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Felicite, convertita dall’islam, spiraglio di luce nel buio del doppio nichilismo (occidentale-islamista)

luglio 22, 2016 Luigi Amicone

Dove sta lo spiraglio, la catena rotta, il punto dove la libertà contrasta e può fermare la catastrofe? Sta in Felicite, 25 anni, musulmana, che in un quartiere di Nizza al 70% abitato da musulmani, si è fatta cristiana

Se non fosse che nessuno può pretendere di avere soluzioni alle “criticità”, diciamo così, in cui ci troviamo a vivere (povertà, disoccupazione, migrazioni, terrorismo), verrebbe da dire dei migliori tra noi (i tanto insultati come “estremisti”, “teocon”, “populisti”), ciò che disse di sé G.K. Chesterton. Il quale fu insultatissimo dall’establishment della sua epoca, ma col tempo si è preso la sua bella rivincita e ancora oggi è riconosciuto come uno dei pochi intellettuali ad aver conservato, tra le due grandi guerre, una vitalità di pensiero foriera di moltitudini di conversioni al cristianesimo e, al tempo stesso, di grande laicità democratica. «Posso sbagliarmi in tutto – diceva il geniale aforisma chestertoniano – tranne nell’aver ragione». E così, dei vari Giuliano Ferrara, Antonio Socci, Camillo Langone, Vittorio Sgarbi e di tanti altri che lasciamo valutare e scegliere dall’intelligenza del lettore, oggi si potrebbe dire, ugualmente, che «possono avere torto in tutto, tranne nell’aver ragione».

Torto, ad esempio, quando si lasciano trasportare dal registro della critica alla vera o presunta fragilità dell’attuale papato. O quando insistono nel girare e rigirare il coltello delle idee e delle constatazioni nella piaga di una cristianità e laicità occidentale esangui, ammutolite, sostanzialmente succubi degli idoli del tempo, ripiegate nelle pratiche di religione-religiosa e di religione-laica, entrambe noiose, ridondanti, pleonastiche, prive di ogni incidenza esistenziale e, perciò, di ogni presa sociale.

Eppure queste stesse persone si direbbe che abbiano ragione (tant’è hanno il loro bel seguito di estimatori, oltre al sottoscritto, nonostante possano avere torto a riguardo di un Papa e di tutto il resto), perché con le loro parole testimoniano una energia, una intelligenza e, tanto più, una energia volitiva e una intelligenza sana dei fatti. Soprattutto, non sono persone rassegnate alla generale reticenza, mutismo, acquiescenza e perfino “collaborazionismo”, che caratterizzano le élite. Tanto quelle ecclesiastiche, quanto quelle politiche. Gli intellettuali così come i giornalisti. La cui cifra complessiva è data da quell’impasto di politicamente corretto, irenismo, stupidità bell’e buona, che marchiano il nostro particolarissimo frangente storico. Pieno di miti e personalità carismatici, sovvertitrici l’ordine e la razionalità. Ma vuoto di costruttori.

Insomma, nel nostro tempo, dagli stadi di calcio ai grandi concerti rock, dalla politica nelle istituzioni alla protesta in piazza, spicca il nichilismo. Il quale ha due facce: un niccianesimo che ha sospinto l’Occidente verso una vita flaccida e inconsistente, vittima della sua stessa illusione di benessere e di piacere effimero, completamente avulsi da ogni “ben dell’intelletto”, senso di realtà condiviso e privo di ogni moralità intesa come tensione alla verità della vita umana. In sintesi, l’“al di là del bene e del male” auspicato da un negativo abbracciato testardamente fino alla demenza (adesso si capisce perché il filosofo che morì completamente folle abbracciato a un cavallo abbia detto di sé “sono nato postumo”), è oggi arrivato fino alle estreme conseguenze, dimostrandosi infine incapace di motivare un qualsiasi senso di appartenenza, responsabilità e dovere nei confronti della comunità.

Dall’altra parte, a rinforzo di quest’onda che l’Occidente cavalca da decenni ma che oggi ha raggiunto la sua diffusione planetaria grazie ai social media, principale arteria attraverso cui il virus nicciano si è irradiato e si è diffuso da Occidente a Oriente, dal Nord al Sud del mondo, ecco esplodere una radicale e definitiva ideologia di morte. La quale nomina Dio per perseguire il fine diabolico (è infatti il Nemico di Dio, dice la Bibbia, che ha introdotto nel creato lo “spirito di morte”) della pura e semplice distruzione del mondo, in nome dell’altro mondo.

