Appello a Napolitano, raccolte più di 150 mila adesioni
Una volta si chiamava «popolo dei fax». È tornato per partecipare con generosità alla vana lotta contro il tempo per salvare Eluana Englaro. In 72 ore le adesioni alla petizione al Capo dello Stato per una moratoria alla sospensione dell’alimentazione e idratazione della donna hanno superato quota 150 mila. La maggior parte, oltre 110 mila adesioni, sono infatti arrivate via fax e attraverso la raccolta spontanea iniziata domenica in molte piazze in tutta Italia e proseguita nei luoghi di lavoro e nei banchetti in strada. Testi e moduli dell’appello al presidente Napolitano per salvare la giovane donna in stato vegetativo sono stati scaricati in queste ore dal sito della rivista «Tempi» (www.tempi.it/evidenza/005385). Gli aderenti hanno poi inviato la propria adesione alla petizione allo 02/66.98.39.99. Più di 40 mila hanno invece compilato il modulo on line direttamente sul sito www.appelloanapolitano.enter.it.E le firme erano progressivo aumento.
«Sembra – spiega il direttore di 'Tempi' Luigi Amicone – che sia scattata in poche ore una molla nella coscienza del paese. L’arrivo a Udine di Eluana e la sospensione dell’alimentazione hanno sconvolto molte coscienze che hanno voluto farsi sentire. È partito un meccanismo di identificazione collettiva con la donna, è sembrato assurdo che in Italia possa morire una persona in nome del rispetto formale della nostra Costituzione». Il testo chiedeva «fermamente » al Capo dello Stato « di non permettere questa tragedia, un insulto sanguinoso alla storia, alla cultura, all’identità stessa del nostro Paese, convinti come siamo che nessuno deve essere costretto a morire per un formalismo giuridico ». Veniva chiesto alla più alta carica del paese «un intervento perché – di concerto con il Governo – sia data una moratoria alla sospensione dell’alimentazione e idratazione cui è sottoposta Eluana, in attesa che il Parlamento – nelle cui fila si è già appalesata un’ampia maggioranza in sintonia con la maggioranza che vi è nel Paese – possa pronunciarsi su un’adeguata legge». La petizione era stata proposta e firmata da personalità laiche e cattoliche della politica, della cultura, della società civile e del giornalismo.
Tra questi, l’ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga, gli ex presidenti della Corte Costituzionale Antonio Baldassarre e Piero Alberto Capotosti, il governatore lombardo Roberto Formigoni, Giancarlo Cesana e Giorgio Vittadini. Moltissimi i parlamentari Pdl, tra i quali il vicepresidente della Camera Maurizio Lupi, il vicepresidente del Parlamento europeo Mario Mauro Gaetano Quagliarello, Maurizio Gasparri, Fabrizio Cicchitto. E ancora, Rocco Buttiglione dell’Udc, Paola Binetti del Pd. Per la società civile, l’oncologo ammalato di Sla Mario Melazzini, il leader del Movimento per la vita Carlo Casini, il nostro direttore Dino Boffo, i giornalisti Giuliano Ferrara, Vittorio Feltri e Mario Giordano.
Laici e cattolici mobilitati insieme nell’estremo tentativo di salvarla Le firme pervenute in poche ore Chiedevano al Capo dello Stato la moratoria in attesa della legge
PAOLO LAMBRUSCHI
(tratto da Avvenire del 10 febbraio 2009)