tempi.in evidenza Mercoledì 17 Marzo 2010 
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Padre Aldo, Victor e gli intellettualoidi del Manifesto

Lettera dal Paraguay del missionario in polemica con un articolo del quotidiano comunista. Veronica, le preghiere del vicepresidente, Eluana Englaro

di padre Aldo Trento
Cari amici, il giornale degli intellettualoidi di sinistra dopo aver letto sul settimanale Tempi di settembre 2008 una mia lettera guardate che “scemenze” ha scritto ieri 17 dicembre (“Le follie di un missionario”, Il manifesto, 17 dicembre 2008).
«Mi è capitato per caso di vedere su internet (tempi.it 23 settembre) la fotografia sconcertante di un bambino irrimediabilmente malato, e di leggere le parole ancor più sconcertanti di padre Aldo Trento (missionario in Uruguay), riguardo all’infelice creatura. Riporto alcune frasi: “Il piccolo Victor di un anno... geme in continuazione… mmm, ah, ah, ah... La sua testa è enorme e come d’improvviso la parte inferiore è sprofondata lasciando una piccola fossa, lì dove non ha il cranio... Attraverso l’apparato messogli dai medici, è uscita tutta l’acqua della testa... l’altro giorno gli è scappato l’occhio destro: è rimasta una cavità vuota che spurga di tutto... Victor, il mio bambino, non solo è un piccolo cadaverino che vive, ma è tutto deformato, lacerato, pieno di cannucce che entrano ed escono dal corpo... Il mondo dice: perché non lo lasciate morire?... Victor è Gesù, il mio piccolo Gesù che agonizza, che soffre, che geme... Lo bacio, lo bacio sempre… i gemiti si calmano. Gli accarezzo la fronte… non più testa ormai, sgonfiata, con la pelle infossata, come un laghetto di montagna… e sento che accarezzo Gesù... Come vorrei che questo scritto con la foto arrivasse a chi ha deciso che Eluana ‘deve’ morire. No, non può morire se Dio non ha ancora deciso. La vita è sua, di Dio… se la uccidiamo saremo tutti più poveri e disgraziati”. Non ci sarebbe bisogno di commenti. Mi limito ad osservare che attribuire a Dio la decisione di far morire ogni uomo in un’ora da lui stabilita, è un’assurdità, giacché dovremmo attribuire a Dio la responsabilità della morte di creature ancora nel grembo materno, o appena nate; di bimbi strappati ai genitori, di genitori strappati ai figli. Teologicamente impossibile. Sarebbe un’offesa al Creatore. Padre Trento, in questo caso, è persuaso che sia Dio a volere che continui lo strazio di quell’esserino “pieno di cannucce”. Lui, il buon padre Aldo, nell’attesa della decisione divina, intanto lo accarezza, se lo coccola, il “cadaverino deformato”, persuaso di coccolare Gesù sulla croce; ed ha anche il coraggio di scattare fotografie al “piccolo Gesù che agonizza”, cosa che, accecati dal dolore, mai avrebbero fatto gli apostoli, nell’assurda ipotesi che ce ne fosse stata la possibilità. Una sola domanda al missionario: tubicini e farmaci che impediscono a Victor di abbandonare la croce, sono da attribuire ad una decisione del Signore?».

Le Lodi del vicepresidente
Capisco una cosa e mi è chiarissima: il problema è se Dio esiste o no. Se non esiste qualunque sciocchezza è possibile e il Manifesto ne è l’evidenza. La mia risposta è la foto di questa vecchietta che è ospite della nostra casa famiglia per anziani “San Gioacchino ed Anna” adiacente alla clinica.
Alcuni giorni fa mi chiama, ero nella selva, una suora, una dei tanti angeli custodi che vivono fra le “macerie umane”: «Padre Aldo, per favore mi aiuti. Ho incontrato un’anziana in un letamaio. Ma pazienza questo... il problema più grave è che tutte le notti è abusata sessualmente da un suo nipote. Le violenze subite hanno distrutto perfino la coscienza di essere una donna, un essere umano: non parla più, vive impaurita di tutto e di tutti e quando arriva la notte urla. Padre mi aiuti». Eccola qui con me in una bella casetta. Ha ancora una terribile paura, però già il sentirsi accarezzata, baciata delicatamente sulla fronte da me e amici ha permesso di ricuperare un po’ di pace. È distrutta a tutti i livelli. Le sue parti intime sono una piaga e la sua psiche distrutta.
Ma ho la certezza che l’amore di Dio e Dio esiste la trasformerà, tornerà a riscoprire la sua dignità bellissima di donna. Amici, quelli del Manifesto e parenti di detto giornale cosa possono capire di tutto questo? Il mio cuore ogni giorno è strozzato da mille di queste violenze e come ci ricorda il Papa: «Quanto più uno ama Cristo, tanto più soffre».
Per questo leggere certe cose mi lacera il cuore perché Victor è Gesù. Victor come questa anziana che si chiama Veronica fa parte di un disegno amoroso di Dio. Non è Dio che ha creato il dolore, né la morte. È stato il peccato. Però è anche vero che tutto, tutto ciò che accadde fa parte di una Provvidenza divina che ama i suoi figli. San Paolo scrive: «Tutto concorre al bene di coloro che amano Dio».
Per me è chiaro come il sole, come è chiaro che 20 anni di depressione sono stati e sono una grazia perché il mio cuore si purifichi e perché Dio potesse fare con questo asino ciò che sta facendo. L’altra sera è venuto a cenare qui il caro amico Vicepresidente della Repubblica con tutti gli uomini del suo governo. Nel suo discorso di fine anno ha detto: «Sono qui, siamo qui in compagnia di P. Aldo e i suoi confratelli perché questo luogo è l’evidenza del “cielo nuovo, della terra nuova”. Siamo qui per imparare come costruire il nuovo Paraguay. Questa terra che calpestiamo è il cammino del mio governo, è un esempio da seguire. E per questo come cena natalizia e di fine anno abbiamo scelto questo luogo per risparmiare e dare un aiuto a questa grande opera di carità».

Che tristezza per Eluana
Certo il nostro Vice presidente non è un intellettualoide di sinistra, al contrario è un liberale... ma sopratutto è un uomo. Un uomo che ogni settimana viene a cercare la nostra compagnia recitando alle 6 del mattino Lodi, facendo colazione e parlando quasi tutti i giorni per telefono, per ricordarci una sola cosa: «Io sono Tu che mi fai», che ha imparato non a memoria ma come costitutivo del suo “Io”.
Siamo sottosviluppati del Terzo Mondo, ma se nel Primo Mondo qualcuno non solo del Manifesto, ma di qualsiasi classe sociale apprendesse quanto ci insegna Carron “Io sono Tu che mi fai” capirebbe di più non solo la mia vita ma che tutto è opera della Divina Provvidenza... anche che Eluana viva.
Che tristezza: ho saputo che la porteranno nella mia cara Udine a morire, proprio lì dove 20 anni fa è iniziata per me la vita.
Perdonaci Gesú
Con affetto
P. Aldo

 

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