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Lettera di Luigi Amicone sul Foglio 05/02

di Luigi Amicone

Da una parte c’è il fiume in piena delle opinioni, dei principi di autodeterminazione (del padre), delle conversazioni sul rispetto del dolore e dell’autodeterminazione (del padre), delle ipocrisie ai massimi vertici istituzionali (Flick e Flock). Dall’altra ci sono i fatti. I semplici, testardi, e magari un po’ “sgangherati” potrebbe dire Manconi, fatti. Primo: il fatto dell’autocefalìa di un magistrato che, nel solco del trionfante spirito mortifero dei tempi, ha decretato che le precedenti sentenze in rispetto della vita di Eluana non valgono più. Secondo: il fatto che fino all’altroieri c’era una donna su quel ramo del lago di Como, che era una disabile grave, un essere umano vivo e misteriosamente vegeto, che da diciassette anni era accudito giorno e notte da donne buone e pie che non chiedevano niente per sé e facevano tutto per lei. Dopo di che, fatto numero tre, nottetempo un’ambulanza ha interrotto questa vita di presenza e di cura, silenziosa, quieta, privata, che durava da diciassette anni, ha prelevato un essere umano vivo e vegeto, l’ha portato in una clinica a cinque stelle e gli ha dato tre giorni prima di accopparlo. Per sete e per fame (sedata però, chissà mai che la morta da diciassette anni provi misterioso dolore e disperazione, come i seppelliti vivi nella tomba). Ma non era meglio sparargli un colpo in testa? Ma certo che no. Loro sono buoni, fini e sensibili. Non avete sentito il primario quanto è rimasto scioccato da quel corpo devastato, molto diverso dall’immagine che promana dalle fotografie di Eluana che abbiamo visto sui giornali? Loro sono così scioccati che ci obbligano a domandare loro perché mai seguitino a fare i medici se hanno l’animo così delicato: immaginiamo che certi malati di cancro possano fare lo stesso effetto di Eluana, embé, perché fate ancora i dottori invece che fare gli animatori dei club Med se vi fanno tanto schifo i poveri corpi degli esseri umani?. Ancora una volta, anche in questa storia, si dimostra che soli i bambini dicono la verità. Come direbbe il mio bambino, ha vinto il lupo cattivo.

(pubblicata sul Foglio del 5 febbraio 2009)

 

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tempi.commentati
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Io non ho una figlia in

Inserito da michelangelo il 8 Febbraio 2009 - 2:45pm

Io non ho una figlia in quelle condizioni,
ma non vuol dire che non posso criticare il padre e tutte le strutture mediatiche, i radicali tra i primi, che sordi e ciechi e con inumana (contro l’uomo) ostinazione si sono votati a realizzare quello, e non lo sanno, che "dopo" sarà l'incubo dei loro sogni e il rimorso per il resto della vita.
Pensi che il padre, dopo aver vinto, perso dico io O-ren Ishii, la scommessa della “morte” potrà mai tornare sereno e sicuro di aver fatta cosa giusta per sua figlia?
E se questo accade nella sua testa, maggiore sarà il pericolo per chi configurerà nella morte la soluzione di tutti i mali.
Ecco perché ribadisco che se l’Amore (che molti chiamano sermone) non è assoluto e sempre perdente.
io parlo di AMORE ASSOLUTO che non è l'amore del senso comune, così come spesso io parlo, e non sono compreso, del vero libero arbitrio la cui domus magna è la mente profonda e non, ripeto, la ragione del senso comune che ahimè è quasi sempre al 100% condizionata.
Poi, la CEI come può chiedere vicinanza e comprensione per la famiglia se non ha volutamente entrare nel merito della questione?
E sai una cosa? Io non credo che Eluana abbia potuto dire quelle parole che va ripetendo il padre e che ormai s'è convinto di averle sentite. E se fossero vere nessuno ha il diritto per longa manu di renderle esecutive senza macchiarsi di omicidio e con l’aggravante della premeditazione.

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La sentenza è biasimabile

Inserito da cama63 il 6 Febbraio 2009 - 12:27am

La sentenza è biasimabile per tre semplici e incontestabili motivi:
1) la volontà di Eluana è stata definita solo attraverso le affermazioni di alcuni soggetti (fosse pure il padre tra questi) ma non di tutti quelli che la conoscevano e per di più senza uno straccio di prova concreta ed inequivocabile, ma solo per aver sentito dire;
2) ammesso e non concesso che questa fosse stata la volontà di Eluana a suo tempo dove sta scritto che oggi non abbia cambiato idea?
3) facciamo finta che i due precedenti punti siano stati vagliati senza ombra di dubbio, dove sta scritto che Eluana ha scelto di morire di fame e di sete facendo scempio del suo corpo al quale, secondo il padre, teneva particolarmente, e non per esempio, con una iniezione letale sotto anestesia?
Insomma l'unica chiave di lettura di questa sentenza è che i giudici abbiano affermato il loro augurio e la loro scelta privata a dispetto della evidente realtà dei fatti! (che come ricorda il dr. Amicone sono la cosa più testarda di questo mondo) E questo sarebbe il rispetto delle leggi costituzionali italiane?

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