Non credo sia difficile intuire che davanti a questo impasse doppiamente mortifero c’è poco da illudersi: la salvezza non verrà né dalla chiusura delle frontiere, né dall’ecumenismo globalista; né dalla democrazia, né dall’autoritarismo. È evidente che i buoi sono scappati già da un pezzo ed è altrettanto chiaro che tutte le risposte benintenzionate (a cominciare dalla famosa civiltà del diritto e dei diritti, dei tribunali e dell’ordine giuridico democratico) sono destinate ad essere travolte dalla coppia diabolica che solo apparentemente si fronteggia, mentre in realtà coopera attivamente (e in certi casi coopera forse anche “consapevolmente”) alla catastrofe.

O più semplicemente detto, coopera alla guerra. Evento tragico ma, purtroppo, assai ricorrente nella storia. E del cui flagello siamo quotidianamente informati. Ma qual è ora la novità? La novità è che, anche per l’Europa, sembra approssimarsi la fine di una parentesi durata settant’anni. Tanto più “strano” è stato il nostro settantennio di pace (basta scorrere gli annali delle guerre europee), in quanto è stato evidentemente favorito da quel riemergere, dal secondo dopoguerra in avanti, di quelle “radici cristiane” (i famosi padri dell’Europa, Schuman, Adenauer, De Gasperi) che erano state tanto ferocemente deprecate e perseguitate dalla coppia diabolica (nazismo e comunismo) che fece del secolo XX il secolo che lo storico Conquest definì delle “idee assassine” e che lo scrittore Bernanos rappresentò nei “cimiteri sotto la luna”.

Dunque, quale spiraglio c’è, se ce ne fosse uno, all’infinitamente improbabile? Da dove ci possiamo attendere l’esplosione di quella verità testimoniata, anche se obliquamente, anche se incertamente, anche se polemicamente, da persone che possono aver torto in tutto ma non nell’aver ragione a cogliere l’incipiente catastrofe? Cosa si può fare per rompere la catena di circostanze che sembrano condurre inesorabilmente verso la guerra in Europa? In realtà, si dice, siamo già in guerra. Vero. Però per adesso la guerra colpisce a casaccio e solo il fato conosce i nomi delle prossime vittime. Colpisce trasformando in una carneficina una bella folla assiepata sulla Promenade di Nizza. E colpisce in un paesino della Baviera, su un treno affollato di pendolari improvvisamente sfregiati nella loro stanchezza dal sibilo dell’ascia di un ragazzino. Colpisce all’aeroporto di Bruxelles e in una sinagoga. In discoteca a Parigi e all’entrata di uno stadio.

Dopo di che, il passo dal terrorismo alla guerra guerreggiata, non è così facile, ma neanche difficile. Perché, come si vede, la palla di neve (e la generazione “fiocco di neve”) rotola. E pian piano diventa una valanga. Puoi difenderti da gruppi armati. Ma non puoi difenderti dai fanatizzati della porta accanto. E se la statistica insegna che su cento casi di terrorismo il 99% ha matrice islamica, tu senti l’inesorabilità di un processo in atto quanto più la demografia informa che l’islam in Europa ha indici di demografia e di diffusione sociale che sovrastano ogni altra comunità, fede e gruppo sociale. Dunque, ripeto, che fare perché si apra uno spiraglio di luce nelle attuali tenebre?

Penso che alla fine, per cogliere certi spiragli, occorra guardare la realtà che ci arriva anche da certe cronache minimali. Come quella letta in questi giorni sul Fatto Quotidiano. Il solo giornale che a Nizza è riuscito a raccontare un episodio interessante e nuovo rispetto all’inesorabilità di un male che, nei fatti, viene continuamente tambureggiato, ripetuto, amplificato dalle cronache, fino a fissarsi nelle coscienze, lasciandole attonite, spaventate e, quel che è peggio, disperate. Dove sta lo spiraglio, la catena rotta, il punto dove la libertà contrasta e può fermare la catastrofe? Sta in Felicite, 25 anni, marocchina, musulmana, che in una famiglia musulmana e in un quartiere di Nizza al 70% abitato da musulmani, a un certo punto non ha ceduto alla paura e si è fatta cristiana. Sta in una famiglia musulmana, quella di Felicite, di cui Felicite dice «Non mi hanno cacciata. Di questo gli sarò sempre grata». Sta in un giornalismo e in un ordine di intelligenze sociali e culturali che cominciano ad accorgersi di queste cose e persone. E a raccontarle.

