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Probabilmente all’Expo ci arriveremo puliti, ma disoccupati

ottobre 1, 2014 Luigi Amicone

Il Pil scende, la disoccupazione sale, ma pare che l’unico problema sia indagare sulle imprese. Sapete cosa disse una volta un dissidente della Germania dell’Est?

Lo stesso giorno in cui siamo informati che la corsa italiana verso l’inferno del Pil negativo e disoccupazione non si ferma e, anzi, accelera (ora siamo all’ultimo posto in Occidente per l’occupazione giovanile), la magistratura si schiera con la Cgil e annuncia offensive su tutta la linea del lavoro. Il super procuratore venuto da Napoli per insegnare a Milano la legalità dice che non gli piace il decreto Sblocca Italia e che il governo deve riscrivere quelle norme del decreto che lui, autorità dell’altissimo, considera a «rischio riciclaggio».

Intanto, da Milano, arriva un’altra notizia: per combattere i finti assunti e il lavoro nero, procura, prefetto e Cgil di Milano hanno stretto una santa alleanza che ha prodotto il un «laboratorio» per «prevenire e contrastare» lo sfruttamento della manodopera. Tutto bene, solo che uno proprio non può fare a meno di chiedersi: ma quanti ce ne sono in giro e quanto ci costano questi enti? Come mai nessuno si chiede perché il già famoso “patto di legalità” non l’ha firmato neanche uno dei cento e rotti paesi che verranno all’Expo? Intanto, visto che siamo già in ritardo sui tempi dell’evento, il buon capo di procura Edmondo Bruti Liberati annuncia indagini a tappeto su «centinaia di imprese lombarde».

Una volta un dissidente tedesco ricordò che la Germania Est esisteva come posto di miseria e fame solo per sabotare la Germania Ovest di ricchezza e abbondanza. Per questo era organizzata con i cecchini sul Muro. E con le spie di condominio in stretta collaborazione con polizia segreta e tribunali di regime registravano anche gli amplessi dei cittadini. Ovvio che l’Est doveva sabotare l’Ovest con tutti mezzi possibili immaginabili. «Noi producevamo le Trabant, di là le Mercedes. Non c’era partita». Vero. Di qua le Mercedes e, in Italia, perfino le Ferrari. Di là solo Trabant e tribunali socialisti. Adesso, a più di vent’anni dalla caduta del Muro, notate la differenza: il sistema tedesco ha sconfitto la giustizia socialista e va in Mercedes. Da noi il sistema giustizia è riuscito a disfare anche la Ferrari. Probabilmente all’Expo ci andremo disoccupati ma puliti. E il Corriera della Sera annuncerà il nuovo modello della Fiat Italia. La Trabant.

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2 Commenti

  1. Pippo says:

    fantastico signor amicone, se non si era già capito da tempo, lei osanna uno stato dove la criminalità, i furti, le ruberie, il largo a chi urla e spinge di più fregando il prossimo e quelli un po’ tonti, perché crea benessere e posti di lavoro. a parte che non è così come dimostrato ampiamente nella storia, lei ha il coraggio di guardarsi allo specchio la mattina?

  2. pallo says:

    Amicone grazie … sentivamo la mancanza di un articolo come questo !!!

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