è più lento nel reagire e ha più difficoltà nel coordinarsi. c’è solo il passaparola. ma poi bisogna avere un coordinamento per passare ai fatti. ma non perdiamo la fiducia. la risposta delle famiglie francesi è incoraggiante per tutti. allez enfants!

    • augusto scrive:

      Bravo Beppe, concordo !

    • filomena scrive:

      Lasciate in pace le famiglie: ma chi vi calcola! Ma di cosa vi preoccupate? Forse del fatto che chi si sposa ha paura di perdere l’esclusività dei privilegi rispetto alle coppie non sposate che invece non godono dei benefici vostri? La realtà è che più che regolamentare le famiglie di fatto bisognerebbe modernizzare il matrimonio e renderlo simile a quello degli altri paesi. Per esempio la Russia di Putin che voi tanto decantate per come trattano i gay, sapete che invece è possibile ottenere per gli etero sposati il divorzio immediatamente senza passare per la separazione? Di questo….neanche una parola eh!

      • Emanuele scrive:

        Filomena,
        anzitutto un commento come il suo slegato dal contesto lascia il tempo che trova. A volte leggendola penso che lei scriva la prima velenosità che le passa per la testa.
        In secondo luogo e tanto per chiarire: in Francia non solo si sono fatti i matrimoni gay ma si sta anche attivamente portando avanti una strategia educativa per inculcare l’ideologia del gender nelle scuole, spodestando le famiglie dal loro ruolo educativo in campo familiare e sessuale.
        Questo secondo lei non tocca le famiglie?
        Per cortesia la pianti di fare commenti sragionati.

      • EquesFidus scrive:

        Ci preoccupiamo delle masse di anticristi ed anticristiani che si dimenano oscenamente in ogni dove. Ci preoccupiamo delle varie bestemmie istituzionalizzate, irragionevoli ed anti-umane, quale divorzio, aborto e FIV; ci mancherebbe anche l’eutanasia ed i “matrimonio” gay. Altro che Russia e diritti! Il divorzio andrebbe messo fuori legge, come pure tutte le altre leggi aberranti che ho elencato. E la famiglia ed il matrimonio si fondano sull’uomo e sulla donna, non su coppie intrinsecamente sterili; anche le convivenze, tra l’altro, non devono avere diritti e doveri oltre a quelli fondamentali, perché intrinsicamente più fragili ed inadatte a mantenere e crescere dei fanciulli rispetto a quelle fondate sul matrimonio. Inoltre, così è troppo comodo, avere i diritti matrimoniali ma non i doveri e le varie tassazioni; se uno vuole essere considerato come sposato (ed è eterosessuale, ovviamente, altrimenti si tenga le sue voglie in privato e non pretenda di vederle riconosciute nel pubblico) si sposi e se ne assuma diritti e doveri.

  2. Laura72 scrive:

    Filomena, la sua acredine e il suo livore sono imbarazzanti…
    Le famiglie etero regolarmente sposate e con figli godono dei seguenti privilegi:
    – lo Stato le tartassa di tasse, noncurante del fatto che ci sono minori a carico da crescere, nutrire, istruire:
    – le vacanze estive sono mera utopia, perché quando hai dato il 200% di ciò che guadagni all’erario non hai neanche più due spiccioli per comprarti una cartolina per sognare i luoghi della villeggiatura;
    – i fine settimana sono una corsa contro il tempo per adempiere a tutti quei doveri (lavare e stirare, pulire casa, fare spesa, cucinare, aiutare i figli nei compiti ecc. ecc.) tralasciati durante la settimana lavorativa; senza contare che ci sono famiglie dove o uno dei coniugi, o entrambe, lavorano anche sabato e domenica;
    – ergo: ne consegue che andare al ristorante, o al cinema, o in altri luoghi di svago diventa proibitivo sia per i costi sia per il tempo che materialmente manca:
    Potrei fare una lista molto più lunga di privilegi che toccano solo a noi bigotti, ma qui mi fermo. Per dirle invece che ho sotto gli occhi, ogni giorno, l’esempio di due omosessuali conviventi che sperperano denaro a destra e a manca, comprano prodotti cosmetici costosissimi che consumano solo in parte per poi cestinarli, frequentano le palestre e i centri benessere più chic della zona, fanno cinque o sei vacanze all’estero ogni anno (Mykonos e dintorni, per capirci…), si tolgono ogni capriccio che passi loro per la mente (si immagini dei bambini che venissero adottati da loro, per piacere se li immagini).
    Oltretutto ci sono degli ambienti lavorativi (moda e spettacolo in primis) che sembrano essere solo di loro esclusiva proprietà, oramai nelle trasmissioni televisive (anche pomeridiane, quelle che vanno in onda all’ora della merenda dei bambini!!!) si parla sempre con più (subdola) insistenza di loro e dei nuovi modelli di famiglia che la la lobby LGBT con la compiacenza di certa politica vorrebbe imporre e far passare come la normalità! No, Filomena, noi non ci stiamo e le dico anche un’altra cosa: lei parla di modernizzare il matrimonio, ma si rende conto che il matrimonio cristiano è un sacramento e come tale è slegato dalle logiche mondane, mica è come la moda, sa???

    • Bifocale scrive:

      Laura72, con tutto il rispetto, ha scritto un post che è un vero e proprio festival superficiale e scontato dello stereotipo sui gay, quello che sa su di loro sembra averlo appreso vedendo “Il Vizietto”, e lì si è fermata.

      Per quanto riguarda i nuovi modelli di famiglia (che le piaccia o meno già esistono, sono già parte del tessuto sociale pertanto andrebbero perlomeno regolamentate) la invito semplicemente a guardare delle immagini al link qui sotto (sperando che il moderatore non censuri), magari scoprirà dei piccoli scorci di banale umanità che sembra evidentemente incapace anche solo di ipotizzare quando pensa alle coppie dello stesso sesso, che per lei esistono solo in un irreale, macchiettistico e distorto mondo che non esiste. (trailer del documentario “Right 2 Love”: http://vimeo.com/29720188 )

      • Laura72 scrive:

        No no, caro signor Bifocale, quello che io so sui gay non l’ho appreso vedendo alcunchè ma solo frequentandoli (per lavoro), ascoltando i loro argomenti, abitando sullo stesso pianerottolo e osservandoli mentre depravavano con la loro arroganza le vie della mia città con il loro squallido carnevale (cfr. gay-pride di Bologna 2012 e 2013). Che esistano già nuovi modelli di famiglia è fuor di dubbio, ma ciò non significa che essi siano “modelli positivi di famiglia”, specie quando hanno l’impudente pretesa di riempire la loro enorme solitudine esistenziale con l’adozione di bambini, facendo a questi piccoli – che lo vogliate o no – dei danni indelebili a livello psicologico (qui le parlo da persona che lavora con l’infanzia!). State attenti, state molto attenti! Grazie.

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