Foto Ansa

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22 Commenti

  1. Enrico scrive:

    la conversione a una religione e’ un fatto privato,di per se insignificante. non si capisce cosa c’entri con la deriva di fanatici cattolici (come in USA) o islamici (come in Francia) pronti a farsi assassini del prossimo. quanto alle percentuali senza senso da te riferite,quale sia il grado di violenza e di odio nella tua religione,amicone,lo vediamo ogni giorno proprio grazie a certo giornalismo. saluti.

    • EnricoL scrive:

      Concordo con Enrico, non siete che dei fanatici, bigotti, omofobi , siete alla frutta, vi rode, la religione è un fatto privato, preti pedofili.

      • danieleL scrive:

        Mi scuso in anticipo con Rolli Susanna e altri, ma noi ELLE questi argomenti abbiamo, non c’è altro.
        E sono argomenti che vanno su tutto.

        • Kolciak scrive:

          Anche su per il didietro?

          • BobL scrive:

            Ovvio !
            Specifico che condivido quello che hanno detto enrico, enricoL e danieleL .
            fatevene una ragione.
            non condivido andreaL.

        • Rolli Susanna scrive:

          Guarda che ce la puoi fare, basta volerlo!, perchè Dio non abita in Cielo e nemmeno su un altro pianeta ma abita nel tuo cuore -IN te: e non si può nemmeno dire :” Io non credo” ma più giusto :”Io non VOGLIO credere”..che è tutt’altra cosa!
          ChiaroL?

      • andrea udL scrive:

        Hai dimenticato il Vaticano, le scie chimiche, gli 80 autorevoli, l’omofobia, il dono gratuito a 15000£ e le sentenze.

        Non sei un troll degno, fattene una ragione e concorda con te stesso.

  2. Menelik scrive:

    Lo stesso provocatore ieri sera nell’articolo dell’utero in affitto e oggi qua.
    Redazione, siete veramente addormentati.

    • Stefano Coppi scrive:

      “menelik” il cretino,credi di poter cancellare le idee degli altri togliendole da questa pagina ? ah ah ah…..

      quanto alle improbabili “lezioni di storia” di Amicone, si presume che il “niccianesimo” (!?) consista in quel sistema relativistico e liberale che consente a tutti di dormire tranquilli la sera. Mentre il “diabolico” bolscevismo (veramente comico sulla bocca di persone che iniziarono a fare politica con i matrimoni maoisti o nella sinistra extraparlamentare più’ ottusa) sarebbe quel sistema di valori che in questo paese ha garantito per decenni la difesa dei lavoratori e l’opposizione armata al nazifascismo con cui la chiesa ando’ a braccetto prima,durante e dopo.
      Interessante anche la parte politica : l’ amico non trova alcuna ironia nel proporre la spazzatura dei ferrara, degli sgarbi e dei lagnone (si scrive così’ ?) come soluzione alla tragedia di Nizza. Ricordandogli che la responsabilita’ negli stati di diritto e’ personale ( e non di astratte “religioni” o fedi politiche), lo rassicuriamo sul fatto che quanto ai reati di opinione ci sarà’ certamente un giro di vite. E mi riferisco tanto a quelli che sostengono di avere il “diritto” di malmenare la moglie quanto a quelli che vorrebbero imporre a minorenni improbabili e violente “terapie riparative” ,a quelli che propalano pregiudizi omofobi, a quelli che diffamano via web.
      cordiali saluti, e scegliti una migliore platea al prossimo convegno sulla Famiglia.

