Google+

Finalmente la felicità, l’ultimo film di un Pieraccioni sul viale del tramonto

dicembre 22, 2011 Simone Fortunato

Leonardo Pieraccioni torna con la solita commedia garbata e lontana dalle gag urlate dei cinepanettoni. Ma Finalemente la felicità, nonostante l’ottimo spunto, tradisce le aspettative e non convince pubblico e critica. Per il comico toscano i bei tempi de Il ciclone sono ormai solo un vecchio ricordo

Se non ti stanchi di aspettare le cose arrivano. E’ con battuta seria, la migliore di un film in cui scarseggiano i momenti davvero divertenti che Leonardo Pieraccioni chiude il suo decimo film da interprete e regista. La formula è quella consolidata ma che da qualche stagione a questa parte dà segni di cedimento: un tenero, sognante protagonista, Benedetto (il cinquantenne Pieraccioni, sempre più uguale a se stesso), un sogno fatto di musica per bambini, il ricordo di una madre scomparsa in un modo surreale. L’incontro, fulminante e imprevisto, con una bella latina. E navigati caratteristi (qui il sempre bravo Rocco Papaleo) a dare pepe e ritmo alla storia.

E’ da almeno 15 anni, dai tempi de Il ciclone che Pieraccioni costituisce l’alternativa garbata e romanticheggiante alle urla dei cinepanettoni. Con il fido sceneggiatore Giovanni Veronesi ha puntato tutto sui vecchi arnesi del cinema d’intrattenimento, la commedia degli equivoci, una spruzzatina di sesso, il fascino di una lingua di grande tradizione comica come quella toscana, ambientazioni di sicuro impatto. Così, ecco Lucca e i personaggi di varia umanità della provincia toscana, Papaleo che fa l’autista di un pullman di turisti (curiosamente lo stesso mestiere di Ficarra e Picone in Anche se è amore non si vede); il viaggio in una Sardegna da cartolina e persino un parentesi pseudoreligiosa; la ragazza bellissima e innocente che dopo tanto vagare affettivo trova un porto sicuro nel simpatico Benedetto. Stessi ingredienti, quindi, dei film precedenti e stesse debolezze. Innanzitutto, la prevedibilità di una formula che non lascia scampo: le svolte sono ovvie e di conseguenza il ritmo scarseggia nonostante la presenza di spirito di Papaleo, il migliore del cast. Poi la mancanza di caratteristi di spessore, eccezion fatta per il grande attore lucano, che però sul finire del film trova sempre meno spazio, Maurizio Battista e Andrea Buscemi non valgono un’unghia dell’estro (spesso mal utilizzato) di Ceccherini, qui presente solo in un cameo.
 

A livello di sceneggiatura manca un equilibrio tra i toni romantici che spesso sconfinano nel kitsch o nel ridicolo involontario come nella sequenza della samba al cimitero e i toni più scanzonati e goliardici: fa piacere che Pieraccioni, a cinquant’anni suonati, imbastisca un film per dire che la felicità è a portata di mano e ha gli occhi e il bel faccino della sua figlioletta Martina, ma il discorso è detto e non svolto e i personaggi trattati in modo superficiale. Il tema, anche interessante, è eseguito senza talento. Ben distante dai suoi corregionali più talentuosi, Roberto Benigni e Francesco Nuti, che hanno rischiato sulla propria pelle film e operazioni diverse e curiosamente hanno fallito sullo stesso film (Pinocchio e OcchioPinocchio) ma hanno provato a svecchiare la commedia romantica, hanno provato a fare qualcosa di nuovo, Pieraccioni ha intercettato a inizio anni ’90 quel pubblico desideroso di commedie diverse e garbate, ha azzeccato un film e mezzo (I laureati e Il ciclone) e poi, dopo un tentativo velleitario e scombiccherato con Il mio West di Veronesi, si è accovacciato su posizioni attendiste. E, come il suo protagonista, ha aspettato, aspettato, aspettato di bissare un successo che, stando così le cose, difficilmente potrà arrivare.

Ricevi le nostre notizie via email:

Leggi gli articoli sull'app:

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter per ricevere tutte le nostre notizie!

La rassegna stampa di Tempi

Tempi Motori – a cura di Red Live

Nessuno fiati. Nessuno si muova. L’hanno fatto davvero! Hanno ridato vita alla storica sigla GSi. Un’icona per tutti i “figli degli Anni ‘80” cresciuti a pane e Opel sportive. Con buona pace della divisione OPC, la nuova versione high performance della Insignia Grand Sport – seconda generazione della berlina tedesca – tornerà a sfoggiare la […]

L'articolo Opel Insignia GSi: gradito ritorno proviene da RED Live.

Solida e ben fatta, la Seat Ateca 1.6 TDI Advance è il primo SUV della Casa spagnola. Si parte da meno di 24 mila euro chiavi in mano

L'articolo Prova Seat Ateca 1.6 TDI Advance proviene da RED Live.

La fortwo, l’utilitaria più corta sul mercato – è lunga solo 2,69 m – si aggiorna. La novità principale è rappresentata dalla disponibilità di serie, sin dall’allestimento entry level youngster, della frenata automatica d’emergenza e dei fendinebbia. Un upgrade in materia di sicurezza tutt’altro che marginale, esteso anche alla versione a quattro posti forfour. Tessuto […]

L'articolo smart fortwo e forfour 2018: danno di più proviene da RED Live.

Vi piace pedalare in collina? Se volete farlo in compagnia di migliaia di altri ciclisti, e con la possibilità di mettere alla prova il vostro spirito agonistico, l’occasione giusta è la 5° edizione della Granfondo Scott, in programma il 3 settembre 2017 con partenza e arrivo a Piacenza Expo. La manifestazione propone due percorsi, caratterizzati […]

L'articolo Granfondo Scott, al via il 3 settembre proviene da RED Live.

C’è qualcosa che non torna… Non dovevi cambiare radicalmente? Non dovevi votarti alla collocazione centrale del motore? Ah, manca ancora un anno? Questo, allora, significa che sei l’ultima versione della Corvette “tradizionale”. Il canto del cigno di una delle muscle car più apprezzate al mondo che, per festeggiare i 65 anni di carriera, debutta nella […]

L'articolo Chevrolet Corvette MY18: l’ultima volta proviene da RED Live.

MailUp - Osservatorio statistico 2017 - banner download
logo EA-Group
logo EA-Group
logo La nuova Bussola quotidiana