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Francia. «Basta tonache cattoliche nel nostro villaggio»: gli “Indignati” vogliono impedire a dieci monaci di votare

febbraio 18, 2014 Leone Grotti

Nel paesino di Fontgombault, su 258 elettori attivi 70 sono monaci della millenaria abbazia di Notre Dame. Una lista di “Indignati”, in vista del voto amministrativo di marzo, ne ha portati dieci in tribunale

Fontgombault-monaci-franciaQuei monaci non devono votare. È la battaglia che sta combattendo la lista degli “Indignati di Fontgombault”, piccolissimo comune francese di 282 abitanti situato nella regione del Centro. Il paesino è noto per l’abbazia di Notre Dame, fondata quasi mille anni fa nel 1091, gioiello dell’arte romana e abitata da 70 monaci. Alcuni di questi, però, secondo gli Indignati non possono votare alle elezioni amministrative che si terranno in Francia il 23 e 30 marzo.

RADIATI DALLE LISTE ELETTORALI. I monaci hanno da sempre un certo peso dal punto di vista politico essendoci nel paese appena 258 elettori attivi e per André Antigny, a capo della lista degli Indignati, quest’anno la musica deve cambiare. Per questo il candidato sindaco, che sei anni fa aveva provato invano a farsi eleggere, è andato in tribunale ottenendo dalla Corte di Châteauroux la radiazione di dieci monaci dalla lista degli elettori attivi di Fontgombault.
I giudici, che hanno accolto le accuse degli Indignati, hanno sentenziato che i dieci monaci in questione non vivono più nell’antica abbazia ma in quella di Saint-Paul de Wisques. L’avvocato dei monaci trascinati in tribunale, però, ha protestato affermando che i religiosi si trovano sì nell’abbazia di Pas-de-Calais ma solo «temporaneamente».

Notre-Dame-Fontgombault-francia«BASTA TONACHE CATTOLICHE». La lista degli Indignati è stata creata dopo che il Consiglio municipale del paese, il 24 ottobre, ha inviato una lettera a tutti i residenti per spiegare che «il sindaco Jacques Tissier e i suoi aggiunti insieme a tutti i consiglieri si dimetteranno nel caso in cui vengano costretti a procedere alla celebrazione di un matrimonio tra due persone dello stesso sesso. Esiste infatti una legge naturale superiore alle leggi umane».
Secondo André Antigny i due monaci che siedono nel Consiglio municipale impediscono l’avvento della «laicità nel nostro villaggio». Per l’avvocato dei monaci, che sta pensando di ricorrere in Cassazione, «l’unico obiettivo degli Indignati è di eliminare elettori del campo avversario». Secca la risposta: «Ne abbiamo abbastanza delle tonache cattoliche».

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12 Commenti

  1. Daniele Ridolfi scrive:

    Sembra di essere purtroppo tornati al periodo in cui in Francia si bruciavano le Chiese e si incarceravano o decapitavano i preti in nome della “dea ragione”.
    Spero che Hollande se ne vada via presto dal Governo e che le sue ideologie finiscano.

  2. malta scrive:

    è a obamino che bisogna guardare, non hollande che è un pollo al guinzaglio

  3. el queretaro scrive:

    l’unica cosa positiva è che certe persone hanno mostrato il loro vero volto. come forse mai mi era capitato. alla fine, sembrerà paradossale, le leggi o provvedimenti anti omofobia e anti obiettori all’aborto sono poca cosa. lì almeno se stai zitto nulla succede, in questo caso per chi sei per come pensi già ti impediscono di esercitare uno dei tuoi diritti ossia quello al voto.

    • Daniele Ridolfi scrive:

      I comunisti nostrani negli anni del Dopoguerra avevano tra i loro piani quello di togliere a preti, suore, frati, monaci e monache (e forse anche ai fedeli laici) il diritto di voto, visto che “i preti votano Democrazia Cristiana”.
      Poco gli importava ai comunisti del fatto che i membri del clero erano cittadini italiani.
      I comunisti erano, piuttosto, coerenti con lo stalinismo sovietico, nel quale i preti (cattolici ed ortodossi) venivano privati non solo del voto, ma pure della libertà e, spesso, anche della vita.

  4. beppe scrive:

    per gli stupidi è necessario che questi soggetti politici ideologici escano allo scoperto. alcuni li conoscono dalle loro idee e per questo cercano di impedire che giungano al potere. l’esempio di milano è lampante. gli stupidi hanno votato pisapia. p.s. che fine ha fatto don COLMENGA?

  5. Emanuele scrive:

    Sempre più fiero del mio paese. Da noi queste cose non sono concepibili. Privare una persona del diritto di voto? Ma stiamo scherzando?

  6. giovanni scrive:

    Anche in italia, per quel che riguarda il voto non è che siamo messi benissimo. Quando e se dobbiamo votare lo decide re giorgio.

  7. michele scrive:

    Ci sono segnali preoccupanti anche in italia, dove le pressioni lgbt sono fortissime. Certo che se i buoni non vanno a votare, come in sardegna… tuttavia tutti hanno ormai l’impressione che il voto sia quasi inutile, vista la completa discrezionalità di Napolitano.

    • Antonio scrive:

      non sono solo le pressioni lgbt. C’è in giro un anticristianesimo, un anticlericalismo vomitevole e selvaggio, volgare e ingiurioso, inaccettabile per un Paese civile, che tira continuamente spallate alla Chiesa con la complicità silenziosa di chi (media, politica, mondo intellettualoide…) si indigna per ogni discriminazione ma tace compiaciuta se si attacca la religione. Basti sfogliare internet e i solcial network,giusto come esempio non esauriente, per farsene un’idea. Quì in Italia c’è chi urla all’ingerenza/violenza anche se si impartisce una benedizione in una scuola.

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