      • StefanoL scrive:

        quanto è vero, stefano
        Menelik è un cretino, che non apprezza la nostra copiosa produzione intellettuale.
        Il nostro amico Amicone degli Amici Amiconi non accetta la verità che la chiesa va a braccetto col nazismo, vuole menare la moglie , è un omofobo e un bigotto, preti pedofili
        non fate che insultare, fessi e asini che non siete altro
        passeremo alle vie legali
        cordiali saluti

        • Stefano Coppi scrive:

          Già’ che ci sei,fatti spiegare dal tuo legale che dare del “fesso e dell’asino” e’ un’ingiuria,reato penale,se sei un esponente di quella redazione che “rimuovera’ i commenti offensivi”, insieme al diluvio di minacce e di insulti che gli utenti detti “toni”, “joe” e similia vanno riversando da anni sulle vostre paginate,nei confronti di chi muove critiche eminentemente politiche come la mia.
          Quanto ad Amicone naturalmente mai ho sostenuto che voglia “menare la moglie”,o altro. E se stigmatizzo certa attitudine all’insulto dietro pseudonimo,e a certa rivendicazione di estremismo violento religioso e politico,non mi riferisco certo a lui.

          • felpa scrive:

            Non vi piace cosa viene scritto qua? Levate le tende, come dite voi stessi, ed andatevene in un sito vostro amico. Ma siccome dopo aggiungete che lo fate finché vi rispondono, ammettete che siete qui solo perché l insulto ai cristiani non costa nulla, mentre a farlo in una moschea ve la fate sotto.

          • stefanoL scrive:

            ma, non saprei stefano, io mi sono ispirato alla finesse di micheleL che non dice altro che questo, e anche a te, che dai del cretino appena cominci, burlone che sei
            mi rotolo dal ridere
            nel caso, adiremo le vie legali
            preti pedofili
            grazie felpa che rispondi
            bigotto omofobo

          • ursus scrive:

            Vorrei protestare con l’utente stefano che ha scritto che toni e joe riversano qui un diluvio di minacce e insulti io qui non vedo nessun toni o joe solo enrico enricoL danieleL bobl stefano coppi stefanoL che insultano e minacciano
            diamo onore al merito
            estremisti religiosi
            fanatici
            cretini
            saluti

          • Tigrin della Sassetta scrive:

            Esimio sedicente Stefano Coppi, le conviene cambiare avvocato, perché l’ingiuria non è più reato penale.
            Inoltre in un forum dove è di regola l’anonimato le ingiurie non possono essere perseguite, visto che dietro a un nickname ci può essere chiunque, perciò la redazione si prende la briga di mettersi a rimuoverle.
            Servisse a qualcosa le farei notare che la storia del penale l’ha tirata fuori dopo che lei stesso ha dato del “cretino” ad un altro utente.
            Ma per questo ci vuole uno specialista.

  3. EquesFidus scrive:

    Ma che è ‘sto delirio? Redazione, intervenite per rimuovere, per cortesia.

  4. Roberto scrive:

    Bello, sopra tutto vero.
    Amicone, guarda ,passa e non ti curar di loro.

  5. Giovanna. scrive:

    Ma se si è convertita perché porta ancora il velo? La donna cristiana è una donna libertà, non sottomessa al piccolo sultano di casa!

    • Kolciak scrive:

      Nel cristianesimo il velo è un segno di sottomissione a Dio, non all’uomo. Per questo storicamente le donne lo indossavano in chiesa, e tra gli ortodossi e i cattolici “tradizionalisti” questo gesto esiste ancora. Anche le babushke russe sono tutte velate. È un retaggio culturale legittimo per una musulmana convertita, anche se io, se fossi donna, eviterei. Soprattutto di questi tempi.

    • Kolciak scrive:

      Nel cristianesimo il velo è un segno di sottomissione a Dio, non all’uomo. Per questo storicamente le donne lo indossavano in chiesa, e tra gli ortodossi e i cattolici “tradizionalisti” questo gesto sopravvive ancora. Le babushke russe poi sono tutte velate. È un retaggio culturale legittimo per una musulmana convertita, anche se io, se fossi donna, non girerei in strada col velo. Soprattutto di questi tempi.

  6. Sgarrubba scrive:

    epperó, se la religione è un fatto privato, sia privato allo stesso modo l’ateismo, che è religione anch’essa. a chi dice che la religione uccide, direi (ignoranti l’avete scordato) tot milioni di morti fatti dagli ateismi.
    quanto ai pedofili, pedofilia di stato è trattare nelle scuole primarie argomenti imposti a porte chiuse: il sesso fin da subito. pedofilia di stato
    penosi….

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