Google+

Fecondazione assistita, Piccinni: «È un business. Belluno è solo la punta dell’iceberg»

dicembre 21, 2011 Benedetta Frigerio

«La procreazione assistita è un business enorme, quello che è accaduto in provincia di Belluno non è un caso isolato, come è comodo far sembrare. Anzi. È solo la punta di un iceberg che gli addetti ai lavori conoscono bene». Intervista a Orazio Piccinni, pioniere della Fecondazione in vitro e oggi obiettore di coscienza

È stato uno dei pionieri della Fecondazione in vitro (Fiv), poi ha scelto la strada dell’obiezione di coscienza. Orazio Piccinni commenta a Tempi.it l’arresto di Carlo Cetera, uno dei luminari della fecondazione assistita, che chiedeva dai 2 mila ai 2.500 euro per accorciare i tempi d’attesa per trattamenti di Pma (procreazione medicalmente assistita): «Conosco bene questo mondo e il business che gira intorno a questa tecnica». Piccinni nel 1996 ha deciso di non praticare più la fecondazione dopo averla fatto per anni. Una scelta che, ancora oggi, costa molto al medico: «Sarebbe più facile e vantaggioso fare come la maggioranza dei medici, ma ora non potrei più vivere tranquillo». Piccinni però non ha abbandonato la clinica dove esercita la sua professione: «Sono obiettore e anche se ora è dura, sono rimasto per curare la sterilità in altri modi. Forse più faticosi per me, ma meno dispendiosi per la coppia e la loro salute. Nonché più efficaci. Parlo di trattamenti alternativi che pratico senza più dare illusioni».

Su cosa fa leva il business della fecondazione assistita?

«I medici promettono successi, illudendo le coppie, per farle continuare a sottoporsi a cicli di trattamento che dilaniano le persone e costano migliaia di euro. Il guadagno può essere davvero importante. Pur essendo tutti a conoscenza del fatto che la scienza non può risolvere ogni cosa, ci si ostina a far credere il contrario a chi si rivolge ai centri specializzati. I dati scientifici sono i primi a rivelarlo. La verità è che dal 1978 siamo completamente fermi: le percentuali di successo della procreazione medicalmente assistita (Pma) restano sempre le stesse, dodici per cento circa».

Nel 2005 parlò a Tempi di «un’industria economica che fabbrica morte». Si riferiva alla situazione esistente prima della legge 40/2004 sulla fecondazione?
«Le poche coppie che sono riuscite ad avere un bambino attraverso la Fiv hanno comunque dovuto
patire molto, a discapito di tanti embrioni scartati. Mentre magari le vie naturali percorribili, e difficilmente proposte da questi centri, sarebbero bastate. Oggi il giro di soldi non è certo diminuito. E quello che è accaduto in provincia di Belluno non è un caso isolato, come è comodo far sembrare. Anzi. È solo la punta di un iceberg che gli addetti ai lavori conoscono bene».

La legge quindi non aiuta?
«A recarsi in queste cliniche è gente disperata e c’è sempre qualcuno che si approfitta della disperazione delle persone. Ora poi che le regole avallano questa tecnica, non ci sono più freni alla meschinità. Non solo, oggi che tutto sembra regolare è ancora più evidente: nessuno viene a controllare quel che accade nei centri di Pma, i quali non si pongono limiti. Il disordine è sempre più grande. Penso anche ai molti medici che prima della legge 40/2004 non facevano la Fiv, mentre adesso che è permessa la praticano».

Lei, pur praticando obiezione di coscienza, rimane nello stesso posto di lavoro nonostante le difficoltà.
«Ho studiato e cercato altre vie contro la sterilità che ripagano in termini di risultati. È vero, l’obiezione è minacciata ma non significa che non si possa più lavorare nelle cliniche o negli ospedali. Si può agire secondo coscienza, basta essere prudenti e capaci. Non è facile, ma serve a diventare più forti: molti colleghi sono anche cambiati, proprio perché hanno visto un’alternativa alla fecondazione assistita. Più dura forse, ma molto più umana e convincente».

Ricevi le nostre notizie via email:

Leggi gli articoli sull'app:

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter per ricevere tutte le nostre notizie!

La rassegna stampa di Tempi

Tempi Motori – a cura di Red Live

L’abito non fa il monaco. Mai affermazione fu più vera, specie nel caso della concept Infiniti Prototype 9, presentata in occasione del Concorso d’Eleganza di Pebble Beach, in California, e forte di una linea ispirata alle monoposto degli Anni ’30 e ’40. L’aspetto, come accennato, non deve però trarre in inganno: il “cuore” è decisamente […]

L'articolo Infiniti Prototype 9: sotto mentite spoglie proviene da RED Live.

Il Concorso d’Eleganza di Pebble Beach, in California, rappresenta da sempre un evento speciale per la BMW. La Casa di Monaco è infatti solita stupire presentando delle concept che anticipano modelli pressoché pronti a entrare in produzione. Quest’anno tocca a una delle roadster più affascinanti mai realizzate, oltre che una delle vetture più “anziane” della […]

L'articolo BMW Z4 Concept: una linea da urlo proviene da RED Live.

Nessuno fiati. Nessuno si muova. L’hanno fatto davvero! Hanno ridato vita alla storica sigla GSi. Un’icona per tutti i “figli degli Anni ‘80” cresciuti a pane e Opel sportive. Con buona pace della divisione OPC, la nuova versione high performance della Insignia Grand Sport – seconda generazione della berlina tedesca – tornerà a sfoggiare la […]

L'articolo Opel Insignia GSi: gradito ritorno proviene da RED Live.

Solida e ben fatta, la Seat Ateca 1.6 TDI Advance è il primo SUV della Casa spagnola. Si parte da meno di 24 mila euro chiavi in mano

L'articolo Prova Seat Ateca 1.6 TDI Advance proviene da RED Live.

La fortwo, l’utilitaria più corta sul mercato – è lunga solo 2,69 m – si aggiorna. La novità principale è rappresentata dalla disponibilità di serie, sin dall’allestimento entry level youngster, della frenata automatica d’emergenza e dei fendinebbia. Un upgrade in materia di sicurezza tutt’altro che marginale, esteso anche alla versione a quattro posti forfour. Tessuto […]

L'articolo smart fortwo e forfour 2018: danno di più proviene da RED Live.

MailUp - Osservatorio statistico 2017 - banner download
logo EA-Group
logo EA-Group
logo La nuova Bussola quotidiana