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Formigoni: «Italia popolare nel solco del Ppe. Un Pdl diverso non ci interessa»

dicembre 14, 2012 Redazione

Parlando della prossima manifestazione di Roma il presidente lombardo ha spiegato di volere «un partito nel solco della tradizione popolare europea, senza estremismi né cadute demagogiche»

Domenica prossima a Roma «puntualizzaremo la nostra idea di Pdl: un partito moderato e riformista, un partito nel solco della tradizione popolare europea, senza estremismi né cadute demagogiche. Questo è il Pdl per il quale lavoriamo. Un Pdl di tipo diverso non ci interessa». lo ha detto il governatore lombardo Roberto Formigoni, parlando della manifestazione Italia popolare, iniziativa promossa con Maurizio Lupi, Gaetano Quagliariello, Gianni Alemanno, Maurizio Sacconi e altri.

Rispondendo a una domanda sul ruolo di Berlusconi in questo momento, Formigoni ha replicato: «A sua volta deciderà quello che fare, ma il Popolo della libertà ha questa identità e questa caratteristica e la grande maggioranza degli elettori e dei responsabili del Pdl la pensa in questo modo. In questo momento – ha concluso – la nostra battaglia è quella di far vincere questa concezione del Pdl nel solco del Partito popolare europeo».

Formigoni ha poi ribadito il suo appoggio ad Albertini, spiegando di essere contrario a «a qualunque deriva di tipo plebiscitario, demagogico, populista». La nostra «è una proposta che sta avendo un grande consenso qui in Lombardia. E la candidatura di Albertini è ispirata a questi valori. Quanto sta accadendo in questi giorni conferma che la presidenza di Regione Lombardia non poteva essere offerta a un partito come la Lega che governa già in Piemonte e in Veneto. La Lega valuterà autonomamente se proseguire nell’alleanza con noi o prefigurare altre ipotesi».

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6 Commenti

  1. luigi lupo says:

    Al posto di andare a Roma, assieme all’incoerente Lupi, a “puntualizzare” sul pdl, stai a Milano e fai quello per cui sei pagato e cioè risolvere i problemi dei lombardi. Anche ieri, per il quarto giorno, centinaia di migliaia di persone hanno perso ore e ore a causa di Trenord. Lui, il celeste imperatore, è stato solo capace di far sapere che chiederà i danni a Trenord. Qualche persona di buona volontà dovrebbe spiegargli che in Trenord è presente, come socio, anche Regione Lombardia, quindi il celeste chiederà i danni a se stesso.
    Poche idee ma confuse.

    • Su Connottu says:

      Che sciocchezza.
      In qualunque società di capitali il socio di minoranza (in questo caso il 25%) può esercitare il diritto di richiesta di risarcimento del danno verso le altre parti societarie.
      In questo caso poi, la Regione ha non solo il diritto ma il dovere di costituirsi tra le parti: un eventuale riconoscimento del danno sarebbe comunque quattro volte maggiore (e quattro volte vantaggioso per la collettività lombarda) rispetto al costo, che la Regione sarebbe chiamata a coprire in quanto socio di minoranza in Trenord.

      • luigi lupo says:

        Anche un condomino può chiedere i danni al condominio ma se il condomino ha partecipato alla scelta di cui si lamenta qualche cosa che non quadra c’è. Lei è così sicuro che il celeste o l’ex assessore Cattaneo, quello che si lamentava di essere pagato poco, non abbiano niente a che fare con il caos?
        Io non ne sono così sicuro e formigoni provi ad andare su qualche treno. Guarda caso la rivista Tempi, così prolifica di dati e grafici sulla sanità lombarda come mai non parla dei disagi dei pendolari? Evidentemente i pendolari sono tutti dei pericolosi comunisti mangiabambini e non meritano la minima attenzione meglio parlare del pdl e delle crisi di identità di gente come formigoni e lupi, minuscole volute. E cosa dire delle indagini sui rimborsi dei consiglieri di maggioranza della regione Lombardia anche su questo tutto tace evidentemente si attendono le veline in perfetto stile sovietico/fascita.

  2. Roberto says:

    Mi sta bene che si incominci a ragionare. La vocazione del pdl doveva essere, come dice, moderato, riformista e nella tradizione del partito popolare europeo. Cosa che non è stato.
    Formigoni ha citato alcune persone, tutte degne, mi meraviglio che non abbia citato Mario Mauro, che è stato colui che maggiormente ha preso le distanze dal cav. e dalla sua concezione della politica.
    Perché non lo ha citato?
    Perché poi non ha commentato quello che è successo a livello europeo nel PPE con una diretta o indiretta investitura di Monti?
    Se non c’è una netta presa di distanza dalla politica fin’ora fatta non si resta credibili.
    Ci sono due nomi su cui si può costruire un forte centro: Monti e Mario Mauro.

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